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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 27 settembre 2014

STADIO; VIA LIBERA DEI MUNICIPI

Anche il Consiglio del IX Municipio, Eur, ha riconosciuto il “pubblico interesse” alla costruzione dello Stadio della As Roma a Tor di Valle. 

E così, dopo che l’XI Municipio, Portuense, lo scorso 23 settembre, ha dato parere favorevole, anche il IX, nel quale ricade il complesso Stadio, va nella stessa direzione. 
In entrambi i Municipi, però, i Consigli hanno richiesto alcune varianti sulla mobilità, che continua a destare preoccupazioni. 
L'esame della commissione urbanistica municipale - spiega il presidente del IX, Andrea Santoro (Pd) - che per due volte ha considerato le proposte del Campidoglio prima che il Parlamentino varasse l'atto di approvazione, ha definito improrogabile la necessità di adeguare le infrastrutture viarie e la rete del trasporto pubblico nel territorio, con il potenziamento degli assi di via Ostiense e della via del Mare ed il rafforzamento della Roma-Lido, richiedendo maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale e sollecitando la realizzazione del Parco Fluviale del Tevere”. 


Per l’XI, invece, modifica fondamentale è quella dell’adeguamento del sottopasso di via Luigi Dasti, mentre è stato richiesto, in questo caso al Campidoglio con fondi propri, di provvedere ad adeguare anche via della Magliana.  

Ora, i due pareri - che, ricordiamo, sono obbligatori ma non vincolanti - dovranno essere esaminati dalla Giunta comunale che, entro 30 giorni (ma è prevedibile un tempo di gran lunga inferiore), dovrà produrre le “controdeduzioni”. 


Compiuto questo passaggio, finalmente la delibera approderà in Aula, prima nelle Commissioni (Urbanistica, Mobilità, Ambiente, Sport, Patrimonio, Lavori Pubblici) e, finalmente, andrà al voto finale
Voto finale che - stando alle voci di corridoio - è atteso, verso la prima metà di novembre, anche dal gruppo Parnasi per mettere mano al progetto definitivo.

sabato 20 settembre 2014

ESQUILINO, LO SCHIFO

Dalla periferia si accusa Marino di essere il Sindaco del Centro Storico, del I Municipio. 
Dal I Municipio, Esquilino, l'accusa è che Ignazio sta facendo il Sindaco dei Fori Imperiali.

La città, per lui, sembra nascere e morire nel quadrilatero Piazza Venezia, piazza del Colosseo, Palatino, Campidoglio.
Il resto... boh...

L'Esquilino sta sempre peggio. Ridotto ad una discarica a cielo aperto, urinatoio e defecatoio per chiunque, luogo di conquista per delinquenti, ladri, prostitute, accattoni.

Nelle foto i cassonetti di via Filippo Turati, 140








I Vigili, sono rari, rarissimi, così rari che vederne uno all'opera è un miracolo divino che necessita di un pizzicotto su un braccio - per verificare se si sta sognando - e di un fermarsi stupiti a rimirare questa divisa incognita.
Gli agenti accertatori dell'Ama devono essere rimasti a casa, insieme a Daniele Fortini e Estella Marino.
Lui, Ignazio, qualche mese fa, nel pieno della bufera rifiuti, disse che ci metteva la faccia sul problema mondezza e aveva invitato i due - già, ma poi, la Marino e Fortini chi mai li avrà scelti? Forse l'altro Sindaco, quello del resto di Roma? - a fare altrettanto.
Meglio, molto meglio se la faccia la tengono nascosta altrove. Qui, a piazza Vittorio, a piazza Fanti, a via Giolitti, via Turati, Principe Amedeo, Carlo Alberto, gliela prenderebbero a pizze.

Ieri sera, in mezzo al solito, abituale, disgustoso abbandono di ogni genere di rifiuti, qualcuno ha mollato a fianco ai secchioni anche un divano.


Stamattina, fino alle 10, il divano era ancora lì. Solo che un barbone l'aveva usato per dormirci. Ci stava proprio comodo, evidentemente. 




E poi dicono che Roma non è accogliente.
E non ci si venga a dire: "la gente sporca, è incivile". È vero, ma più incuria c'è e più aumenta l'inciviltà, meno controlli si fanno e più la gente ritiene normali comportamenti aberranti come questi.  Quanto costa la comunicazione di Ama? Direi che sono soldi spesi male, molto male.

Da due mesi - DUE - un palo di segnaletica è crollato a terra, sradicato come uno dei tanti alberi che si abbattono al suolo. Sta ancora lì.

Via Mamiani

I fognoli e le caditoie sono otturate per il 95% di quelle contate, seppellite addirittura sotto l'asfalto. Poi dici che, alla prossima pioggia, le strade si allagano.

I giardini di piazza Vittorio - i Giardini Calipari - sono ormai un ritrovo abituale di ubriachi, prostituti e prostitute, papponi, spacciatori.

La doppia fila è tanto doppia che ormai è tripla: auto normali, Suv, pulmini degli NCC, pullman turistici: tutti in doppia fila. Ovunque.

Il cahier de doléance dell'Esquilino è infinito e non è certo una giornata del retake rome che può risolvere un problema strutturale, di carenza di organico senza dubbio, ma soprattutto di pessima, pessima gestione della città.

Marino, svegliati che ci siamo rotti letteralmente il cazzo!


mercoledì 17 settembre 2014

STADIO; PIÙ TRENI, MENO PARCHEGGI

Treni che aumentano e parcheggi che diminuiscono. In sintesi si può riassumere così il disegno progettuale imposto dall’Amministrazione Marino a Pallotta per avallare il pubblico interesse del Comune alla costruzione dello Stadio della Roma. 


Il famoso “documento di New York”, messo su carta, è molto netto. Si tratta dell’integrazione all’iniziale studio di fattibilità presentato a maggio scorso ed è figlia del viaggio che Marino e Caudo hanno compiuto nella Grande Mela, subito dopo ferragosto, dove hanno incontrato Pallotta, Parnasi, Maes e Libeskind, le due “archistar” chiamate a dar lustro internazionale al progetto Stadio. 
Cinque pagine scritte e cinque grafici sono, nei fatti, il progetto per la diramazione della Metro B fino a Tor di Valle e per il ponte ciclopedonale sul Tevere, due delle opere strappate da Marino al duo Pallotta/Parnasi.


Si legge che: “L’area del nuovo stadio ha nelle vicinanze a meno di 1 km in linea d’aria due importanti ferrovie”, la “Roma-Lido che passa a circa 300 m (dallo Stadio) e che ha attualmente un massimo di 6 treni/ora per direzione con una capacità di trasporto di circa 7.200 passeggeri/ora. La capacità della linea con l’attuale segnalamento può arrivare a 12 treni l’ora e a 14.400 passeggeri/ora”. La seconda è il treno regionale FL1 (Orte-Fiumicino Aeroporto) che “passa dall’altra parte del Tevere a una distanza di circa 800 m con la stazione di Magliana, attualmente ha 4 treni/ora per direzione con una capacità di trasporto di circa 3600 passeggeri/ora. La capacità di trasporto della linea può essere raddoppiata semplicemente raddoppiando i treni, operazione consentita dalla lunghezza delle banchine. La capacità passa da 3600 a 7200 passeggeri/ora”. In aggiunta, “le due ferrovie, accogliendo le prescrizioni dell’Amministrazione, saranno ulteriormente rafforzate dalla diramazione della Linea B tra la stazione di Magliana e Tor di Valle, che durante i grandi eventi utilizzerà gran parte della capacità della linea, almeno 16 treni/ora”. 
Totale della fiera: una capacità di trasporto teorica di “40.800 passeggeri/ora”.


Secondo punto: i parcheggi. “Rispetto allo studio di fattibilità anche la dotazione dei parcheggi a disposizione degli spettatori è diminuita di circa il 25% da 181.000 a 138.000 metri quadri, sempre nel rispetto della normativa del CONI”.

Ma che succede se, nonostante tutte le chiacchiere, i tifosi andassero allo Stadio comunque in macchina, visto lo stato certo non eccellente del sistema di trasporto pubblico?

Semplice: “Se l’attrattività del trasporto pubblico dovesse risultare inferiore all’obiettivo programmatico, sarà necessario incentivarne l’uso. Sono diversi le misure utili a questo scopo: si può riproporre la tariffazione della sosta, si possono contingentare i posti disponibili e renderli disponibili seguendo un qualche criterio per l’assegnazione a quelli in coda, si possono incentivare gli utenti del trasporto pubblico combinando in modo opportuno prezzo di ingresso con tariffa del trasporto e così via”.


Ma questo benedetto progetto della diramazione della Metro B in cosa consiste?
Si tratta di realizzare “due binari paralleli alla Roma-Lido di 3 km. La realizzazione è in deroga alla normativa, tra cui la fascia di rispetto. La soluzione prevista utilizza alcune infrastrutture del deposito adiacente per circa la metà del percorso. In particolare il sedime ferroviario e il salto di montone”. In più, oltre gli scambi, il sistema di segnalamento, le barriere antirumore e annessi vari, la stazione di Tor di Valle dovrebbe essere rifatta “per accogliere 4 nuovi binari e rispettive banchine sotto/sovrappassi pedonali”.


L’altra opera prevista è il ponte ciclopedonale necessario per utilizzare la Orte-Fiumicino Aeroporto alla Stazione Magliana. “L’intero percorso si sviluppa, ad ovest della linea ferroviaria esistente, per circa 1050 metri. La passerella ha una larghezza netta di 4 metri. Il percorso è delimitato da un parapetto su ciascun lato alto un metro e mezzo. La passerella deve superare notevoli dislivelli: l’autostrada Roma – Fiumicino e i due argini del Tevere. Lasciando una luce libera di almeno 4,50 m sull’autostrada e di 2,50 m sugli argini, in uno dei quali è presente una pista ciclabile con cui la nuova passerella dovrà interconnettersi”.


Costi delle due opere - come annunciato dall’assessore Caudo - sono stimati in 50 milioni 485mila e 900 euro per la metro e in 7,5 milioni di euro per il ponte ciclopedonale. 

martedì 16 settembre 2014

STADIO, A LEZIONE DI BUROCRAZIA

Il sindaco Marino, a San Francisco in visita istituzionale, incontra Pallotta per spiegargli i dettagli dell’iter del progetto stadio; i Municipi IX e XI vanno avanti nell’esame della delibera e, per il 23, dovrebbero concludere con il voto e le integrazioni al progetto (soprattutto la viabilità e la Roma-Lido); e inizia anche a muoversi la Regione Lazio, cui il progetto definitivo approderà per la chiusura di tutto l’iter amministrativo. Anche se con minor clamore, prosegue l’iter dello Stadio di Tor di Valle. 


Detto del Sindaco che ha dovuto spiegare all’Americano come mai il Comune ha detto “sì” ma ancora non ha effettivamente deciso, la delibera ora è ai Municipi IX (Andrea Santoro) e XI (Maurizio Veloccia) che completeranno il loro iter entro martedì prossimo. 
A quel punto, il testo con gli eventuali emendamenti andrà in Giunta comunale per le controdeduzioni, quindi all’esame delle Commissioni permanenti (Urbanistica, Ambiente, Mobilità, Lavori pubblici e Sport). 
Fatto questo, verrà calendarizzata per la discussione finale in Consiglio


Prevedibile, quindi, il via libera definitivo del Comune per la seconda metà di ottobre
Intanto, l’assessore all’Urbanistica, Caudo, ha illustrato il progetto Stadio in Regione, ad assessori (Civita e Refrigeri, Urbanistica e Ambiente) e a consiglieri di maggioranza. Nuovamente sollevate le questioni delle cubature extra, della proprietà dello stadio, del bacino del Tevere ma, soprattutto, si apre lo scontro con Marino che ha voluto nel progetto la Metro B mentre la Regione (e anche il Dipartimento Mobilità del Comune) ritiene più utile ammodernare la Roma-Lido

Nell’occasione, è stato illustrato l'iter post Consiglio comunale: il Comune prepara una variante urbanistica dell'area; Parnasi presenta il progetto definitivo; la Regione indice la conferenza dei servizi finale che redige l'accordo di programma da inserire nella delibera comunale. Approvata la delibera del Comune, il testo ritorna in Regione per la verifica, quindi la Giunta regionale emana una propria delibera che il Comune dovrà ratificare. 
E l’iter è completo. 
Vallo a spiegare a Pallotta!


venerdì 12 settembre 2014

STADIO, LA PAROLA AI MUNICIPI

Con minor clamore, rispetto ai giorni scorsi, prosegue il suo iter amministrativo lo Stadio della Roma. La delibera di pubblico interesse, approvata il 4 settembre dalla Giunta comunale, è ora all’esame dei Municipi per il parere “obbligatorio e non vincolante”




Si tratta del IX Municipio, l’Eur, entro cui ricade il complesso, e del Municipio XI, Magliana-Portuense. Entrambi a guida Partito Democratico, il IX da Andrea Santoro e l’XI da Maurizio Veloccia. In entrambi i Municipi, ieri, è partito l’esame delle carte nelle Commissioni municipali e dal Campidoglio si attendono il via libera in pochi giorni. 

Il parere sarà presumibilmente favorevole”, dicono entrambi i Presidenti, “ma siamo intenzionati a chiedere qualche modifica, soprattutto per la viabilità”. 



Le strade, quindi, continuano ad essere un nodo fondamentale. In entrambi i territori, infatti, “già la viabilità oggi è praticamente al collasso quotidiano”, dicono Veloccia e Santoro, “ma sono anche previsti nuovi interventi urbanistici che porteranno a nuove cubature residenziali”, incrementando, quindi, nel tempo, gli abitanti e il traffico. 
Con lo Stadio - dicono - rischiamo la totale implosione di tutto il quadrante”. 

Per Santoro e Veloccia, ci sono due strade comuni. La prima, far inserire, in sede di Assemblea capitolina, degli emendamenti alla Delibera che includano alcuni degli interventi ritenuti fondamentali. La seconda, far approvare dall’Aula consiliare un qualche documento, come una mozione, che impegni la Giunta ad adoperarsi per adottare un “piano d’area” per queste zone: in sostanza, altri interventi - che non possono essere computati per lo Stadio - dovranno essere fatti comunque a spese del Campidoglio. 



Vediamo, allora questi interventi aggiuntivi quali sono. Fra quelli che vanno inseriti nella Delibera Stadio, ci sono: “la Roma-Lido per noi è fondamentale - dice Santoro - oggi è un carro bestiame soggetto a rotture quotidiane e sottoponendo i cittadini ad un’Odiessa giornaliera. Va adeguata”. 
Il sottopasso di via Luigi Dasti - afferma Veloccia - oggi è un budello a senso unico alternato ed è l’unica via di ingresso da via della Magliana all’area di Parco dei Medici. Se l’autostrada Roma-Fiumicino si blocca quella è l’unica alternativa per arrivare allo Stadio”. Fra le opere da fare con i fondi capitolini, invece, c’è via della Magliana (Veloccia) e i sottopassi ferroviari della Roma-Lido, che risalgono agli anni ’20 e che sono inadeguati (Santoro).




martedì 9 settembre 2014

STADIO, INTERVISTA A NOIROMA.TV

“ABBIAMO GIOCATO A MONOPOLI CON I SOLDI FINTI” 

ECCO PERCHE’ LO STADIO GIALLOROSSO 

È UNA STORIA ANCORA TUTTA IN FUORIGIOCO

LUNGO, TORTUOSO E ANCORA SENZA UNA FINE CERTA. 
LA STORIA DELLO STADIO GIALLOROSSO E’ ANCORA TUTTA DA DECIDERE. RIMANENDO NELLA METAFORA CALCISTICA E’ COME SE STESSIMO ANCORA AL 15ESIMO DEL PRIMO TEMPO. 
E A FINE PARTITA CI SARANNO I SOLITI RICORSI ALL’ITALIANA.

Buone nuove in casa giallorossi. Finalmente è arrivato il “sì” da parte del Campidoglio al progetto per la costruzione dello stadio targato As Roma. Assicurata così l’utilità pubblica dell’impianto, questo matrimonio pare che si faccia e i festeggiamenti in pompa magna sono già iniziati. Il sindaco Marino trionfante in prima linea, sorriso durbans e parole cariche di entusiasmo. Forse troppo: “Nel 2017 l’impianto deve essere pronto”.
Abituati agli exploit ottimistici del sindaco, andiamo con i piedi di piombo. Ne abbiamo chiesto di più a Fernando Magliaro, giornalista de Il Tempo forse in assoluto quello che più di ogni altro ha scavato a fondo nella questione “stadio”, per capire meglio quanto ancora ci toccherà aspettare prima di vedere realizzato il nuovo stadio.
Con  l’ok da parte del Campidoglio al tanto discusso stadio dell’a.s. Roma l’entusiasmo è arrivato alle stelle tanto da parlare di una svolta per il calcio italiano e per l’Italia. In realtà, forse  è ancora troppo presto per cantar vittoria?
Quello che è arrivato in Campidoglio è il primo "sì", al quale ne dovranno seguire molti altri prima di arrivare davvero alla realizzazione del progetto dello stadio. I Municipi, le commissioni, l’aula consiliare, la Regione, tutti dovranno esprimersi con parere altrettanto positivo, e firmare la convenzione, come iter di base. Poi ci sono da prendere in considerazione i vari ricorsi legati al progetto e per questo saranno i tribunali, a cui afferiranno i ricorrenti, a dire di no. Per quanto riguarda l’entusiasmo dobbiamo guardare le due facce della medaglia: si tratta di un cantiere importante che mobilita circa 1,5miliardi di investimenti e che al momento dell’apertura dell’intero impianto, se e quando accadrà,  produrrà un’ingente quantità di posti di lavoro. Se il progetto sarà svolto come previsto, anche strade e trasporti dovrebbero avere giovamento.
Il lato negativo sta nell’assetto di base come le cubature messo in luce dalla stessa Regione Lazio, o la questione dei trasporti per le interferenze che interesserebbero la Roma-Lido, come invece è emerso dal Dipartimento della Mobilità. Al momento sono ancora tante le questioni da mettere a punto, bisogna andarci con calma. E’ come se fino ad ora avessimo giocato tutti a monopoli con i soldi finti. Quando arriveranno i soldi veri potremo analizzare ogni singolo aspetto concretamente. Resta comunque un’opera importante, il primo cantiere privato e pubblico in Italia dopo circa 15 anni.

Il progetto dalla sua nascita è stato costellato da dichiarazioni ufficiali cadute puntualmente. Detti e contraddetti che rendono confuso l’intero iter  in perfetto stile “all’italiana”. Come lo ripercorreresti? Quale poteva essere  una ragione per bloccare tutto?
L’iter burocratico in sé è molto semplice da un punto di vista: dopo aver depositato il progetto si apre una conferenza dei servizi, cioè un  incontro con i responsabili dei vari uffici dei diversi enti (non solo il Comune ndr), che deve vagliare se esiste  realmente un ostacolo che impedisca la realizzazione del progetto. L’unica ragione appena percettibile in materia è stata fornita dalla Regione per lo svincolo progettato sulla Roma- Fiumicino che cade in un’area vincolata a parco naturale per il quale sono stati già accettati tutti gli atti necessari. Problema risolto con il semplice spostamento dello svincolo. I motivi effettivi potevano essere tanti e realmente ostativi. Quelli reali sono legati all’area verde, ai trasporti e alle strade, cioè come arrivare allo stadio.
La Conferenza di Servizi è costituita da tecnici architetti, ingegneri, che hanno fornito una serie di prescrizioni, alcune di queste recepite, altre invece lasciate al vaglio della politica che dà le sue indicazioni. Il sindaco Marino ha imposto una linea: garantire almeno alla metà delle persone un modo agevole per raggiungere lo stadio, e per far ciò ha pensato alla diramazione della metro B. Favorire il trasporto pubblico a dispetto del privato è dal principio nella sua agenda di buone intenzioni. Rispetto alle iniziali prescrizioni e all’’iniziale progetto ha dato un’impronta differente. Ovviamente ognuno sarà chiamato a dare risposte delle scelte che compie. Se dovesse andare storto qualcosa il Sindaco ne risponderà.
Oltre agli input forniti dal Sindaco alla stampa in tema di cambiamenti dell’assetto urbano e metropolitano è sorta anche quella legata alla proprietà dello stadio.
Durante il viaggio negli Stati Uniti, Marino e l’assessore Caudo hanno incontrato il Presidente James Pallotta, il responsabile del progetto Stadio della Roma, Pannes, e Parnasi, il costruttore dello stadio, ai quali sono state strappate promesse poi mantenute con una lettera di intenti da un punto di vista tecnico e infrastrutturale come strade, ponti e metropolitane. Poi la polemica notevole sul problema della proprietà. Regolamentata dalla legge, erroneamente conosciuta come la “legge sugli stadi”, ma che invece entra a far parte della legge finanziaria nazionale del 2014 sotto la dicitura di norme per la costruzione e ammodernamento degli impianti sportivi. Qui non c’è scritto che  la proprietà del futuro impianto  debba essere necessariamente dell‘As Roma. Finché Pallotta sarà presidente del club e proprietario dello stadio, il problema non si pone. Se i destini dei due benefit dovessero separarsi allora dovranno essere versati al comune i contributi straordinari pari alle opere di pubblico interesse - parliamo di 195,25 milioni di euro - garantite fino a quel momento dall’unione dei due benefit, club e stadio. Le tappe dunque sono ancora lunghe. Le dichiarazioni trionfalistiche sono fuori luogo L’eccesso di ottimismo da parte di Marino per l’apertura dello stadio nel 2017 dovrà scontrarsi con i probabili ricorsi che il progetto potrebbe incontrare sulla sua strada. Da tifoso della Roma mi auguro che non ce ne siano e che il Sindaco per una volta abbia azzeccato una previsione. 
In questa partita in cui il trofeo è uno stadio intero, chi ha vinto fino a questo momento e chi ha perso?
Ad oggi non ha vinto ancora nessuno si tratta di una fase preliminare.
Siamo al 15esimo del primo tempo e la Roma ha segnato un gol. Dal punto di vista del tentativo di massimizzare gli interessi per il pubblico e la città, si può dire che l'Amministrazione ha recitato bene la sua parte. Si poteva forse fare qualcosa di più, ma a occhio c'è praticamente tutto il "chiedibile".

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Assessore Ubranistica G. Caudo
E poi c’è chi spera e chi ci guadagna…
Non si può pensare che di tratti di solo amore per la squadra. Sebbene Luca Parnasi e James Pallotta siano tifosi accaniti della Roma, sono anche dei grandi investitori e devono in qualche modo massimizzare i guadagni e ridurre le perdite e pertanto non si può nemmeno credere che tutto questo sia fatto per puro spirito di sacrificio altrimenti non sarebbero uno un costruttore e l’altro un imprenditore.


sabato 6 settembre 2014

STADIO, PARLA LA POLITICA

È il giorno delle dichiarazioni. 
Ieri la Giunta ha dato il via libera, con l’adozione della delibera di pubblico interesse, primo tassello amministrativo dell’iter che dovrà portare alla costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. 



Qualche voce contraria, molte, invece, quelle festose. 
Cauto e posato il presidente della Regione, Nicola Zingaretti: “La delibera di ieri andrà in Consiglio che la valuterà, emendandola, cambiandola o approvandola. Seguiamo con grande attenzione e siamo coscienti dell’importanza del progetto. Valuteremo se il progetto presentato sarà in linea con la delibera” d’Aula. 
Sulla stessa lunghezza d’onda, le affermazioni del presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko Coratti: “L’iter sarà rigoroso. L’Assemblea capitolina, se lo riterrà opportuno” potrà emendare “la delibera di Giunta” che “seguirà i passaggi nei municipi interessati e nelle commissioni consiliari competenti prevedendo in questo modo processi partecipativi e a garanzia della massima trasparenza”. 

Trasuda, invece,  ottimismo il sindaco Marino: “Sono assolutamente certo che i tempi siano verosimili e c'è tutto l'interesse dei privati ad accelerare il più possibile. Io sono convinto che si potranno iniziare i lavori nei primi mesi del 2015. Ora aspettiamo il voto dell'Assemblea capitolina e la conferenza dei servizi. Ho già l'assicurazione del presidente dell'aula Mirko Coratti che verrà convocata al più presto e poi sono sicuro che il lavoro della Regione verrà fatto nei tempi che la legge indica”. 



Da parte della Roma si parla di “un giorno importante nella storia della Roma”, dice Mauro Baldissoni, direttore generale giallorosso. “C’è ancora tanto da fare - aggiunge - ma il quadro generale del progetto è definito e questo ci consente di pensare che il prossimo passaggio sarà ugualmente positivo”. 
Di “impresa storica” parla anche Mark Pannes, responsabile del progetto Stadio per la Roma, mentre si alzano anche voci contrarie: Dario Rossin (Forza Italia) parla di “traffico imponete e pericolosità delle strade” e Piergiorgio Benvenuti (Ecoitaliasolidale) teme “una ennesima colata di cemento sulla Capitale”. 



Ma l’allarme più rilevante, viene dal Municipio X, che ha approvato una memoria di Giunta: “Sono necessari - si legge fra le altre cose - l’ammodernamento e il potenziamento della Roma-Lido, che deve essere effettivamente elevata a linea metropolitana; l'adeguamento dell'asse viario via del Mare-via Ostiense, dall'Eur a Ostia e la realizzazione del ponte di Dragona”.

STADIO, LE CONDIZIONI DEL CAMPIDOGLIO

Dieci pagine fitte fitte: questa è la delibera che la Giunta capitolina ha approvato mercoledì sera e che riconosce il “pubblico interesse” alla “realizzazione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. Oltre le dichiarazioni pubbliche, rese in conferenza stampa dal sindaco Marino e dall’assessore Caudo, ci sono anche alcuni passaggi che erano rimasti più in ombra.



Primo: mobilità. Il Dipartimento comunale ha rilevato “l’esistenza di problematiche connesse alla diramazione della metro B” per “interferenze con la funzionalità della Roma Lido, attuale e in ampliamento”, segnalando l’opportunità di confrontare questa ipotesi con quella di potenziamento della Roma Lido trasformata in linea metropolitana almeno nella tratta interna fino a Tor di Valle”. E su questo, la Regione Lazio ha stimato in “127,6 milioni di euro” l’investimento indispensabile “per l’incremento della frequenza della Roma-Lido, improcastinabile in caso di realizzazione dello Stadio”.



Secondo: le strade. Sempre il Dipartimento Mobilità del Comune ha evidenziato “la necessità di garantire comunque l’adeguamento dell’asse via del Mare-via Ostiense” e che il progetto definitivo dell’asse “dovrà prevedere nel tratto ulteriore al progetto presentato, in direzione centro e fino al nodo di scambio di via Marconi, interventi di messa in sicurezza” e che avvenga un coordinamento con le attività connesse alla realizzazione con il Ponte dei Congressi di recente finanziamento.



Anche il vecchio ippodromo di Tor di Valle entra in delibera: si legge, infatti, che “in conseguenza della variazione urbanistica, l’impianto esistente dell’Ippodromo Tor di Valle, ricadente nell’area dove sorgerà il nuovo stadio, inserito nella carta per la qualità del PRG vigente, dovrà essere oggetto di stralcio con apposita indicazione in sede di approvazione del progetto definitivo”. 



Vi è poi un passaggio sul “portafogli”. Le “opere di interesse generale”, il cui ammontare è stimato in 195,25 milioni di euro - e cioè la metro B fino a Tor di Valle (50,45 milioni); il ponte ciclo/pedonale dalla stazione Magliana della ferrovia Orte-Fiumicino (7,5 mln); l’adeguamento dell’asse via del Mare/Ostiense (38,6 mln) con gli interventi di messa in sicurezza anche del tratto fino a Marconi non quantificati economicamente; la nuova viabilità di raccordo fra l’autostrada Roma-Fiumicino e la via del Mare/Ostiense con nuovo ponte sul Tevere (93,7 mln); le opere ambientali (5 mlm) - “costituiscono un’obbligazione a carico del proponente da qualificarsi come ‘obbligazione a fare’” e sono da “realizzarsi anche se il costo risultasse maggiore” in sede di progetto definitivo. Viceversa, “costi minori comporteranno l’integrazione di opere” aggiuntive che emergessero dalla conferenza di servizi regionale oppure con una minore cubatura.



Infine, la “clausola rescissoria” - da versarsi al Comune nel caso in cui vengano separati i destini dello Stadio da quello della As Roma - non è stata inserita con una quantificazione monetaria ma con i richiami normativi.


LE CINQUE CONDIZIONI DEL PIANO
Il mancato rispetto delle condizioni, anche solo di una, contenute nella delibera, comporterà la decadenza del pubblico interesse e, quindi, dei presupposti per il rilascio degli atti comunali e regionali, la risoluzione della convenzione, con conseguente cancellazione degli eventuali permessi rilasciati.

Le opere di interesse generale sono un’”obbligazione a fare” anche qualora costassero di più in sede di progettazione definitiva. Se costassero di meno, i risparmi saranno usati per integrare eventuali opere aggiuntive oppure verranno scontati con una diminuzione delle cubature a compensazione.



In sede di progettazione definitiva, dovranno essere conteggiati ulteriori spese oggi non contemplate: l’adeguamento dell’asse viario via del Mare/Ostiense dal deposito Atac di Magliana a viale Marconi, il “landscape plan" per i 34ettari del parco, la videosorveglianza dell’intera area coperta dall’intervento.

Il Masterplan dell’intero intervento e i progetti definitivi devono essere redatti utilizzando tecniche di “safe design” per contribuire in modo attivo ad aumentare la sicurezza dello spazio pubblico sia per i cittadini sia per i tifosi e a questo fine saranno sottoposti alla Prefettura.

Tutte le opere pubbliche (metro, strade locali, viabilità di accesso, svincoli, ponti, parco, videosorveglianza, opere idrogeologiche) dovranno essere realizzate e complete in modo tale da assicurarne la funzionalità già al momento della prima utilizzazione pubblica dell’impianto sportivo per le gare e gli eventi.

venerdì 5 settembre 2014

STADIO, SFIORATA LA ROTTURA

Nella notte fra mercoledì e giovedì si è sfiorata la clamorosa rottura fra la As Roma e il Campidoglio. Nel tardo pomeriggio ieri, l’assessore Caudo – il presidente dell’Assemblea capitolina, Coratti, il capogruppo Pd, D’Ausilio, il coordinatore della maggioranza, Panecaldo, e i presidenti delle Commissioni Urbanistica, Stampete, e Patrimonio, Pedetti (tutti del Partito Democratico) – ha incontrato una delegazione giallorossa guidata da Pannes e Parnasi. 



Quando si è arrivati alla questione della proprietà del futuro Stadio, sono volati gli stracci. Pur essendo consapevoli dell’esistenza di una penale da pagare al Comune nel caso in cui Stadio e As Roma si separino con la vendita di uno dei due asset, i proponenti sono saltati sulle sedie quando è stato quantificato l’importo (circa 200 milioni). Sarebbero volate anche parole grosse e la delegazione giallorossa se ne sarebbe andata, sbattendo la porta, per rientrare una mezz’ora dopo, e chiudere l’accordo. In modo molto signorile, ieri sera, dopo la Giunta, Pannes ha voluto incontrare nuovamente il sindaco Marino per un brindisi di ringraziamento.

STADIO, SI VA

Alla fine, come da copione, tutti contenti. 
La Roma e Parnasi portano a casa il primo passaggio per il nuovo Stadio, mentre il sindaco Marino e l’assessore Caudo, incassano il “più grande cantiere privato della penisola”. 



Insomma, al termine di una giornata convulsa, la Giunta comunale ha approvato la delibera che sancisce il “pubblico interesse” alla costruzione del nuovo Stadio di Tor di Valle.
Un’attesa lunghissima, a dire il vero, con la seduta di Giunta convocata per le 17 e con Pannes, Parnasi e Baldissoni che, già dalle 16, si aggiravano per i corridoi del Campidoglio. 
Attesa che si è conclusa, ben oltre il telegiornale delle venti: prima l’attesa del Sindaco, di rientro dalla vacanza negli Stati Uniti, poi l’attesa, eterna, per la delibera in fase di scrittura. 
In mezzo, assessori che entravano e uscivano piuttosto annoiati. 
Finalmente, dopo che per tutto il pomeriggio l’assessore Caudo, il Segretariato generale e l’Avvocatura, hanno limato ogni dettaglio, corretto ogni virgola, emendato l’emendabile, verso le 19 – con gli emissari giallorossi che da un pezzo avevano alzato bandiera bianca e se n’erano andati – il testo è stato portato in Giunta.



Il testo della delibera – che avrebbe potuto chiarire molti punti – è ancora riservato. In cambio, è stata fornita una sintesina di due paginette scarne scarne che non spiega un granchè, limitandosi a ribadire giusto alcuni passaggi.
In primo luogo che il proponente deve realizzare opere pubbliche per 195,25 milioni di euro su un investimento complessivo stimato in 320 milioni. La differenza sarà “coperta” dal Comune con 354.319 metri quadri di edificazioni – 49mila per lo Stadio ie 305.310 per il commerciale e gli uffici – pari a 977.020 metri cubi.
Queste opere pubbliche sono la metro B, da Magliana a Tor di Valle, per un investimento di 50,45 milioni; il ponte ciclo/pedonale sul Tevere dalla stazione Magliana della ferrovia Orte-Fiumicino per 7 milioni e mezzo; l’adeguamento della via del Mare e via Ostiense (“fino al raccordo con il GRA come da proposta presentata”) che costerà 38,6 milioni; 93,7 milioni per realizzare un nuovo tratto di viabilità fra l’autostrada Roma-Fiumicino e la via Ostiense/via del Mare, con un nuovo ponte sul Tevere compreso lo svincolo di connessione con la Roma-Fiumicino; e, infine, 5 milioni per le opere idrogeologiche.



L’altro passaggio chiave è quello della proprietà dello Stadio. Durante l’incontro con la stampa, Caudo ha ribadito che lo stadio rimarrà in uso permanente alla Roma ma che la legge non consente al Comune di prescrivere obblighi in merito alla proprietà. Quindi, per risolvere il problema viene inserita una sorta di “penale” da pagare qualora vengano separati i destini dello Stadio da quelli della As Roma. In quel caso, al Comune dovrà essere versata una penale pari all’interesse pubblico, cioè (almeno) 195,25 milioni di euro. Inoltre, la Roma ha accettato che venga costituita una qualche forma di joint venture affinchè una parte – probabilmente il 10% – degli utili extracalcistici prodotti dallo Stadio (concerti, eventi, ecc.) vada nelle casse della Società. Infine, viene riconosciuto il diritto di prelazione alla As Roma per l’acquisto dello Stadio nel caso in cui questo venga venduto.



Ora, superato con affanno il primissimo scoglio, restano gli altri passaggi da compiere: Assemblea Capitolina, progetto definitivo, conferenza decisoria in Regione, convenzione urbanistica, appalti, prima pietra e, finalmente, calcio. Se in mezzo, non ci saranno altri intoppi (ricorsi), il fischio d’inizio delle partite nel 2017.

giovedì 4 settembre 2014

STADIO, CAMPIDOGLIO E ROMA A UN PASSO DALLA ROTTURA


Una nottata agitata quella appena trascorsa in casa Campidoglio e As Roma. Verso le 22.30 si è sfiorata una rottura clamorosa sulle trattative per il nuovo Stadio di Tor di Valle. Ma, alla fine, tutto è rientrato. 
Andiamo per ordine. Nel tardo pomeriggio ieri, negli uffici dell’Assessorato all’Urbanistica, l’assessore Caudo da una parte del tavolo - affiancato dal presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko Coratti, dal capogruppo Pd, Francesco D’Ausilio, dal coordinatore della maggioranza, Fabrizio Panecaldo, e dai presidenti delle Commissioni Urbanistica, Antonio Stampete, e Patrimonio, Pierpaolo Pedetti (tutti del Partito Democratico) - e, dall’altro lato del tavolo, la delegazione dei proponenti, guidata da Mark Pannes e Luca Parnasi, insieme all’avvocato Valeri e a Di Blasio, hanno iniziato un confronto, l’ultimo prima dell’approvazione, da parte della Giunta, della delibera di interesse pubblico.

Clima inizialmente soft che, via via, si è fatto sempre più teso. Soprattutto in relazione alla questione della proprietà del futuro impianto.

Il Comune, per garantire la permanenza dell’interesse pubblico in relazione alla possibilità che, in futuro, la proprietà voglia vendere o lo stadio o la quota di maggioranza del pacchetto azionario della As Roma, vuole porre una penale. In sostanza, in caso di vendita di uno solo dei due asset - o Stadio o Società - al Comune deve essere versato un obolo che “paghi” l’interesse pubblico, oggi corrisposto in termini di cubature e non di denari sonanti. E questo contributo oscilla fra i 160 e i 200 milioni di euro. Oscillazione legata al fatto che è calcolata sugli importi delle opere pubbliche secondo lo studio di fattibilità e non secondo il progetto definitivo e reale, che potrebbe conteggiare importi maggiori. E che, comunque, sarebbe soggetta alla rivalutazione nel tempo. Quindi, certamente una cifra monstre: diciamo due volte (se non di più) l’acquisto di un Bale o di un Cristiano Ronaldo o di un Messi.
Pur essendo consapevoli dell’esistenza di una penale, gli emissari della Roma e di Parnasi sono letteralmente saltati sulle sedie quando l’importo è stato quantificato. Sarebbero volate anche parole grosse, che ricalcano la sostanza dell’intervista Pallotta/Pannes di ieri: “è ridicolo”, in sostanza, sarebbe stata l’accusa, condita anche con espressioni un po’ più colorite.
A quel punto, la delegazione giallorossa si sarebbe alzata, sbattendo la porta.

Rimasti chiusi nella stanza di Caudo, i capitolini hanno iniziato a capire come muoversi: politicamente è davvero poco produttivo rompere, come Dorando Petri, a pochi metri dal traguardo.

Invece, una mezz’ora dopo, i proponenti sono tornati a sedersi al tavolo delle trattative: i reciproci interessi sono risultati più forti delle divergenze.

La quadra sarebbe stata trovata dopo la mezzanotte: nella delibera non verrà scritto l’importo della penale ma i riferimenti normativi che la determinano. Il che, da una parte, garantisce la Roma - tanto Pallotta quanto Parnasi - di non rischiare di scontare un tasso di interesse elevatissimo dalle banche Usa per finanziare l’opera e, dall’altro, lascia al Comune la possibilità di valutare, a conti reali fatti, gli importi di questa penale.
Altro elemento dibattuto - ma la Roma darà una risposta oggi - è quello della prelazione. Grazie al presidente Coratti, il Comune vorrebbe che, nella Convezione futura, fosse inserita una clausola che garantisca al Consiglio di amministrazione della As Roma, da chiunque sarà composto in quel momento, la possibilità, una volta terminato il periodo ventennale di affitto, di poter esercitare comunque un diritto di prelazione nell’acquisto dell’impianto.


Vedremo nel pomeriggio: dall’esame del testo della delibera che la Giunta approverà alle 17.00, sarà possibile capire molte più cose. 

STADIO, OGGI IN GIUNTA IL PRIMO SÌ

Ci siamo, oggi è il gran giorno. 
Nel pomeriggio - la riunione è convocata per le 17.00 - la Giunta capitolina approverà la delibera che riconosce l’interesse pubblico nella costruzione del nuovo Stadio di Tor di Valle



Ieri pomeriggio, l’assessore all’Urbanistica, Caudo, ha incontrato i consiglieri di opposizione per illustrare il programma dell’opera. 



Anche qui - come per l’assemblea del Pd romano di martedì - a tener banco i soliti temi: proprietà - “Da tifoso mi preoccupa il fatto che la Roma non sarà proprietaria dell’impianto”, dice Marco Pomarici (Ncd); “Smettiamo di chiamarlo ‘Stadio della Roma’ perché non lo è”, Mino Dinoi (Cantiere Italia) - opere pubbliche da fare e interesse pubblico. 
Per Forza Italia - dice Davide Bordoni - risolti i problemi di cui sopra, è un’opera importante”. 
Gli fa eco Fabrizio Ghera (Fratelli d’Italia): “Al netto dei problemi, può essere un ottimo volano per l’economia della città”. 
Lo stadio lo vogliamo tutti - afferma l’ex sindaco, Alemanno - ma, al di là dei problemi infrastrutturali, dovrà essere prodotto un conto economico chiaro per evitare il rischio speculazioni”. 
Infine, Giordano Tredicine (PdL): “Le condizioni per ora emerse mi sembrano positive, ma la delibera deve passare in Assemblea capitolina e avrei gradito poter vedere anche il progetto integrativo presentato dopo l’incontro di New York”.
Insomma, quasi più unanimità nel centrodestra che nella maggioranza di centrosinistra. 


Durante l’incontro, l’assessore Caudo ha consegnato ai consiglieri una nota riassuntiva che chiarisce alcuni dettagli delle opere, soprattutto da un punto di vista economico.


“Condizioni poste per il riconoscimento dell’interesse pubblico sono: riduzione dell’impatto per trasporto e mobilità; contestuale realizzazione delle opere pubbliche essenziali che devono assicurare la piena funzionalità al momento della prima utilizzazione dello Stadio; legame di strumentalità fra Stadio e As Roma; coinvolgimento delle realtà imprenditoriali locali”, si legge nel documento. 



Che prosegue con l’analisi delle opere infrastrutturali richieste dal Campidoglio e i loro costi. Primo: la metro. Costo di 50,45 milioni di euro per prolungare con uno scambio la linea B da Magliana a Tor di Valle. 
7,5 milioni di euro per costruire il ponte ciclo/pedonale sul Tevere dalla stazione Magliana della ferrovia Orte-Fiumicino. 
L’adeguamento della via del Mare e via Ostiense (“fino al raccordo con il GRA come da proposta presentata”) costerà 38,6 milioni di euro. 
Saranno 93,7, invece, i milioni di euro che si stimano come costi per realizzare un nuovo tratto di viabilità fra l’autostrada Roma-Fiumicino e la via Ostiense/via del Mare, con un nuovo ponte sul Tevere compreso lo svincolo di connessione con la Roma-Fiumicino. 



Per le opere idrogeologiche, la spesa sarà di 5 milioni. Totale, 195 milioni che portano, quindi, il costo totale delle opere di urbanizzazione ai famosi 320 milioni di euro, invece che ai 270 inizialmente previsti. Di questi 320, 125 milioni (e non più 50) sono “coperti” dal proponente. Il resto verrà “pagato” con cubature pari a 977.020 metri cubi, invece del milione e 78mila inizialmente richiesto.




Ultima annotazione, è quella che riguarda le altre prescrizioni. La prima delle quali è il parco sul Tevere inizialmente solo “una striscia marginale”, dato che l’”area disegnata a verde non faceva parte della proposta”. Dopo New York, il parco sarà di 34 ettari e - seconda annotazione - sarà totalmente coperto con un sistema di videosorveglianza di ultima generazione installato e mantenuto dal proponente.