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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 11 luglio 2014

STADIO: LEGAMBIENTE ACCUSA, È UN ECOMOSTRO



L'allarme lo lancia Legambiente: lo Stadio della Roma che il costruttore Parnasi si appresta a costruire si sta rivelando un ecomostro che rischia di creare problemi a valanga.

Il Messaggero, di proprietà del costruttore Francesco Gaetano Caltagirone (considerato non un amico di Parnasi), riprende e amplifica questo allarme. 

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/stadio_roma_tor_di_valle_legambiente_luca_parnasi/notizie/792384.shtml


L'altolà lo lancia Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente, il quale, sostanzialmente afferma che lo Stadio è un "cavallo di troia" per consentire ad un costruttore (Parnasi) di realizzare un'"operazione immobiliare da 700 milioni di euro" definita da Zanchini "dai contorni poco chiari". 



L'accusa, secondo Legambiente, è che fra la presentazione in conferenza stampa e il progetto di fattibilità reale, sono "cambiati troppi aspetti" e, soprattutto, che, per giustificare la costruzione dell'impianto della As Roma, vengano poi fatti costruire migliaia di metri cubi in più. Zanchini li paragona a "9 Hotel Hilton".



Fra gli appunti di Zanchini anche la questione della mobilità: "È sparito il prolungamento della metro B alla Muratella, di cui avevano parlato sia l'assessore Caudo che il costruttore Parnasi. Di fatto ora chi vorrebbe spostarsi con i mezzi avrebbe a disposizione solo la Roma-Lido, che attualmente offre solo 2 corse all’ora di domenica e che invece, secondo il progetto, saranno portate a 8. Ci chiediamo: chi sarà a pagare? Senza pensare al traffico: si stima che il 75% dell’accessibilità sarà con mezzi privati. Il piano viabilità oggi è insostenibile. In tutta Europa lo stadio si sceglie proprio dove c'è una fermata della metro. Immaginiamo un mercoledì pomeriggio, con la Roma che gioca in Champions. La circolazione rischia di andare in tilt. Via Ostiense già oggi è una strada molto trafficata, sarebbe gravata ancora di più. Tutta quella parte della città andrà in crisi senza il 50% degli accessi con i mezzi pubblici. In più i tifosi dovranno pagare, amara sorpresa, 10 euro per i parcheggi".


La chiusura è di quelle che fanno riflettere. Zanchini dice: si sta costruendo vicino al Tevere e a un piccolo affluente. Con i cambiamenti climatici in atto, questo è "estremamente pericoloso"-


lunedì 28 ottobre 2013

I miserabili



Gli omicidi sono eventi tragici. Alcuni, stranamente, sono molto più tragici di altri.

E la geografia diviene un elemento variabile, un accessorio della storia.

Potere della stampa: anestetizzare e normalizzare oppure amplificare e rilanciare, a volte anche forzando la geografia.
Una volta Anzio e Cerveteri sono territorio romano - mentre sono due comuni autonomi distanti circa 60 chilometri dalla Capitale - altre volte, Roma stess diviene un'entità vaga e sfumata, una nuance variabile.

Luglio 2012: criminali senza scrupoli uccidono a colpi di pistola un benzinaio sulla via Aurelia. Nel territorio del Comune di Cerveteri.

Ecco qualche titolo:

Per Repubblica.it l'omicidio è palesemente avvenuto nella Roma violenta. Sì, certo, poi a destra si vede anche la parolina Cerenova...

Il Pd capitolino... Beh, che dire...




Come si vede, l'ignoranza geografica è direttamente proporzionale alla voglia di strumentalizzare o a quella di amplificare.

A maggio 2013, in un solo giorno, tre episodi di violenza: uno a Focene - Comune di Fiumicino - uno è a Anzio, Comune di Anzio e uno a Roma.

Ma per i giornali, diventano tre omicidi a Roma. Roma violenta.



Oggi, omicidio a Roma, alla Marcigliana, zona a nord, ma territorio del Comune di Roma.

Ecco come Corriere e Repubblica trattano la notizia:



Quando si dice... I miserabili...








giovedì 5 settembre 2013

Buffonate Metropolitane

Va bene appecoronati, come direbbe Nando Mericoni. 
Va bene servili. Ma qui si esagera.
Sì, ogni tanto una bottarella a Marino parte da Rep&Cor, ma ogni volta che sembra che questi due tornino a fare i giornali seri, puntualmente, poche ore, e, dietrofront, anzi, genuflessione!

Il 31 agosto, i titoli di apertura di prima pagina: Metro C, tutto risolto, ecco i soldini e, anzi, guardate come sono stato bravo, ho imposto pure un nuovo cronoprogramma e vedrete come li faccio rigare dritti a questi furboni del Consorzio! 
Tutti felici e contenti.

Ieri, avvisaglia: il Consorzio dice... bello l'armadio e bella la boiserie ma prima pagare moneta, poi vedere cammello. Il tutto riportato solamente da Il Tempo.



Oggi, i cantieri col cavolo che riaprono. L'intesa non si è trovata ma le due corde vocali capitoline trasudano ottimismo.


Niente, in prima non c'è proprio traccia. E sì che come notizia non è male!
Più correttamente - molto più correttamente - si è comportato il Messaggero. 


Stesso identico peso per entrambe le notizie.

Che, poi, a voler essere pignoli, ci sarebbe da ridere.

8 agosto - sono già due giorni che i giornali lanciano l'allarme: occhio che rischiamo la chiusura dei cantieri della Metro C.


Ma, il sindaco pedonalizzatore (per finta) ha le idee chiarissime: tranquilli, entro oggi risolveremo tutto.

Metro C, Marino entro oggi scongiureremo chiusura cantieri

E così, i cantieri restano fermi, l'accordo non si è trovato, ma le buffonate mediatiche proseguono.


domenica 25 agosto 2013

La Repubblica del Mulino Bianco


I parcheggiatori abusivi danneggiano una cinquantina di auto al gay Village come rappresaglia contro i controlli dei vigili. 
Ma questo su Repubblica non si può dire.


Succede anche questo nella Roma di Marino.
Dopo svariate proteste - di quelle che ieri alimentavano le prime pagine del quotidiano diretto da Ezio Mauro - di gente che si vedeva taglieggiata dai parcheggiatori abusivi, finalmente i Vigili fanno un blitz: una di quelle cose che, nel quinquennio scorso su Repubblica o non veniva raccontata oppure veniva raccontata solo per essere criticata come inutile.


Fatto sta che qualcosa non funziona: forse i Vigili non avevano considerato attentamente il problema fatto sta che vanno in 7 e si ritrovano contro una quarantina di posteggiatori abusivi. 


Strana questa sottovalutazione perché Antonio Di Maggio, il vicecomandante generale che guida questo ti di operazioni, è un ufficiale molto competente e con grande esperienza. Speriamo non gli costi la capoccia come è avvenuto per Carlo Buttarelli, l'ex comandante generale silurato nei primissimi giorni di Marino sindaco con una scusa banalissima nonostante l'altissma professionalità universalmente riconosciutagli. 
Segno che nella Roma di Marino il merito funziona solo come spot!


Ovviamente - tornando al fatto - i 7 non sono in grado di bloccare tutti gli abusivi. Ne "pizzicano" solo 4 e li portano via. Dopo anche aver dovuto difendere un collega in borghese troppo abbronzato scambiato per un abusivo dagli abusivi.
Qui finisce la storia per Repubblica.

Manca l'altra parte, quella simpatica.

Gli abusivi inizialmente fuggiaschi non lo sarebbero stati affatto! 
Dopo le urla con i vigili - a base di frasi tipo "che fai? Mi cacci? Questa è zona mia!" - gli abusivi si vendicano e per rappresaglia sfasciano e danneggiano una cinquantina di macchine: vetri, specchietti, graffì e rigature, gomme bucate.

Duplice scopo: mettere i "civili" in ansia per le loro vetture e tenerli sotto scacco sempre, e metterli anche contro i vigili.

Però, attenzione, tutta quest'ultima parte, Repubblica non ve la racconta: potrebbe offuscare il sogno cartolina in stile Mulino Bianco della Roma di Marino, quella bella, felice, sorridente e in bicicletta.

Ecco, invece, come il Messaggero e addirittura il Corriere raccontano i fatti:

Tralasciamo i commenti.

giovedì 22 agosto 2013

Depistaggio pedonalizzato


Calma piatta. O quasi.
La corsia preferenziale dei Fori Imperiali, seguita a ruota dal rilancio, operato dal sindaco Marino ben coadiuvato dai trombettieri Rep&Cor, di ulteriori pedonalizzazioni sta diventando ormai una specie di depistaggio.

Non si parla più (o quasi) di niente altro.
Non abbiamo più notizie delle buche: chi le ha più viste e sentite?
Si sono perse le tracce delle varie problematiche connesse con i nomadi: chiamate RaiTre!
Dagli schermi radar c'è giusto una traccia, piccola piccola, degli allagamenti di un paio di giorni fa e delle traversie del trasporto pubblico locale, metropolitane in primis.
I problemi di criminalità affliggono Roma in modo sempre più virulento. Ma anche per questo sarà il caso di assumere un Maigret o uno Sherlock Holmes perché 

L'elenco - come lo stesso Marino non mancava di segnalare durate la campagna elettorale - dei problemi della città è lungo, lunghissimo.
Eppure, non se ne parla. 

Le pagine delle cronache locali sono occupate solo da questo nuovo mantra. 
Siamo passati dal "chiamo l'esercito" di alemannide memoria al "pedonalizziamo tutto" by Marino.

E, a quanto pare, anche cervelli e penne notoriamente di prim'ordine si sono pedonalizzate.
Repubblica ormai non è più neanche genuflessa in ginocchio: è completamente sdraiata per terra. La delizia di oggi è il dossier che i "minisindaci" - che nome orribile! - stanno già predisponendo per trovare nuove aree da pedonalizzare.
Fra i quindici Presidenti di Municipio e Repubblica non si capisce chi sia più realista del re!

Il Corriere - una tantum per ora, in attesa che, da Milano, arrivi lo stop al lacchinaggio (nel senso di lacché) e che si recuperi un po' di quella sana indipendenza dimostrata durante il quinquennio Alemanno - accompagna la sviolinata odierna a un pezzettino di spalla che ricorda quali possono essere i problemi legati a una pedonalizzazione di massa.

Unica voce fuori dal coro, il Messaggero: sarà la scarsa simpatia che l'editore (Francesco Gaetano Caltagirone) nutre per Marino (e Zingaretti) ma il quotidiano di Via del Tritone è l'unico che va controcorrente e non si accoda alla sinfonia del "quant'è bello e bravo Marino e quanto ci piace pedonalizzare". Quanto meno, il Messaggero dà spazio ai problemi che queste decisioni comportano.

Solo che - perché c'è un "solo che" - anche questa attenzione finisce per monopolizzare l'attenzione solo ed esclusivamente su questo, lasciano poco o punto spazio al resto.

La domanda, quindi, è: quanto può durare questo giochino?