L’inerzia del Campidoglio: anche il bilancio di Roma Servizi per la Mobilità è fermo. La versione 2017 giace da giugno dello scorso anno in Campidoglio senza che sia mai stato approvato. Dopo Ama, cui mancano i bilanci 2017 - quello che costa le teste dei diversi CdA - e del 2018, dopo Roma Metropolitane cui manca pure quello del 2016 e oramai è entrata nel cono della liquidazione, si scopre che anche Roma Servizi per la Mobilità se la passa male.

Terzo passaggio di Brinchi: dal 30 luglio è stato depositato in Campidoglio il progetto di riforma della pianta organica. Siamo a metà ottobre e, in sequenza, mancano: il bilancio 2017 che aspetta in qualche cassetto da giugno 2018 e la riforma interna dell’azienda, bloccata su qualche scrivania da luglio 2019.
Non a caso, alla notizia, i membri della Commissione Trasparenza sono saltati sulle sedie: “È l’ennesimo caso di una municipalizzata tenuta inspiegabilmente in attesa da un’amministrazione che ancora non ha manifestato idee chiare sul futuro della holding capitolina”.
Insomma, la cifra che pare contraddistinguere l’operato dell’Amministrazione Raggi è quella dell’inerzia e dell’immobilismo. E le denunce che continuano a susseguirsi non vengono più dall’opposizione ma direttamente da dentro l’Amministrazione, dai vertici di quelle Municipalizzate nominati dalla Raggi e dai suoi e poi abbandonati a se stessi. “Assoluta inerzia”, “mancanza di una fattiva collaborazione” erano due espressioni contenute nella lettera di dimissioni dell’ultimo CdA di Ama. Di “assenza di riscontri” e “situazione di stallo” ha parlato Marco Santucci, ad dimissionario di Roma Metropolitane. Ora Brinchi che “inerzia” e “stallo” non le pronuncia a parole ma finisce per farlo con gli atti.
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