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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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mercoledì 26 febbraio 2020

CORONAVIRUS; L'IMPROVVISAZIONE AL POTERE



Venticinque documenti, fra circolari e ordinanze, la cui lettura testimonia quanto meno la sorpresa del Governo di fronte all’evolversi della crisi dovuta al Coronavirus.
E, al netto delle polemiche politiche, l’analisi delle carte dimostra come, in appena un mese di tempo, la situazione sia totalmente sfuggita di mano alle autorità. Andiamo per ordine.

TANTE AUTORITÀ A DECIDERE 
Ci sono tante, forse troppe, autorità a decidere. I file in possesso de Il Tempo provengono dal Ministero della Salute, sotto forma di Ordinanze o di Circolari; dal Centro Nazionale Sangue e dal Centro Nazionale Trapianti come circolari. Poi, dalla Protezione civile, sia come Ordinanze del Capo del Dipartimento che come Decreti. Infine, anche la Provincia Autonoma di Trento - per Statuto, l’autonomia della Provincia si esplicita sulle funzioni di Protezione Civile - ha detto la sua con un’ordinanza del presidente, Maurizio Fugatti. Un coacervo di istruzioni che vengono diramate da più soggetti e indirizzate ai Ministeri, agli Assessorati alla Sanità delle Regioni e delle Province Autonome; alle varie Federazioni dei Medici, dei Farmacisti, degli Infermieri, Ostetrici; all’Istituto Superiore di Sanità, ai Carabinieri, all’Istituto Nazionale per le Malattie infettive, Lazzaro Spallanzani

IL DIARIO DELLA CRISI
Anche l’analisi delle date evidenzia come, giorno dopo giorno, il Governo si stato travolto dagli eventi: si parte il 22 gennaio con una prima circolare, molto anonima, in cui si parla del Coronavirus in modo approssimativo. Poi, altra circolare il 24, due giorni dopo la prima, con cui si danno istruzioni ai comandanti dei voli per i comportamenti da tenere in casi sospetti. Giorno successivo: il Ministero della Salute viene autorizzato ad assumere per 90 giorni 76 medici che devono servire a coprire il numero informativo 1500 e i controlli a Fiumicino e Malpensa. Spesa, 2,1 milioni di euro. 
Passano altri due giorni e, il 27, il Ministero rielabora le istruzioni per la definizione delle segnalazioni di casi sospetti. Ma siamo ancora molto sul generico. Però qualcosa inizia a muoversi: stesso giorno e il Ministero della Salute ordina il divieto di atterraggio dei voli provenienti dalla Cina negli aeroporti di Ciampino, Roma Urbe (dall’epoca del Duce i voli di linea non atterrano all’Urbe) Perugia, Ancona e Pescara. Tutti questi voli vengono dirottati su Fiumicino dove le ordinanza dei giorni precedenti hanno istituito una sorta di check Point medico.
Altri tre giorni e si stringono ancora di più le maglie: divieto generale di atterraggio dei voli diretti provenienti dalla Cina. 
Il 31 gennaio, si registrano tre circolari.
Il Centro Nazionale Sangue spiega che, pur in assenza di “documentate trasmissioni” del Coronavirus “mediante la trasfusione” del sangue, vengono rafforzate tutte le misure di sorveglianza e di sospensione di donatori rientranti dalla Cina (per 21 giorni) o, per 28 giorni, in caso di positività al virus.
Analogo provvedimento viene emanato dal Centro Nazionale Trapianti. Terza circolare del 31 gennaio, la invia a mezza Italia il Ministero della Salute che, dopo10 giorni, inizia a fornire indicazioni un po’ più specifiche su come comportarsi nella gestione dei casi sospetti sulle navi e sul territorio. Nella stessa circolare si specifica come “la Calabria risulti essere quella con maggiori difficoltà di gestione dell’emergenza epidemiologica non essendo dotata di una struttura specifica”.

ARRIVA LA PROTEZIONE CIVILE
Via il foglietto di gennaio e a febbraio si riparte con ben 15 provvedimenti: il 3 il Ministero della Salute spiega quali procedure devono essere adottate dagli operatori dei servizi e degli esercizi a contatto con il pubblico. E siamo ancora, sostanzialmente, al “lavatevi bene le mani”. Stesso giorno, e entra in campo la Protezione Civile. Sinonimo evidente di una situazione che è ormai nella piena emergenza. Iniziano una serie di ordinanze di Angelo Borrelli, che è il Capo della Protezione Civile. Il 3 febbraio viene istituito il Comitato Scientifico e definiti i poteri della Protezione civile: praticamente si deroga a tutto. Poi, il giorno dopo, ordinanza agli aeroporti d’Italia per assicurare la sorveglianza sanitaria di tutti i passeggeri in arrivo. 6 febbraio, partono le ordinanze - ce ne saranno 3 in totale - per il rientro degli studenti dalle zone a rischio e la garanzia di validità degli anni scolastici. Insieme alle Ordinanze di Borrelli, ci sono le circolari del Ministero della Salute ai dirigenti scolastici per dare indicazioni circa il rientro degli alunni dalla Cina. Borrelli mette in moto la macchina della Protezione civile con altre tre ordinanze tecniche che regolano compiti e poteri, le modalità di erogazione dei rimborsi ai volontari di protezione civile e il contratto dei medici presi per l’emergenza passa da 76 s 77 unità e la durata non è più a 90 giorni ma ad esaurimento dell’emergenza. La spesa ora non è più di 2,1 milioni di euro ma sale a 4,6. 

ESPLODONO I PRIMI CASI IN LOMBARDIA
E da un blando contenimento un po’ alla "volemose bene", scattano misure molto più ristrette. Il Ministero della Salute stabilisce una quarantena di 14 giorni con sorveglianza attiva per chi ha avuto contatti stretti con malati e, in caso di “permanenza domiciliare fiduciaria” deve comunque essere assicurata la sorveglianza attiva. Fino all’ultima circolare, quella del 22 febbraio, dove le indicazioni diventano quasi ferree. 
Intanto viene definito in modo molto più stringente il “contatto stretto”, poi vengono date indicazioni ai Medici e ai pediatri di famiglia su come comportarsi in caso di pazienti con sospetto contagio. Ma soprattutto vengono impartite disposizioni serrate per le procedure di trasporto dei pazienti sospetti, con obbligo di disinfezione delle ambulanze, percorsi protetti nei pronto soccorso, prescrizioni alle forze dell’ordine e al personale sanitario per la vestizione, la pulizia e la sanificazione degli ambienti ospedalieri, per quelli non sanitari (dagli autobus alle scuole, agli uffici pubblici); cosa usare per lavarsi le mani. 
La speranza è che stavolta la Linea Maginot tenga.

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