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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 8 febbraio 2020

TERREMOTO, "ZINGAROZZI BATTE CONTE"


Anche chi ha la seconda casa danneggiata dal terremoto ha diritto a installare abitazioni provvisorie e amovibili. Lo aveva deciso già il Consiglio regionale del Lazio, accogliendo la proposta di Sergio Pirozzi, nel 2018 ma il Governo Conte I, a dicembre dello stesso anno, aveva presentato ricorso alla Corte Costituzionale. La Consulta ora ha dato ragione a Pirozzi e al Consiglio regionale e ha bocciato il ricorso del Governo.
Spiega Pirozzi: “La sentenza della Consulta è la dimostrazione che in casi così particolari è più che mai necessario che si ascolti chi sul territorio opera perché è in grado di proporre norme dettate dalla realtà specifica e non da mere astrazioni”.
In sintesi, la proposta Pirozzi - un emendamento piuttosto articolato presentato alla legge regionale sulla “semplificazione e lo sviluppo” del Lazio, diventata legge regionale 7/2018 - prevedeva per quei paesi che avessero avuto almeno il 50% degli edifici resi inagibili dal sisma, che chiunque, quindi anche i proprietari di seconde case, potesse rapidamente installare “strutture abitative temporanee” senza passare per le trafile burocratiche dei permessi, autorizzazioni e altro. Strutture che sarebbero state pagate dai richiedenti (non dallo Stato) e a spese dei richiedenti rimosse all’indomani della ristrutturazione delle case danneggiate dal terremoto a meno di incorrere nelle nome sull’abusivismo edilizio. 
Molti paesi vivono con le seconde case. Non si tratta - spiega ancora Pirozzi - di fare un abuso ma solo di consentire ai paesi di continuare a vivere. La ricostruzione post terremoto è al palo. Senza questa norma, quasi tutti i paesi si sarebbero completamente svuotati”.
Secondo il Governo, invece, il provvedimento Pirozzi avrebbe introdotto di fatto una norma di protezione civile. La Regione, contestando questa idea di Palazzo Chigi, sosteneva dinanzi alla Consulta intanto che le strutture erano smontabili e che, qualora fossero rimaste in piedi anche dopo la ristrutturazione delle case lesionate, sarebbero scattate le norme sull’abusivismo edilizio.
Ma, soprattutto, che l’obiettivo era “quello di scongiurare fenomeni di abbandono del territorio, specialmente da parte dei proprietari degli immobili dichiarati inagibili ma non residenti negli stessi (i titolari delle cosiddette seconde case), ossia da parte di quei soggetti che, come tali, sarebbero esclusi dalle misure statali di protezione civile”.
Tra l’altro, la ricostruzione purtroppo contempla tempi (biblici) che non rientrano fra le disponibilità dei cittadini i quali, senza queste abitazioni provvisorie, finirebbero per perdere “un «punto di appoggio precario» nei territori colpiti dal sisma”.
La Corte Costituzionale, che è l’organo chiamato a dirimere le controversie fra poteri dello Stato come nel caso di un conflitto fra Regione e Governo centrale, ha deciso (sentenza 281/2019) che il Governo aveva torto a impugnare le norme Pirozzi.  
Respingendo il ricorso del Presidente del Consiglio contro alcune delle norme per la ricostruzione approvate su mia iniziativa dal Consiglio Regionale del Lazio, la Corte Costituzionale ha confermato la possibilità ai proprietari di seconde case distrutte dal sisma di installare strutture abitative provvisorie con obbligo di rimozione al termine del processo di ricostruzione, e quella di effettuare modificazioni di sagoma degli edifici presenti su terreni agricoli alla data del 24 agosto 2016, andati distrutti”. Dice in una nota Sergio Pirozzi, presidente della XII Commissione del Consiglio regionale del Lazio, “Tutela del territorio, protezione civile e ricostruzione”. La bocciatura di entrambi i ricorsi «conferma - continua la nota - la bontà dell’impianto delle norme che abbiamo introdotto nel Lazio, che trovano piena applicazione nella legge da me presentata e che prevede norme sia per la ricostruzione, sia per la prevenzione del rischio sismico. Al Premier Conte consiglio il vecchio adagio dei nostri genitori: “Vai con chi sa più di te e offrigli da bere.


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