La notizia era stata anticipata già un paio di settimane fa e ora è ufficiale: la Giunta Zingaretti ha (finalmente) approvato la convenzione per l’utilizzo dei 180 milioni di euro a disposizione della Roma-Lido di Ostia.
Si tratta, in sostanza, di quei famosi 180 milioni di euro annunciati già nel gennaio 2016 da Zingaretti e dall’allora ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, rimasti però fino a oggi solo una promessa su carta: il ricorso al Tar dei francesi di Ratp (che avevano presentato alla Regione un’offerta, respinta sulla linea per Ostia con il Tribunale che ha obbligato la Pisana a riaprire il dossier), il concordato fallimentare di Atac (che avrebbe dovuto essere stazione appaltante), poi le elezioni regionali e nazionali avevano fatto arenare questi soldi nel limbo del nulla.

L’obiettivo da raggiungere con i 180 milioni è quello di trasformare la Roma-Lido da peggiore linea italiana (quarto premio Caronte consecutivo vinto) in una metropolitana con frequenza di 1 treno ogni 5/6 minuti, praticamente raddoppiando il servizio odierno. I soldi serviranno per realizzare nuove sottostazioni elettriche (fondamentali per aumentare la frequenza dei treni), cambiare i binari e la linea aerea di alimentazione dei treni, installare nuovi semafori, costruire nuove banchine più il restyling di alcune stazioni, recinzioni. L’obiettivo è concludere tutto per il 2023, anno che, ad oggi, è quello più probabile di apertura dello Stadio della Roma di Tor di Valle. A questi 180 milioni, poi, si dovranno aggiungere gli interventi finanziati dalla Roma per lo Stadio: 45 milioni di euro con cui si compreranno treni e dovrebbe pagarsi la creazione di due o tre binari di stazionamento a Tor di Valle per parcheggiare i convogli aggiuntivi per i tifosi in occasione delle partite.
Tralasciando il tentativo del Campidoglio di mettere un cappello elettorale su investimenti del 2016 legandoli allo Stadio, va registrata la mozione - che potrebbe essere discussa nella seduta straordinaria, convocata per il 21 febbraio, sullo Stadio - di censura nei confronti del direttore generale di Palazzo Senatorio, Franco Giampaoletti, presentata da tutte le opposizioni, in merito all’email spedita dal Dg del Comune ai dirigenti capitolini per invitarli a non essere auditi dalla Commissione Trasparenza convocata sulla vicenda della relazione del Politecnico di Torino.
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