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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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mercoledì 9 settembre 2020

CAMPO ROM DI CASTEL ROMANO, PALLA ALLA PROCURA



Sul campo nomadi di Castel Romano la palla passa alla Procura di Roma
Il 7 settembre si è tenuta dinanzi al Tribunale amministrativo regionale l’udienza sulla richiesta presentata dal Campidoglio di sospendere l’Ordinanza Zingaretti di sgombero del Campo emanata l’8 luglio scorso. 
Il Comune all’ultimo minuto ha presentato al Tar una memoria per ritirare la richiesta di sospensione cautelare del provvedimento. Richiesta accolta dal tribunale. Si legge nel testo: “a seguito del ricorso, in data 16 luglio 2017, è stato notificato all’Amministrazione capitolina il “Decreto di sequestro preventivo” con cui il Tribunale penale di Roma – Sezione GIP – GUP, ha disposto il sequestro preventivo dell’area del Villaggio della Solidarietà di Castel Romano, nominando un custode giudiziario (nella specie il Sindaco della Capitale) e riservando qualsiasi questione inerente l’esecuzione del sequestro (facoltà di utilizzo, sgombero dell’area...) alla competenza del Pubblico Ministero”. Quindi, secondo i legali del Campidoglio “alla luce di tale fatto nuovo, che attrae nella sfera di competenza dell’Autorità giudiziaria la gestione del Villaggio, facendo venir meno, al momento, l’attualità del pericolo posto a base della domanda cautelare proposta, appare opportuno attendere lo sviluppo della situazione prima di discutere la richiesta misura cautelare”. 
Traducendo dal “legalese”, visto che c’è un sequestro penale e che il custode giudiziario è il Sindaco di Roma, è inutile chiedere la sospensione dell’Ordinanza Zingaretti visto che non ha più una forza effettiva e tanto vale andare direttamente all’analisi specifica del merito della questione.
L’Ordinanza Zingaretti era stata emanata l’8 luglio scorso ed era incentrata sul rischio sanitario che la situazione del campo rom stava generando. Il testo della Regione, basato su un’ispezione della Asl, metteva in mora il Campidoglio ordinando lo sgombero immediato dell’area dove vivono (ufficialmente) 452 persone metà delle quali minori. Campo rom che più volte è finito nelle cronache dei giornali visto che frequentemente suoi abitanti vengono “pizzicati” a compiere furti, sversamento illecito di materiali, roghi tossici, ricettazione, evasioni. 
Contro l’Ordinanza Zingaretti - atto che ha riattizzato le polemiche estive - il Campidoglio aveva, appunto, presentato ricorso al Tar sostenendo, principalmente, che più che una questione sanitaria il problema a Castel Romano fosse di tipo ambientale. Poco dopo, il sequestro dell’intera area e il Campidoglio che, a inizio agosto, ha presentato in Procura un piano di gestione del Campo. 
Non è più tempo di rimandare, è ora che il Campidoglio presenti una road map precisa e economicamente sostenibile per lo sgombero di Castel Romano. Il resto è un balletto politico-amministrativo impresentabile”, commenta Roberta Angelilli (FdI).

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