E oggi, il Marais, è in parte il quartiere ebraico e in parte il quartiere gay della Ville Lumière e il quartiere che ogni fine settimana viene pedonalizzato.
Totalmente pedonalizzato con gli agenti della Police Nationale a presidiare i varchi di accesso.
I fine settimana al Marais sono un appuntamento fisso per i parigini: rue de Rosiers, rue Vielle du Temple, rue du Roi du Sicile sono invasi da una folla di persone di ogni età, sesso, combinazione possibile. Con le biciclette al passo, con le carrozzine dei bambini o a piedi sembra che mezza Parigi si ritrovi a passeggiare fra i piccoli bistrot e i locali un po’ più equivoci, fra negozi di abbigliamento particolarmente sofisticati e cineserie più a buon mercato.
Un quartiere pedonale, vivo, pulsante, allegro anche con la pioggia. Grazie a ben 7 diverse linee di metropolitana che portano tutte in zona: cinque di queste - la linea 1 a Saint-Paul Le Marais; la 11 a Rambuteau; la 8 a Chemin Vert; la 3 a Arts-et Metier e Temple; e la 7 a Ponte Marie - portano praticamente dentro il Marais. Poi ci sono quelle che arrivano vicino: per intenderci un po’ come se si scendesse a Flaminio per andare a piazza di Spagna, cosa che i romani hanno dovuto fare per mesi. E qui il numero si allarga: a quelle sei fermate che potremmo definire “dirette” si aggiungono République, dove di linee ne fermano ben 5 (la 3, la 5, la 8, la 9 e la 11), Oberkampf (2 linee), Hotel de Ville (2 linee), Bastille (3 linee) e, soprattutto, Chatelet-Les-Halles, forse il più importante nodo parigino con 3 linee di trenini metropolitani (le RER A, B e D) e 5 linee di metro (1, 4, 7, 11 e 14). Un sistema di trasporto pubblico di massa sotterraneo che funziona a rete, esattamente
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