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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 17 gennaio 2020

IL PORTA A PORTA È UN FLOP


Il fallimento del modello 5Stelle sulla gestione dei rifiuti passa anche per la differenziata e il porta a porta. Non bastasse il calo della percentuale di differenziata, prima volta da Veltroni sindaco in poi certificata tanto da Ispra quanto dall’Agenzia per la Qualità dei pubblici servizi del Comune, ora si aggiunge la resa di Ama sul porta a porta proprio nei due Municipi - il VI e il X - che la Raggi aveva eletto a proprio stendardo. 
La certificazione del fallimento la fornisce direttamente il responsabile delle Risorse Umane di Ama, Marcello Bronzetti, ascoltato in Commissione Trasparenza: “Si sta facendo una rivalutazione delle zone servite col porta a porta perché magari ci sono alcune che poco si prestano. Il IV municipio sta chiedendo di tornare indietro e passare alla raccolta stradale per un’esigenza degli utenti e magari si valuteranno altre zone idonee dove estendere il porta a porta si valuterà li di estendere. Il VI lo ha già fatto. Fortunatamente qualcuno ci sta ripensando, cerchiamo di fare il porta a porta dove serve. Nel VI municipio siamo passati da una ‘disputa interna’, poi risolta, dove dicevamo di non mettere il porta a porta ovunque perché si creavano dei problemi, abbiamo rimesso cassonetti e migliorato la performance aziendale”. 
Due aspetti fra loro connessi: la crisi dell’impiantistica e quella del servizio reso finiscono per andare di pari passo. Nel giorno della festa a Colleferro per la chiusura della discarica di Colle Fagiolara, con Monte Carnevale che rimane ancora appeso a un esile filo, l’Azienda dei rifiuti evidenzia i problemi della quotidianità: a Roma quasi 5.000 utenze tra ristoranti, bar, attività commerciali di vario genere, uffici, enti, scuole e ospedali si oppongono alla raccolta differenziata delle cosiddette utenze non domestiche. Si rifiutano di prendere i bidoncini che l’Ama gli invia e continuando a buttare l’immondizia nei cassonetti stradali destinati però ai cittadini che vivono nelle case. “Si tratta di circa 4.800 ‘oppositori’ i cui nominativi sono stati inviati all’Ufficio Tari che a sua volta li ha girati ad Æqua Roma” ha spiegato ancora Bronzetti. Tra l’altro, ad aprile scadrà l’appalto di 12 (su 16) lotti per la differenziata alle imprese e agli uffici. Un appalto che vede le aziende mettere in campo 941 addetti e 380 mezzi che, se Ama riprendesse integralmente in servizio, dovrebbero essere assunti. I prezzi della differenziata: non sostenibili dalle esauste casse aziendali. 

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