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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 8 agosto 2019

McDONALD’S NON CI STA E FA RICORSO


McDonald’s non ci sta e se ne va in Tribunale, portandosi dietro Ministero dei Beni culturali, Soprintendenza, Comune, Municipio. La storia del ristorante a Caracalla, con i lavori in corso interrotti d’imperio dal Ministero potrebbero costare cari assai alle casse del pubblico erario.
Abbiamo appreso della decisione del Ministero dei Beni Culturali e del Comune di Roma di procedere alla revoca delle autorizzazioni per i lavori di riqualificazione dell’area presso Viale delle Terme di Caracalla”, scrive in una nota la catena di fast food che aggiunge: “A partire dal 2015, McDonald’s, assieme all’attuale proprietà, ha regolarmente svolto tutte le procedure amministrative, ottenendo dagli enti competenti tutte le autorizzazioni e i nulla osta necessari e previsti per la riqualificazione in oggetto. Non possiamo mancare di sottolineare con dispiacere che, giunti al termine di un lungo iter burocratico, ci troviamo - come spesso capita a molti imprenditori italiani, piccoli o grandi - a veder bloccato un investimento che crea occupazione, con un intervento che avviene a procedura conclusa e lavori avviati”.
Esito scontato per una pratica che sembra racchiudere in sé la summa di tutto il bizantinismo della burocrazia italiana: ognuno degli attori di questa farsa che si pare essersi limitato negli anni al compitino senza mai guardare il progetto più globale. 
Abbiamo deciso di intraprendere un’azione legale presso il Tribunale Amministrativo della Regione Lazio per salvaguardare un progetto e un investimento che avrebbe comportato la riqualificazione dell’area e la realizzazione di un ristorante, riconvertendo l’edificio già esistente e quindi senza alcuna nuova edificazione. McDonald’s, come è sempre avvenuto in occasione dell’apertura dei suoi ristoranti, è aperta al confronto con le autorità competenti per trovare tutte le soluzioni tecniche e progettuali per garantire i più elevati standard rispetto alle normative in vigore e al decoro urbano”.
Una risposta a carte bollate che, fra le varie, respinge al mittente il risibile tentativo del duo Pd Michele Anzaldi e Luciano Nobili che, un paio di giorni fa, avevano rivolto un “appello pubblico a McDonald’s” affinché “non aprisse una pur legittima battaglia legale che servirebbe solo ad arricchire gli studi legali e danneggerebbe non soltanto i cittadini, chiamati a pagare con le proprie tasse gli errori della burocrazia, ma anche il marchio stesso della catena di fast food”. 
Perché, in fondo, gli investimenti privati di migliaia di euro devono essere fatti a fondo perduto.
Si sorprende il consigliere del Municipio I 'Sinistra x Roma, Adriano Labbucci: “oggi faccio un giro intorno al vivaio e vedo un via vai di camion e operai all'interno che lavorano. Strano. Ma ancora più strano è che ai due cancelli che immettono al vivaio non ci sia alcun cartello che riporti la notifica della sospensione dei lavori, tanto più necessaria dopo tutto quello che è successo in cui trasparenza e informazione sono stati i grandi assenti. Il ministro Bonisoli e il sindaca Raggi saranno in grado rapidamente di rispondere. Io continuerò a battermi senza tregua perché questo scempio sia definitivamente fermato”. Costi quel che costi. E forse ancora in troppi a non aver compreso il significato del diritto amministrativo e i rischi per progetti non adeguatamente valutati, limitandosi a slogan politici del momento che cavalcano un’indignazione di comodo. 

sabato 29 giugno 2019

ZTL NEL TRIDENTE ANCHE PER LE DUE RUOTE


Attenzione ad entrare nel centro storico anche per le due ruote: da lunedì 1 luglio scatta il divieto di accesso per moto e motorini nell’area del cosiddetto “tridente mediceo”: dalle 6.30 alle 19.00 dal lunedì al venerdì e dalle 10.00 alle 19.00 del sabato sarà interdetto l’ingresso ai non autorizzati
Solamente i titolari di un apposito permesso - due o 4 ruote che siano - potranno circolare e sostare lungo le strade del Tridente: ad essere autorizzati sono sia i residenti della zona che i lavoratori nell'area tra via di Ripetta e viale della Trinità dei Monti. Possono chiedere il permesso di accesso i veicoli di residenti e domiciliati nella Ztl A1, lavoratori notturni o artigiani con sede all’interno della zona. I residenti hanno a disposizione 280 posti riservati tra via di Ripetta, passeggiata di Ripetta, lungotevere in Augusta, viale della Trinità dei Monti, piazza della Trinità dei Monti, via Gregoriana, viale Gabriele D’Annunzio e piazza Augusto Imperatore. 
E c’è poco da fare i furbi: non ci sono più i vigili a sorvegliare ma sono state installate le telecamere a lettura di targa. Sono 6 i nuovi varchi: via di Ripetta (incrocio con via dell’Oca), via dei Pontefici (piazza Augusto Imperatore), via Condotti (incrocio con largo Goldoni), via di Propaganda (incrocio con via Capo le case), via di San Sebastianello (incrocio con viale della Trinità dei Monti) e via del Gambero (incrocio con via delle Convertite).
Il divieto sarà in vigore per tutto il mese di luglio poi, ad agosto, sarà l’intera ZTL ad essere disattivata come avviene tutti gli anni anche se, formalmente, la sospensione sarà determinata dai lavori sulla linea A della metropolitana. In realtà questo provvedimento - frutto delle decisioni assunte da Ignazio Marino all’inizio della sua avventura capitolina - è anche oggetto di dubbi da parte del sindaco di Roma, Virginia Raggi, da contrarietà dei commercianti e del Municipio I. 

giovedì 1 marzo 2018

CAMPO TESTACCIO, SCINTILLE FRA MUNICIPIO I E CAMPIDOGLIO


Scintille fra il I Municipio, guidato da Sabrina Alfonsi e l’assessorato allo Sport del Campidoglio, retto da Daniele Frongia. Questa volta, oggetto del contendere il Campo Testaccio. “Questa mattina era convocata per la terza volta di seguito una riunione congiunta Mobilità, Patrimonio e Sport per la consegna di Campo Testaccio”.
Il Campo avrebbe dovuto essere trasformato in un parcheggio interrato ma polemiche e difficoltà alla fine hanno convinto il Campidoglio - una vicenda che va avanti dall’epoca Veltroni - a fare marcia indietro e, così, poco prima di dicembre l’Assemblea capitolina a trazione 5Stelle aveva votato la cancellazione di questo intervento dal novero di quelli previsti dal Piano Urbano Parcheggi. 
Ieri, denunciano il presidente del Municipio, Sabrina Alfonsi, e l’assessore municipale a Sport e Sociale, Emiliano Monteverde, doveva esserci una riunione convocata dal Dipartimento Mobilità del Comune con i Dipartimenti Patrimonio e Sport, per precedere alla riconsegna del Campo. “Reputavamo già questo atto del Campidoglio una forzatura in quanto il campo, che era di competenza municipale prima della sua destinazione a parcheggio, al municipio doveva tornare, come era ribadito anche con una delibera municipale. Oggi abbiamo ribadito a verbale, e per l'ennesima volta, la disponibilità del Municipio a prendere in carico lo spazio per destinarlo ad attività sportive per il territorio”.
Riunione comunque andata in bianco: il Dipartimento Sport non si è presentato. 
Su Campo Testaccio la riunione è fissata per il 7 marzo - replica l’assessore allo Sport, Daniele Frongia - che è la data di inizio della consulenza tecnica di ufficio della causa per i danni procurati dalla società ex concessionaria. Anche per la ripresa in possesso è necessario parlare con il consulente tecnico del tribunale poiché non può essere alterato lo stato dei luoghi. Per riparare al lassismo e all'inerzia delle precedenti amministrazioni purtroppo un anno e mezzo non è stato sufficiente. Stiamo tuttavia recuperando terreno sui tanti impianti abbandonati nel corso degli anni. Il 7 marzo sarà la data del sopralluogo congiunto dei dipartimenti interessati in concomitanza con i periti del tribunale. A dicembre abbiamo chiesto al I Municipio di promuovere un progetto temporaneo da attuare dopo la bonifica, per la quale l'ambiente si è già attivato, ma dal I Municipio, nonostante i verbali e i solleciti, nessun segnale”.
Non ci sta, però, Sabrina Alfonsi che replica: “Di fronte a certe affermazioni cadono le braccia. Queste riunioni sono state convocate dal Dipartimento Mobilità del Campidoglio. Che ha chiamato i Dipartimenti Patrimonio e Sport. Insomma, una procedura totalmente interna alla Giunta Raggi. Posso capire la necessità di attendere i consulenti tecnici del Tribunale ma Frongia queste cose dovrebbe dirle all’assessore Meleo (Mobilità) o all’assessore Castiglione (Patrimonio), non al Municipio. E avrebbe dovuto dirle magari il giorno della prima riunione di novembre, cui il Dipartimento Sport non si è presentato o il giorno della seconda convocazione di dicembre. Non aspettare oggi che noi sollevassimo il problema. Noi ribadiamo la necessità che il Campo Testaccio, espunto dagli interventi per il Piano Parcheggi, ritorni nella disponibilità del Municipio come era prima. Vogliamo essere noi a riqualificarlo”.