Si avvicina velocemente l’aumento della tassa sui rifiuti, la TaRi. Pochi giorni fa, in un’intervista, lo aveva praticamente annunciato l’amministratore unico di Ama, Stefano Zaghis (“se il Campidoglio rifiuta il termovalorizzatore, aumenterà la Tari perché noi continueremo a spendere un sacco di soldi per mandare altrove i rifiuti”). Ieri lo stesso Zaghis lo ha ribadito davanti alla Commissione Ambiente del Consiglio comunale: “Nel 2019 Ama ha speso 170 milioni di euro per mandare i rifiuti in impianti non di proprietà fuori città, Regione o Italia e nel 2020, se non si trova una soluzione sulla discarica di Colleferro, andrà a spendere almeno 190 milioni che pagherà tutta la popolazione”.

Con una dose di pragmatico realismo, Zaghis spiega: “Siamo in una fase di emergenza, il tempo perso ha portato tutti i nodi al pettine in un colpo solo. Ama ha bisogno di sbocchi perché non si può restare in questa situazione. Il 16 gennaio chiude la discarica di Colleferro, siamo in emergenza ed è un problema molto serio. La città vive sul filo del rasoio e non può stare sempre in questa condizione”.

Zingaretti aspetta la relazione del suo capo dipartimento, Flaminia Tosini, sull’applicazione dell’ordinanza. Alla serata di ieri il testo non era ancora definito ma pronto: Ama ha indicato i siti di trasferenza - quelli nei quali i rifiuti vengono trasbordati da un camion piccolo a uno grande senza toccar terra - che sono Rocca Cencia e Maccarese cui si aggiungono Ponte Malnome e Ostia e con altre due localizzazioni in via di identificazione. Inoltre prosegue la collaborazione fra Ama, Regione e Invitalia sulla redazione del bando di gara per portare all’estero i rifiuti. Infine, sono in definizione il rinnovo degli accordi con Marche e Abruzzo (più Sardegna). Manca la Raggi. Zingaretti potrebbe aspettare fino a martedì: se ci sarà l’incontro o se si andrà al Commissariamento.
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