Un’ora e mezza o poco più che il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha dedicato ad illustrare al Consiglio comunale la situazione drammatica di Roma Metropolitane, la società strumentale di proprietà del Campidoglio per conto del quale progetta infrastrutture di mobilità, dalle metropolitane alle piste ciclabili, dalle amate (dai grillini) funivie alle linee tranviarie.
Una società che, dal 2013, è andata incontro a un andamento economico a singhiozzo e che, dal 2016 - anno di avvento della Raggi e dei grillini a Palazzo Senatorio - è senza bilanci: sono iniziate le procedure per il fallimento e in bilico ci sono 150 posti di lavoro, quasi tutti di alta specializzazione (ingegneri e architetti).

La Raggi ha aggiunto: “Roma Metropolitane non è in equilibrio né gestionale né finanziario e negli anni sono state necessarie ripetute immissioni di denaro pubblico: ogni anno la società brucia sei milioni di euro” E ha spiegato che il Campidoglio intende procedere lungo la strada della “liquidazione controllata” e, riguardo i lavoratori, ha chiarito: “sono aperte tutte le ipotesi per garantire il futuro dei lavoratori senza escludere la possibile ricollocazione in altre società del gruppo Roma Capitale”. Ovviamente, per la Raggi che governa Roma da oltre 3 anni, la colpa è delle passate Amministrazioni: “stiamo semplicemente rimediando ai disastri che ci hanno lasciato”.
Le opposizioni si sono scatenate, supportate da un nutrito numero di lavoratori di Roma Metropolitane. Accorato l’intervento di Ilaria Piccolo (Pd): “La domanda che vi faranno è: “Il socio ha fatto tutto quello che doveva per evitare la liquidazione?”. A noi risulta che non sia stato fatto. La scelta di andare in liquidazione non è colpa del passato, è una scelta vostra”.
E, mentre il capogruppo della Lega in Campidoglio, Maurizio Politi, ha depositato una mozione di sfiducia al Sindaco, Davide Bordoni, capogruppo di Forza Italia, esprime forte preoccupazione per il futuro: “Non possiamo azzerare il know-how acquisito con l'esperienza dei lavoratori”. Durissima Cristina Grancio, ex grillina ora nel Gruppo Misto: “Questa amministrazione deve andare a casa perché si dimostra incapace di dare risposte ad una città che soffre”.
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