Ore 14:00 di sabato pomeriggio, angolo fra via degli Angeli e via di Tor Pignattara, “periferia” di Roma, come l’ha superficialmente definita giusto pochi giorni fa il sindaco di Roma, Virginia Raggi: una vettura Atac, di quelle snodabili in servizio sulla linea 409, si ferma avvolta da un fumo bianco. Secondo i nostri lettori che ci hanno segnalato l’accaduto, poco prima che si alzasse il fumo, si è sentito un boato. Bus flambé, l’ennesimo? Secondo Atac si è trattato solamente del malfunzionamento dell’estintore: forse a causa di un surriscaldamento, le microcariche che regolano la fuoriuscita della polvere ignifuga, sono scattate. Sarebbe questo il boato avvertito dai cittadini. E il fumo bianco che si vede nelle foto sarebbe solo la polvere antifuoco.
L’affidabilità nelle smentite e nelle precisazioni da parte di Atac è inversamente proporzionale alla quantità di volte in cui vetture bruciate completamente sono state etichettate come “principio di incendio” nei comunicati dell’Azienda di via Prenestina.

Tuttavia, la moria di autobus dovuta a incendi e a rotture nell’ultimo triennio si è rivelata così consistente che anche l’arrivo, non ancora del tutto completato, dei 227 nuovi autobus prodotti in Turchia, non appare in grado di consentire il recupero di questo svantaggio. A dimostrazione, i dati sul servizio reso da Atac a settembre: il divario fra quanto programmato da contratto di servizio e quanto effettivamente percorso in termini di chilometri, per gli autobus, è superiore all’11%. Numeri drammatici che testimoniano la sempre minore possibilità di raggiungere gli obiettivi previsti dal concordato preventivo.
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