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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 9 aprile 2020

CORONAVIRUS; LE "MASCHERINE FANTASMA" NEL MIRINO DELLA CORTE DEI CONTI


Il caso “mascherine fantasma” alla Regione Lazio approda alla Corte dei Conti e in Parlamento. Il procuratore regionale della Corte dei Conti, Andrea Lupi, e il magistrato Alfio Vecchio hanno aperto un fascicolo sulla società mista, italo-cinese, la Eco Tech, che avrebbe dovuto consegnare nove milioni e mezzo di mascherine mediche alla Regione entro il 20 marzo, pagate 11 milioni come anticipo sul prezzo totale di quasi 36 milioni, e mai arrivate
A parte la Corte dei Conti, la vicenda alimenta il dibattito politico. 
Il deputato della Lega, Francesco Zicchieri, ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia (Pd), e al ministro della Salute, Roberto Speranza (LeU) per sapere “se, data la gravità della vicenda e considerato che il Presidente della Regione è anche il segretario del partito di maggioranza governativa, il Governo non ritenga urgente, fatte salve le indagini della procura, fornire chiarimenti in merito, con particolare riguardo alla correlazione tra le 300 unità di medici e infermieri contagiati ed i ritardi nell’approvvigionamento cause inadempienze della Eco.Tech.srl e scelte avventate dell’amministrazione regionale”.
La vicenda è nota. Sinteticamente, un paio di giorni fa, Lega e Fratelli d’Italia in Consiglio regionale denunciano: la Regione Lazio per approvvigionarsi urgentemente di mascherine sanitarie si è rivolta ad un’azienda, la Eco.Tech, cui ha versato 11,3 milioni di euro come anticipo senza ricevere in cambio nulla. Tanto che ci sono due determinazioni dirigenziali con cui la Regione stessa, vista l’inadempienza della Eco Tech, decide di rescindere il contratto e chiede pure i danni
La Regione, ieri, ha diffuso una nota in cui, dopo aver respinto le accuse di truffa, parla di “bufale politiche” ma finisce per confermare tutto: “proprio stamattina (ieri, ndr) si è svolto un incontro tra la Protezione civile regionale e i vertici dell'azienda Eco.Tech che hanno confermato la volontà di evadere tutti gli ordini ricevuti, esibendo la documentazione ufficiale che comprova la disponibilità da parte della stessa di 20 milioni di mascherine con consegna delle stesse entro la fine della prossima settimana”. Il che si traduce nella conferma non tanto delle denunce di Lega e FdI quanto degli stessi documenti degli uffici: la consegna non è ancora avvenuta. Tanto che la Regione ci tiene a sottolineare come “L'Azienda, a riprova della propria serietà e per fugare ogni illazione sulla sua affidabilità, si è offerta di garantire con una polizza assicurativa gli acconti versati dalla Regione Lazio” e che la stessa è “partner di Exor, distributore ufficiale di prodotti 3M”. La 3M però specifica che la “Eco Tech non risulta presente nel nostro elenco partner e distributori” mentre “esiste un nostro fornitore con lo stesso nome e ragione sociale, ma ha sede a Cesena”.
Opposizioni sul piede di guerra. La consigliera della Lega alla Pisana, Laura Corrotti, annuncia di aver chiesto una “audizione urgente in Commissione Protezione Civile con il Direttore dell’Agenzia Regionale Protezione Civile, Carmelo Tulumello”. Fratelli d’Italia, invece, stigmatizza la “nota stampa della Regione” evidenziando come la Eco Tech “non sia più inaffidabile come da loro scritto nella risoluzione e che invece di rispondere alla diffida via Pec, sempre come scritto nella stessa, si è presentata ad una riunione”. Non solo ma FdI sottolinea come “apparirebbe quantomeno anomalo che una volta comunicata la risoluzione [del contratto, ndr] la Regione ne richieda l’adempimento. Chiediamo se nel frattempo sono rientrati gli 11 milioni, più le penali previste nella risoluzione”.
Analizzando i documenti societari della Eco Tech e della sua controllante, la Propter Hominem srl, viene fuori un quadro un po’ intricato di spostamenti societari: da Belluno a Frascati a Santa Marinella, gli ultimi dei quali gestiti dallo studio notarile Annibaldi di Civitavecchia.

venerdì 13 settembre 2019

GOVERNANCE CAPITALE: LA RAGGI NON VUOLE IL TUTOR DEL GOVERNO


Soldi e poteri: la partita su Roma è politica e vede nelle ultime ore il sindaco di Roma, Virginia Raggi, puntare i piedi. "Io sto facendo un lavoro molto puntuale sui poteri speciali di Roma Capitale”, dice la Raggi che aggiunge: “Credo che Roma Capitale debba dialogare direttamente con il premier e con i ministri. Quindi, non vedo assolutamente nessun tipo di sottosegretario, a meno che non vogliate considerare e nominare il sindaco della Capitale come sottosegretario. È necessario che la Capitale venga trattata da Capitale come accade in tutte le altre nazioni del Mondo. Non trovo che questa sia una soluzione praticabile”.
Una bella giravolta da chi, in audizione in Regione, rifiutò i poteri. Il problema viaggia su due binari paralleli: il sistema di governo della città, oggi uguale a quelle di qualunque altro Comune italiano ma oggetto di tentativi di riforme da oltre un decennio. E, in seconda battuta, i soldi: Roma sostiene spese per il suo ruolo di Capitale che in altre Nazioni vengono supportate dallo Stato centrale con fondi specifici (e consistenti). Per noi, invece, si deve far fronte con il magro bilancio ordinario. 
E Roma si inserisce anche nella questione Ministri e sottosegretari. La delega è nelle mani di Francesco Boccia, Pd, ministro per gli Affari regionali. E i Dem hanno avanzato la proposta di creare un sottosegretario ad hoc per gestire questa riforma. 
La Raggi, però, di questa ipotesi non vuol sentire parlare. Anche perché il Sindaco può ascrivere a sé un rapporto molto diretto con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Non solo perché nel discorso sulla fiducia, Conte ha rimarcato il ruolo di Roma e la necessità di riformare la governance capitolina (“dovrà essere profondamene riformata, perché sia più aderente al ruolo che la città riveste, anche in quanto sede delle massime istituzioni della Repubblica”). Ma anche perché Conte fu professore a uno degli esami sostenuti dalla Raggi per la laurea in Giurisprudenza. Che, forse, conta poco ma è sempre meglio del rapporto con Boccia. 
Il Sindaco, quindi, rilancia. Già chiesto l’appuntamento al Premier, mentre dal Ministero dell’Economia sembra pronta una maggiore disponibilità a sostenere le richieste economiche della Capitale, visto che ora, al Governo, manca il partner nordista.
Altro passaggio fondamentale: dopo le resistente iniziali dei 5Stelle, ora l’arco delle forze politiche sembra compatto nel voler procedere a una riforma dello status di Roma. “Lo stato di crisi in cui versano le grandi città e, particolarmente, le loro periferie, non necessitano solo di investimenti ma anche di strumenti legislativi e operativi. È giunto il momento di presidiare questa competenza, unitamente a quella di Roma capitale: status giuridico, stato dei decreti attuativi pregressi, risorse, beni e funzioni nazionale e internazionale”, afferma il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (FdI). Gli fa eco Stefano Fassina (Leu): “Su Roma Capitale vi è un fronte trasversale”.