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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Andrea De Priamo. Mostra tutti i post
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mercoledì 23 settembre 2020

ARRIVANO LE CARTELLE PAZZE TARI

 


l Comune tenta il colpaccio e prova a incassare tariffe rifiuti non dovute e i sindacati sono sul piede di guerra causa aumenti di stipendi a dirigenti, funzionari, quadri, insomma a tutti tranne che a chi i rifiuti li raccoglie davvero. Non bastassero le querelle antiche fra l’Amministrazione Raggi e i management aziendali che si sono succeduti (e caduti) dal 2016 a oggi sempre sulle stesse questioni di soldi, il quadro Ama olezza come le strade della città.
Punto primo: Tari non dovuta. Denunciano i capigruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Fabrizio Ghera, e in Campidoglio, Andrea De Priamo: “In questi giorni si stanno recapitando ai cittadini cartelle pazze Tari che terrorizzano gli utenti con importi che includono gli arretrati anche oltre i cinque anni. L’obiettivo è quello di spingere al pagamento immediato coloro che non sanno che per legge, dopo un quinquennio si considerano prescritti i versamenti non effettuati. Una mancanza di trasparenza che sembra mirata a massimizzare le entrate, anche considerando che il Comune di Roma non risponde alla richieste di rateizzazione inoltrate dai cittadini”. Precisano poi i due meloniani: “Ama è estranea alla vicenda che è tutta di Roma Capitale che sta riesumando un file di pendenze Tari pluriennali pregresse”.
Capitolo sindacati e aumenti di stipendi. Da mesi i giornali denunciano una serie di aumenti che Ama sta più o meno occultamente concedendo a pioggia a dirigenti, funzionari e quadri. L’Azienda ha sempre smentito, molto maldestramente, questi aumenti con delle immense supercazzole. Stavolta la denuncia parte dai sindacati. Scrive Alessandro Bonfigli, segretario regionale della Uilt: “Nell’ultimo incontro con Ama, dopo le svariate richieste di delucidazioni sull’erogazione di aumenti di stipendio corrisposti recentemente ad alcuni funzionari e dirigenti e nelle scorse settimane anche ai capo area (cioè impiegati tecnici che dovrebbero garantire l’organizzazione della pulizia della città), Ama conferma l’erogazione di tali incrementi economici giustificandosi di aver dato risposta attraverso propri comunicati stampa. I lavoratori operai idonei a tutti i servizi soni rimasti in 3800-4100, se consideriamo anche i parzialmente idonei. A costoro viene chiesto di fare praticamente tutto: raccogliere i rifiuti, spazzare le strade, coordinare le operazioni, dare spiegazioni ai cittadini, condurre gli automezzi. Invece di incentivare gli operai che non percepiscono un centesimo dall’operazione Giubileo si preferisce discutere di officine, mobilità del personale verso altri municipi e lavoro domenicale. Non una parola su obiettivi, miglioramento dei servizi erogati, performance raggiunte dai capo area e dirigenti promossi in una fase di gravissima congiuntura finanziaria”.



sabato 8 agosto 2020

FDI: PROROGARE LO SPEGNIMENTO DELLA ZTL


Prorogare l’ordinanza di sospensione delle Zone a Traffico limitato fino al 31 dicembre”: lo chiede Fratelli d’Italia con una mozione depositata ieri in Consiglio comunale e che dovrebbe essere messa ai voti appena l’Aula riaprirà i battenti dopo la sospensione ferragostana dei lavori.
La mozione, a firma del capogruppo, Andrea De Priamo, di Giorgia Meloni e del consigliere Francesco Figliomeni, prende le mosse dalla decisione del Governo, avallata dal voto in Parlamento, di prorogare lo stato di emergenza per la pandemia da Coronavirus fino al prossimo 15 ottobre.
Al momento - spiega De Priamo - non è che a Roma, in centro, ci sia tutto questo flusso infernale di macchine che gira. Abbiamo l’economia della città e del Paese fermi, negozi e botteghe, bar e ristoranti, che sono entrati in una crisi nera. Gli aiuti di Stato nella migliore delle ipotesi sono lenti e insufficienti, quando ci sono. Noi crediamo che sia un modo per dare un segnale alla città di attenzione ai problemi economici. Anche perché non è che Atac stia funzionando in modo brillante offrendo un servizio realmente concorrenziale”.
Nel testo della mozione si legge: “numerose associazioni di categoria chiedono alle istituzioni di mettere in campo tutte le azioni possibili per il rilancio economico e cercare di recuperare almeno in parte quanto perduto” e che il Campidoglio “sta varando una serie di misure atte a limitare gli effetti negativi dell’emergenza sanitaria per i cittadini e i comparti produttivi al fine di delineare una strategia organica di sostegno e rilancio complessivo all’economica cittadina”. Per questo, Fratelli d’Italia chiede di “prorogare l’apertura delle ZTL del centro storico, del Tridente e di Trastevere fino al 31 dicembre” prossimo per “favorire la ripresa sociale ed economica della città agevolando gli spostamenti su tutto il territorio capitolino”.
E se è scontato il “no” del presidente della Commissione Mobilità, il grillino Enrico Stefàno, che già in passato ha polemizzato anche con il suo gruppo per la decisione del sindaco Raggi di spegnere le telecamere, un’attenzione diversa potrebbe arrivare da un altro grillino, il presidente della Commissione Commercio, Andrea Coia, che su questi temi ha posizioni meno intransigenti.
L’eventuale prolungamento dell’ordinanza Raggi che disattiva le telecamere ai varchi, però, potrebbe presentare un problema che, fino ad oggi il Campidoglio non ha saputo valutare: la gestione dei contenziosi con chi il permesso ZTL lo ha già pagato (e caro) in anticipo e che, quindi, si ritroverebbe con un pezzo di carta ormai divenuto inutile. Già in passato il problema era stato sollevato ma con un imbarazzante silenzio di risposta dal Comune che non ha saputo (o potuto) trovare una soluzione: rimborsare o prolungare la validità dei permessi già rilasciati.

domenica 2 agosto 2020

AFFITTOPOLI, DE PRIAMO: "A COLLE OPPIO MEMORIALE REDUCI ISTRIANI"


De Priamo, il capogruppo del Pd, Giulio Pelonzi, apre a un museo dedicato alla tragedia dell’esodo Giuliano-Dalmata. È pronto a presentare una mozione in merito?
Il problema è la certezza che poi le cose si facciano, non solo si annuncino. Conosco Pelonzi e so che è persona di parola ma…”.
Ma?
Ma siamo sicuri che poi i suoi siano realmente pronti a votare una cosa del genere?
Perché lo dice?
Perché quando all’epoca del sindaco Alemanno si lavorò per intitolare una strada a Giorgio Almirante, qualcuno del Pd era pure favorevole. Poi si alzò la canizza e venne ovviamente fatta marcia indietro. Ci sono temi sui quali il Pd non sembra arrivato a maturare un pensiero autonomo”.
D’accordo ma non sono due cose diverse, l’esodo Giuliano Dalmata e via Giorgio Almirante?
Certo che sono cose diverse ma il cliché in questi casi si ripresenta molte volte. Io non voglio presentare una mozione su un tema così delicato e sentito e poi vederla bocciare con la stantia retorica degli anni  passati”.
Pelonzi ha citato la posizione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Direi che è un notevole passo avanti rispetto agli anni passati.
Ripeto. Parlerò con i vertici di Fratelli d’Italia e con i consiglieri di centrodestra per decidere assieme. Ma certo c’è comunque un altro problema”.
Quale?
“Anche se tutto il Pd votasse a favore, servirebbero anche dei voti da parte dei 5Stelle o la mozione non passerebbe”.
De Priamo, lei ha fatto riferimento alla possibilità che, utilizzare la storica sezione di via dei Giubbonari per un centro informativo sulla resistenza romana possa essere un modo surrettizio per riconsegnare i locali al Pd. Però il Pd lì non può rientrare: ha un piano di rateizzazione del debito con Equitalia che impedisce di riavere la sede.
Certo, su carta è così. Ma deve essere necessario che nel bando per la futura assegnazione ci sia questa tutela. Non possiamo escludere che le associazioni cui verrebbe affidato questo centro informativo siano contigue con il Pd”.

AFFITTOPOLI, MUSEO DELLA RESISTENZA NELLA SEDE MOROSA EX PD



Grazie ai 5Stelle, il Pd potrebbe rientrare nella sezione di via dei Giubbonari, quella storica da cui, nel 2016, i Dem dovettero andarsene perché morosi per 170 mila euro nonostante il canone di affitto fosse di 100 euro al mese. Oggi, invece, grazie a una mozione presentata dal Roberto Allegretti, consigliere 5Stelle e membro dell’Associazione nazionale Partigiani, le probabilità che, usciti dalla porta, i Dem possano rientrare dalla finestra ci sta. Anche se, va sottolineato, non sarà mai una cosa diretta: il piano di rientro dalle morosità con Equitalia impedisce al Pd di riavere la sede. 
In più, dopo oltre 75 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, questa vicenda riaccende la disputa fra destra e sinistra sulla memoria condivisa. Succede che nell’anno del Signore 2020 Allegretti presenti una mozione per fare dei locali ex Pci di via dei Giubbonari un centro informativo sulla resistenza romana. A dirla tutta, il testo originale prevedeva addirittura l’assegnazione diretta alla stessa Anpi. Tanto che il presidente della Commissione Patrimonio, il grillino Francesco Ardu, non ha voluto votare il testo. Poi, arriva il capogruppo Pd, Giulio Pelonzi, che prende il testo Allegretti e si accorda per modificare il tutto: via l’assegnazione diretta e sì a un generico punto informativo da affidare con un futuro bando di gara. 
Lato Fratelli d’Italia, il capogruppo, Andrea De Priamo, lancia l’esca: proporre di destinare i locali di via di Terme di Traiano, al Colle Oppio, poi storica sede della destra e primo luogo ad ospitare gli esuli Giuliano Dalmata a centro analogo sulle vicende di foibe ed esodo. Ma “incredibilmente grillini e sinistra hanno bocciato i nostri emendamenti”. 
E parte la polemica: da destra si sospetta che tutta questa storia sia solo un modo per riaffidare via dei Giubbonari al Pd, più o meno direttamente. 
A sinistra, Giulio Pelonzi spiega: “È giusto e significativo che uno spazio dedicato per anni al dibattito politico, nel cuore della città di Roma, sia ora destinato al ricordo di uno dei più importanti momenti della storia italiana e romana”. Poi una timida apertura: “Noi crediamo si debba aprire una riflessione, dopo le dichiarazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla necessità di creare un museo o un centro informativo sulle Foibe e siamo disponibili a un confronto politico aperto per individuare uno spazio”.


lunedì 13 luglio 2020

ALL'IPA LA SAGRA DELLO SCROCCONE



Che supplì e pizzette siano buoni non c’è dubbio ma da qui a presentarli come “spese di rappresentanza” ce ne vuole. Eppure è questo quello che è accaduto all’Ipa, l’Istituto di Previdenza e Assistenza dei dipendenti capitolini.
L’Istituto, su decisione del sindaco di Roma, Virginia Raggi, è commissariato dal 2017. E la Raggi ha nominato prima un commissario, Fabio Serini - entrato e uscito dall’inchiesta sulla presunta corruzione di Luca Lanzalone nell’inchiesta Rinascimento - e poi ha aggiunto anche un “sub commissario”, un vice insomma, nella persona di Vincenzo Piscitelli.
Piscitelli è stato in carica dal 30 ottobre 2017 al 25 maggio 2018. Nello stesso periodo, come Il Tempo ha già raccontato, l’IPA ha affidato ai soci di studio di Piscitelli - Pasquale Schiavo e Giuseppe Guerra, soci nella SGP con Piscitelli - quattro diverse consulenze per un totale superiore ai 55mila euro
Ora, come denuncia ancora il consigliere di Fratelli d’Italia, Francesco Figliomeni, si scopre che oltre le consulenze, Piscitelli si è fatto anche rimborsare pizzette e supplì dalle casse dell’IPA.
Due gli elementi che Figliomeni pone in evidenza. Il primo, che Piscitelli riceve dalla Raggi un incarico con uno stipendio “onnicomprensivo, ovvero che non c’è diritto ad altro genere di rimborsi. Il secondo è che lo stipendio di Piscitelli è piuttosto consistente: stando alle carte dell’IPA, il periodo di servizio di Piscitelli è stato ricompensato con 71.838 euro e 15 centesimi, pari al 70% dello stipendio del commissario, Fabio Serini, che riceve dai fondi pubblici 102 mia 659 euro annui. 
Eppure, Piscitelli presenta all’economato dell’IPA un totale di 23 scontrini per 22 pasti (in una giornata, lunedì 15 ottobre, gli scontrini sono due ma sono riferiti allo stesso pasto). Sono tutti pranzi: bresaola e rughetta; supplì, pizze ripiene, formaggi o salumi. Il totale della spesa è economicamente poco significativo, solo 213 euro pari a una media di 9 euro e mezzo a pasto. Ma, considerando l’entità dello stipendio di Piscitelli, 71mila euro e spicci annui, e il fatto che fosse, da Ordinanza del Sindaco, un emolumento omnicomprensivo, consente a Figliomeni e al capogruppo, Andrea De Priamo, di parlare di “mercimonio di consulenze e poltrone a peso d’oro messo in atto dal M5S”.
L'Ordinanza del sindaco di Roma, Virginia Raggi, di nomina a sub commissario Ipa di Vincenzo Piscitelli
Tutti gli scontrini sono stati emessi dalla stessa pizzeria che dista appena 100 metri dalla sede dell’IPA e, come detto, sono tutti pagamenti relativi a pranzi. E tutti sono stati presentati al rimborso con la motivazione di “spese di rappresentanza”. 
Attaccano De Priamo e Figliomeni: dopo quelle già presentate nei giorni scorsi all’indomani della denuncia sulle consulenze ai soci di Piscitelli, “abbiamo predisposte altre interrogazioni per chiedere chiarimenti sui rimborsi spese per numerosi acquisti di pizza e supplì dell’ex sub commissario Ipa Vincenzo Piscitelli, rimborsi non dovuti a fronte di un compenso omnicomprensivo per il suo ruolo”. 
La determinazione del commissario straordinario Ipa, Fabio Serini, di nomina di Vincenzo Piscitelli
a sub commissario con la quantificazione dello stipendio mensile 

Con questo secondo caso di utilizzo opinabile delle risorse pubbliche, da Fratelli d’Italia arriva l’affondo politico: “sindaco Raggi revochi immediatamente i vertici dell’Ipa e fornisca i dovuti chiarimenti in merito a queste consulenze che, oltre a dimostrare neanche tanto velatamente dei favoritismi personali, provocano un danno economico per le casse dell’Amministrazione capitolina”.

Tab. 1 - Riepilogo degli acquisti


















mercoledì 24 giugno 2020

ALL'IPA BALLETTO DI CONSULENZE


Piovono consulenze all’Ipa, l’Istituto (commissariato dal sindaco di Roma, Virginia Raggi) che si occupa della Previdenza e dell’assistenza ai dipendenti capitolini. La denuncia parte da Francesco Figliomeni, consigliere comunale di Fratelli d’Italia: “nel 2018, l’Ipa ha erogato consulenze ai soci del sub commissario”. 
E Figliomeni tira fuori le carte: la prima è l’ordinanza con cui la Raggi nomina Vincenzo Piscitelli sub commissario dell’Ipa dal 30 ottobre 2017 fino al 25 maggio 2018. 
Stando ai documenti della Camera di Commercio di Caserta, Piscitelli era socio al 33% della SGP Srl insieme a Pasquale Schiavo e a Giuseppe Guerra, tutti con la stessa quota, tutti rappresentanti dell’impresa e amministratori. 
La SGP si occupa di elaborare i dati aziendali, gestisce la contabilità, le paghe e via dicendo. 
O, meglio, gestiva perché neanche un mese dopo la scadenza dell’incarico di Piscitelli come sub commissario di Serini all’Ipa, la società viene messa in liquidazione
Veniamo alle carte di Figliomeni sulle consulenze: sono quattro, due per Guerra e due per Schiavo. 
Si parte, marzo 2018, con l’incarico a Guerra si istituire un “team specialistico sperimentale" che supporti “il commissario straordinario” nella gestione dei piani di rientro dai prestiti. Remunerazione: 9mila euro lordi dal 5 marzo al 31 maggio 2018 per 87 giorni di incarico
Due mesi dopo, a maggio 2018, tocca a Schiavo: consulente fiscale dal 20 aprile al 31 maggio con un costo lordo di 1650 euro ma con l’aggiunta di 16 euro per ogni cedolino paga dell’Ipa. 
Impossibile sapere quanti siano i dipendenti dell’Ipa (e quindi il costo totale dell’incarico): la pagina trasparenza dell’Istituto, alla voce “personale” riporta da lungo tempo la dizione ”pagina in fase di allestimento”. In totale, però, la consulenza di Schiavo costa alle generose casse dell’Ipa 2.458 euro lordi
Il 1 giugno 2018, Serini firma la proroga a Guerra con lo stesso incarico ma per 6 mesi, dal 1 giugno al 31 dicembre. Costo lordo: 25mila 376 euro. 
Nell stesso giorno Serini proroga anche l’incarico a Schiavo. Stesse mansioni, stessi costi ma con un contratto valido fino al 31 dicembre. Nella determina non è indicato il totale lordo ma in proporzione dovrebbe arrivare a 28mila 278 euro.
Da Fratelli d’Italia attaccano Figliomeni e il capogruppo Andrea De Priamo: “Oltre ad una dettagliata interrogazione e ad uno specifico accesso agli atti rivolto alla Raggi e alle più alte cariche del Campidoglio, abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e all’Anac per verificare anche eventuali ipotesi di reato oltre ai palesi conflitti di interesse”. 


Estratto dell'Ordinanza 170/2017 del sindaco Raggi di nomina di Piscitelli a sub commissario dell'Ipa

Estratto della visura camerale della società SGP Srl con i nomi dei soci

Estratto della Determina 48 del 5 marzo 2018 con l'incarico a Giuseppe Guerra

Estratto delle Determina 75 del10 aprile 2018 con l'incarico a Pasquale Schiavo

Estratto della Determina 134 del 1 giugno 2018 di proroga a Giuseppe Guerra


Estratto della Determina 137 del 1 giugno 2018 di proroga a Pasquale Schiavo
La pagina del sito istituzionale dell'Ipa (http://www.ipa.roma.it/portal/it/amministrazione_trasparente_v2.page?contentId=CAM358) dedicata al personale e "in allestimento"


sabato 13 giugno 2020

CONSULENZE D'ORO ALL'IPA



Nel prezioso mondo delle consulenze, spicca l’Istituto per la Previdenza e l’Assistenza (IPA) ai dipendenti comunali che, con due determine firmate l’11 maggio scorso da Fabio Serini, commissario straordinario dell’Ipa, ha impegnato 12mila 261 euro per un mese di ufficio stampa (8.088,60 euro) e per organizzare le videoconferenze online (4.172,40 euro).
La prima consulenza vede destinataria Chiara Di Pietro, giornalista professionista dal 2007. A lei, Serini affida con la determina 147 dell’11 maggio, un incarico fino al 15 giugno per curare la diffusione fra gli iscritti Ipa delle misure anti Covid; supportare il commissario a presentare il bilancio (non ancora presentato) e il piano industriale 2020-2022 (non ancora presentato), più la canonica attività da ufficio stampa, cioè comunicati e rapporti con i giornalisti e social network. 
Di comunicati, nelle agenzie di stampa se ne rintraccia uno solo, del 12 maggio. Per i social, si contano sulla pagina Facebook (dal sito istituzionale non risultano altri social attivati) ben 11 post e un cambio dell’immagine di copertina. Il tutto - 35 giorni di lavoro, dall’11 maggio, data della determina, al 15 giugno - per un compenso di 6.500 euro più oneri previdenziali (130 euro) e iva (1458,60 euro) per un “importo totale omnicomprensivo di € 8.088,60 iva inclusa”.
Come Stampa Romana - commenta il segretario, Lazzaro Pappagallo - pur non esistendo dal 2007 più un tariffario minimo per le prestazioni professionali, riteniamo che quando si spendono soldi pubblici sia necessario fare bandi pubblici”.  
Lo stesso giorno, poi, Serini emana una seconda determina, la 148, con cui accetta il preventivo avanzato da un fornitore, Luca De Vita di Napoli, che per 4.172 euro e 40 centesimi, iva inclusa, si occupa di predisporre “un sistema volto ad organizzare meetings in webinar con il supporto e assistenza, suddiviso in tre fasi: attività pre-webinar, assistenza durante il webinar e attività post webinar”. 
Considerando che alle scuole elementari i bambini fanno lezione così, è certamente un’offerta “congrua” e “indispensabile”, come scrive Serini nella determina. 
Attacca a testa bassa Fratelli d’Italia che, con Francesco Figliomeni e Andrea De Priamo, parla di “favoritismi” dentro l’Ipa: “Già risultavano inspiegabili i motivi per cui, a fronte di 30.000 avvocati del foro di Roma, il commissario Serini ha scelto di incaricare legali di altre parti d’Italia corrispondendo in molti casi consulenze piuttosto cospicue; Commissario e vice si sono auto aumentati i compensi con il silenzioso avallo della Raggi e, ancora oggi, dopo tre anni, del nuovo Statuto dell’IPA non c’è traccia. Abbiamo chiesto di istituire una Commissione di indagine sull’Ipa già da un anno e ora è il momento di calendarizzarla in Consiglio”.


lunedì 8 giugno 2020

I FILOBUS IN CORTE DEI CONTI



Finisce alla Corte dei Conti la vicenda dei filobus del corridoio della mobilità Eur-Laurentina-Tor Pagnotta.
I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo, Francesco Figliomeni e Lavinia Mennuni, più la consigliera Rachele Mussolini, della lista civica Meloni, hanno infatti presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio per chiedere di verificare se lo stop dei filobus all’Eur configuri un danno erariale.
Parliamo di quei famosi 45 filobus, comprati all’epoca di Alemanno, e finiti al centro di un’inchiesta per presunte tangenti che vedeva coinvolto, con condanna in primo grado, l’ex Ad dell’Ente Eur, Riccardo Mancini (deceduto pochi giorni dopo la sentenza) e, prima inquisito poi prosciolto da ogni addebito, lo stesso sindaco Alemanno
Questi filobus - dopo anni di attesa - sono stati messi su strada dalla Giunta Raggi con gran concerto di fanfare a luglio 2019. Ma. da maggio 2020, fine delle corse: il contratto biennale per la manutenzione è scaduto. E le vetture sono rimaste nei depositi.
Solo dieci mesi perché il Campidoglio grillino - in modo simile ad altri casi, come il contratto di servizio con Roma TPL giunto alla quarta proroga e con la quinta che si avvicina - non è stato in grado di organizzare una gara d’appalto ma neanche di prorogare il contratto esistente.
Si legge nell’esposto: “sebbene fosse ampiamente nota la scadenza” del contratto di manutenzione “l’Amministrazione capitolina non ha agito prontamente né ha ritenuto di assumere provvedimenti idonei a prorogare la validità del contratto in scadenza al fine di assicurare la continuità del servizio”. Per cui, “il risultato della mancata adozione” almeno della proroga-tampone, “ha determinato la sospensione dell’esercizio dei filobus” che rimangono a marcire nei depositi mentre il Campidoglio ha aumentato del 10% il chilometraggio dell’appalto (scaduto e in proroga) con Roma TPL per compensare il “fabbisogno dovuto ai servizi aggiuntivi” post Covid.  
Il silenzio della Giunta Raggi è testimoniato anche dall’assenza di risposte da parte dell’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, all’interrogazione presentata da De Priamo.  
Attacca De Priamo: “La Raggi aveva rivendicato l’attivazione dei filobus ma poi non è stata in grado di garantirne il funzionamento. Con il nostro esposto vogliamo fare chiarezza su questa ennesima pagina disastrosa della "giunta cicala" che inaugura servizi che durano lo spazio di un mattino: i filobus dell'Eur come le ciclabili temporanee”.

sabato 6 giugno 2020

VINCE LAZIO NUOTO, CAMPIDOGLIO SCONFITTO AL TAR


Settimana difficile quella del Campidoglio che al Tar ha rimediato, dopo quella sui prezzi delle case costruite nei Piani di Zona, una seconda, sonora bocciatura, quella per la piscina Lazio Nuoto, società parte della Polisportiva Ss. Lazio. 
Nel 2019, all’interno della maxi operazione che l’Assessorato allo Sport ha condotto per il riordino delle diverse strutture sportive in concessione, la Piscina che era affidata a Lazio Nuoto viene messa a bando. 
Con Lazio Nuoto che prima protesta poi presenta ricorsi al Tar. 
E ieri - mancano le motivazioni che devono ancora essere pubblicate - il Tribunale amministrativo ha accolto uno dei ricorsi presentati dalla Lazio che festeggia: la “sentenza dà ragione alla Lazio, sconfitta da un bando che, come più volte sostenuto, non premiava la storia, i valori tecnici e il sociale”. Con la decisione del Tar viene annullata l’aggiudicazione del bando. 
Opposizioni all’attacco. “Grande soddisfazione” per i Pd Marco Palumbo Giulio Pelonzi, mentre il presidente del VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri, si schiera “contro la scelta sconsiderata del Campidoglio di considerare lo sport come uno strumento per far cassa e le società sportive come la controparte”. Dura anche Svetlana Celli, lista Civica: “non avevamo dubbi che il bando emanato dal Comune fosse sbagliato”. Anche da Fratelli d’Italia fioccano le prese di posizione: “fin dall'inizio abbiamo segnalato le nostre perplessità sulla gara”, dice il capogruppo Andrea De Priamo, mentre per la consigliera regionale, Chiara Colosimo, “Ancora una volta la Giunta Raggi, e in particolare l'assessore Frongia, hanno dimostrato la propria incapacità a governare la città”.
Chiamato in causa è proprio l’assessore allo Sport, Daniele Frongia, che dopo le intercettazioni di Palamara e la storia della via d’uscita a Sport e Salute, ha un terzo problema da risolvere: “Attendiamo i 30 giorni per leggere tali motivazioni e dare seguito alla sentenza del Tar”, scrive su facebook e, dopo aver rivendicato la “correttezza e la trasparenza” dei bandi, afferma: “nel caso si confermasse la Lazio Nuoto la vincitrice del bando per l'Amministrazione non può che essere una vittoria”.

giovedì 21 maggio 2020

AUTUBOUS IN PIÙ, C'È IL TRUCCO. LINEE AFFIDATE SEMPRE A ROMA TPL


Sei giorni fa l’annuncio: “nuova flotta di 70 pullman privati per potenziare i collegamenti metro”. Se in Giunta stappano lo champagne, le opposizioni alzano il tiro: “come avete scelto il privato e quanto ci costa”?
Parliamo dei 70 pullman gran turismo che la Giunta Raggi ha noleggiato col trucco: prese da Roma TPL cioè quell’azienda privata che, dall’epoca di Veltroni, gestisce un centinaio di linee di periferia. Con un appalto scaduto a maggio 2018 e già prorogato dalla Giunta Raggi per ben 4 volte
Pullman che serviranno per attivare 4 linee, le “S”, che, dalla periferia portano in centro con due sole fermate: da Ponte Mammolo a Termini con fermata sulla Tiburtina a Portonaccio e poi a Policlinico Metro B; da Anagnina a Termini con fermate a Colli Albani Metro A e a San Giovanni Metto A e C; da Laurentina a Termini, con fermate a piazza dei Navigatori e a piazza San Giovanni in Laterano; e, infine, da Ponte Mammolo a Subaugusta con le fermate a Togliatti/Prenestina e a Parco di Centocelle Metro C. 
Silenzio totale sui dettagli di questo nuovo affidamento: nella oliata macchina della propaganda capitolina manca ufficialmente il nome del privato da cui sono stati noleggiati i pullman, i costi, la durata dell’appalto. 
E se al lancio del servizio c’era stato l’abituale auto incensamento, ieri, a Radio24 la Raggi ha addirittura rilanciato: “da qui a venerdì arriveranno altri 200 autobus da privati per rinforzare le direttrici dalla periferia al centro”.
Ancora una volta: silenzio sul socio privato, su come sia stato scelto e, ovviamente, sui costi di questa partnership. 
Partnership, peraltro, che giunge da quella stessa Amministrazione che ha boicottato il referendum sulla privatizzazione di Atac al grido di “Atac resti pubblica” ma che dimostra di non esitare a ricorrere al privato a comodo.
Interrogazione di Andrea De Priamo, capogruppo di Fratelli d’Italia: “con quale procedimento è stato individuato” il partner privato? “Sulla base di quale atto è stata presa la decisione di avvalersi del privato?”. E, ancora: chi è questo privato, quanto costa, quanto durerà questo affidamento se è solo una necessità temporanea o sarà una cosa definitiva.
Il fatto che il contratto con Roma TPL sia scaduto a maggio 2018 ha due risvolti: uno politico e uno tecnico. Quello politico è evidenziato dallo stridore fra l’attuale regime di proroghe e le vecchie prese di posizione proprio di Virginia Raggi: “Questa amministrazione - scriveva la Raggi il 5 agosto 2015 a proposito della Giunta Marino - sta continuando ad affidare servizi tramite proroghe o affidamenti diretti. Anac stiamo arrivando. Procura e Corte dei Conti pure…”.  
C’è poi l’elemento tecnico che rende questo contratto fra il Campidoglio e Roma Tpl quanto meno dubbio: se è un contratto nuovo, manca il bando di gara europeo. 
Un affidamento da “18mila km al mese” come ha annunciato Calabrese, costa non meno di 2 milioni di euro al mese. Cifra che, quindi, rende obbligatoria una gara europea. 
Se, invece, è un subappalto, il dubbio resta: Roma TPL da capitolato deve fornire autobus. Non pullman granturismo. Diventa, quindi, una bella “sorpresa” giuridica trovare un appalto scaduto che vive di proroghe da un biennio che viene usato per fare un subappalto lautamente retribuito con un cambio in corsa dell’oggetto: da autobus a pullman.