*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

domenica 16 novembre 2014

MARINO: "ME LA CANTO E ME LA SUONO"

Decidiamoci: o si hanno le colpe e i meriti, o non se ne ha nessuno dei due.
Dopo 17 mesi di governo della città, il senso dello scaricabarile verso il predecessore non regge più.
Ed è ora che chi governa si assuma le responsabilità di ciò che avviene nel territorio posto sotto la sua  Amministrazione.
Non puoi continuare con il "me la canto e me la suono".

Almeno, se costui intende appropriarsi anche dei meriti.

Spieghiamo: ci viene detto e ripetuto che nella casella "più" di questa Amministrazione vanno annoverati l'apertura della Metro C, la chiusura di Malagrotta, la pedonalizzazione dei Fori Imperiali e del Tridentino, il "risanamento" del bilancio, l'aver messo mano ai problemi del contratto dei dipendenti capitolini, la gestione oculata del trasporto pubblico, il car sharing.
Ma non devono essere segnate nella casella "meno": il disastro della raccolta dei rifiuti, i problemi del personale comunale, in divisa e non; i problemi di convivenza nelle periferie e nel centro, il taglio delle linee bus in periferia, l'aumento del costo della sosta a pagamento.

Ci permettiamo di notare e sottolineare come il processo di chiusura di Malagrotta fosse iniziato da decenni ma mai portato realmente a termine per concreta e reale mancanza di alternative. 
Averla chiusa aumentando i costi e peggiorando il servizio di raccolta non può essere considerato un successo ma una ricca presa in giro.
La Metro C non è che sia stata aperta grazie al prodigioso intervento di questa Amministrazione, visto che ci si lavora da decenni e che gli ultimi ritardi sono imputabili proprio all'indecisione e alla lotta selvaggia interna a questa Amministrazione.
I problemi di convivenza nelle periferie fra comunità stanziali e comunità di antica o recente immigrazione sono sempre esistiti. Ma l'esplosione di questi ultimi tempi appare figlia di tanti padri, ivi compresa questa Amministrazione.
Asserire di aver finalmente messo mano al tema del contratto di lavoro dei dipendenti capitolini non è esattamente la stessa cosa che tagliare indiscriminatamente il salario accessorio di quelli che a casa, a fine mese, portano quattro soldi mentre si assumono consulenti di ogni fatta che producono più danni - dato di fatto visto l'esito dei sondaggi sul gradimento dell'azione amministrativa della Giunta - di quanti ne risolvano.

E l'elenco è ancora lungo e passa dal bilancio all'Atac, dalla sosta a pagamento in contraddizione con il taglio delle linee del trasporto pubblico.

E, quindi, pur comprendendo la necessità di cercare di salvare il salvabile, ci sta anche di appropriarsi di qualche merito non nostro, ma almeno ci si assuma la responsabilità di ciò che le nostre scelte stanno comportando. Non si può dire impunemente per alcune cose "è merito nostro" e per altre "è colpa di altri" (predecessori, prefetto, Viminale, destino cinico e baro, e così via).

Anche perché i romani la mosca al naso l'hanno persa da un bel po'. E i risultati sanno valutarli piuttosto chiaramente.

sabato 15 novembre 2014

STADIO; M5S: "A RISCHIO IDRAULICO"

“Attenzione, lo Stadio della Roma potrebbe essere costruito su terreni non sicuri dal rischio allagamenti”. 



La denuncia viene da Daniele Frongia, consigliere comunale del Movimento 5Stelle e membro della Commissione Urbanistica che spiega: “Negli ultimi anni l’area interessata dal progetto dello Stadio ha subito modifiche nella classificazione del rischio idraulico che è un po’ ‘ballerina’”. 



Spieghiamo: nella mappatura del rischio idraulico, si usa una scala da 1 a 4, dove 1 sta per un rischio “moderato o nullo” e 4 indica il “molto elevato”. Ancora Frongia: “La classificazione è passata dal livello 3 al 2 e ora al 4. Non l’intera area, sia chiaro, ma la zona dove sarà localizzato l’impianto è R3 ed è circondata da molte zone R4”. 







Insomma, secondo le carte reperibili sul sito dell’Autorità di Bacino del Tevere, l’area “potrebbe presentare problemi. Sono state prese in esame dalla Roma - prosegue l’esponente grillino - ben 82 aree diverse. Crediamo che la scelta sia caduta sul sito sbagliato per costruire non solo lo Stadio ma, di fatto, un intero quartiere. Tant’è che, nel progetto, il campo di gioco non sarà poggiato direttamente a terra ma sarà sopraelevato mediante dei piloni, una sorta di palafitte. Questo vuole forse dire che i proponenti potrebbero essere già a conoscenza del problema? Il voto del Gruppo 5Stelle - che conta un totale di 4 consiglieri - non potrà, già solo per questo, che essere negativo”. 


Quali possono essere i rischi? Secondo uno studio pubblicato dalla Società Geologica Italiana, al grado di rischio 3 corrisponde la possibilità di avere “problemi per l’incolumità delle persone, danni funzionali agli edifici e alle infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi, l’interruzione di funzionalità delle attività socio-economiche e danni rilevanti al patrimonio ambientale”. Il rischio 4, il più elevato, corrisponde alla “perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale, distruzione delle attività socio-economiche”
Dall’altro lato, replica l’ingegner Carlo Ferranti, dirigente dell’Ufficio Piani e Programmi dell’Autorità di Bacino del Tevere ed estensore materiale del parere che, in Conferenza di Servizi, ha dato il via libera sotto questo profilo.



“Le carte presentate dai Consiglieri sono corrette. Ma, a parte il fatto che il parere l’ho firmato io e ne rispondo, quelle carte non indicano un rischio esondazione del Tevere ma fanno riferimento a problemi idraulici legati al Fosso di Vallerano. Nel parere che abbiamo portato in Conferenza di Servizi abbiamo scritto chiaramente che, secondo le mappature, il rischio proveniente dal Tevere è nullo per piene fino a caratteristiche cinquecentennali. Il rischio proviene dal Fosso e non a caso abbiamo indicato come prescrizione la sua messa in sicurezza. Poi, va considerato che stiamo parlando del progetto preliminare. Quando saranno disponibili i progetti definitivi, questi saranno valutati in Conferenza di Servizi finale, alla quale partecipa anche l’Autorità di Bacino, e in quella sede verranno esaminati con attenzione e, se il caso, corretti”.

Ostenta calma olimpica anche l’assessore all’Urbanistica di Roma, Giovanni Caudo: “Posso comprendere le perplessità sollevate dai consiglieri 5Stelle. Ritengo che un parere del genere venga reso con la dovuta attenzione da parte dell’Autorità. L’analisi di dettaglio per capire se le opere di messa in sicurezza del Fosso, già inserite in delibera, saranno adeguate così come tutto il resto della progettazione, verrà esaminata alla presentazione dei progetti definitivi nella Conferenza di Servizi della Regione”.



“Ma noi - ribatte Frongia - dobbiamo pronunciarci ora, sui preliminari. Ci viene chiesto di assumerci una responsabilità enorme sulla base solo di disegni su carta senza nessuna certezza specifica. Direi che è troppo per chiedere un voto favorevole”.

giovedì 13 novembre 2014

STADIO, SI VA IN CONSIGLIO COMUNALE


Con oggi si parte: la delibera Stadio entra finalmente in Consiglio comunale per l’ultimo passaggio, il voto finale, atteso entro fine mese. 




Dopo che, nelle scorse settimane, prima i Municipi IX e XI, poi le quattro Commissioni consiliari (Urbanistica, Lavori pubblici, Ambiente e Sport) avevano chiuso l’esame del testo presentando alcuni emendamenti e, infine, la Giunta aveva redatto le controdeduzioni a questi pareri, lunedì scorso la Conferenza dei Capigruppo ha approvato la calendarizzazione nei lavori dell’Aula del provvedimento sul “pubblico interesse” del Comune per l’impianto di Tor di Valle. 



Si parte, quindi, domani anche se lo Stadio non dovrebbe essere la prima delibera da trattare. Infatti, nell’elenco dei lavori, lo Stadio è al quinto punto dell’ordine del giorno preceduto dal altri quattro provvedimenti di urbanistica piuttosto importanti (riqualificazione di Esquilino, Casal Selce, Fidene Val Melaina ed ex cinema Metropolitan). 



Quindi, a meno che domani in Assemblea Capitolina non venga proposta e poi votata (ipotesi improbabile) l’inversione dei punti all’ordine del giorno portando lo Stadio come prima, occorrerà attendere ancora qualche seduta prima del via libera definitivo. 

Non troppe, perché entro fine novembre va approvato, per legge, l’Assestamento di Bilancio. 

domenica 9 novembre 2014

LA POLITICA NELLO STADIO

Ventiquattro ore di pura politica lobbista intorno al progetto dello Stadio di Tor di Valle. 
Se venerdì sera il presidente giallorosso, James Pallotta (noto sostenitore repubblicano in America), era attorniato da tutto il suo staff alla cena del Pd di Renzi, ieri, in Campidoglio, da Marino, si è presentato da solo. 



(Foto Claudio Valletti, per gentile concessione del Campidoglio)


Pochi minuti prima di mezzogiorno, Pallotta ha percorso a piedi la salita di San Pietro in Carcere in Campidoglio ed è rimasto oltre un’ora e mezza a colloquio privato con Marino e gli assessori all’Urbanistica, Caudo, e al Bilancio, Scozzese. Per poi trasferirsi in Terrazza Caffarelli dove fra un brindisi iniziale a base di succo di mirtillo come a New York, un tortino di zucca e porcini, un raviolo ricotta e spinaci e un filetto, si è concluso il giorno politico del patron giallorosso. 
Il colloquio di ieri, di fatto, prosegue quello iniziato la sera prima, alla cena del Pd, quando Pallotta, seduto al tavolo del gruppo Parsitalia, è stato letteralmente “puntato” dal premier, Matteo Renzi: grandi abbracci, sorrisoni, saluti e la rassicurazione di Renzi che ha garantito Pallotta del pieno appoggio sullo Stadio. 
Una presenza, quella di Pallotta alla cena del Pd, che ha generato qualche mal di pancia: i 5 Stelle parlano di “problema di opportunità”, mentre Cicchitto (Ncd) auspica una “distanza” fra il calcio e la politica, e Pomarici (Lega e grande tifoso giallorosso) dopo “rabbia e dispiacere” per la cena, ha invitato Pallotta “a partecipare al tradizionale concerto di Natale che organizzerò nel mese di dicembre”.



Ieri, secondo quanto il Sindaco ha dichiarato al termine del pranzo, è stata esaminata “tutta la tempistica” del voto in Consiglio comunale “e anche i passi successivi”. Con maggiore prudenza, rispetto alle dichiarazioni rese nei primi tempi, Marino ha espresso “la speranza di arrivare entro i primi sei mesi del 2015 a porre la prima pietra per la costruzione dello stadio". 



Tecnicamente, lunedì si riunirà la conferenza dei capigruppo per calendarizzare la delibera. E, non a caso, al pranzo di ieri, era presente anche il presidente del Consiglio comunale, Mirko Coratti. 



Dice ancora Marino: “Ho chiesto se fosse possibile invertire l'ordine del giorno dei lavori” e discutere subito dello Stadio e poi delle Unioni civili, perché “avere avviare i lavori per lo stadio significa dare possibilità di lavoro a 3mila persone”. 
Non ci saranno barricate da parte di Imma Battaglia - storica esponente del mondo Lgbt e consigliera comunale - che, a stretto giro, ha risposto positivamente alla richiesta del Primo cittadino. 



E Coratti, di rimando: “Lunedì ci sarà la Capigruppo in cui organizzeremo i lavori che vedranno una parte dedicata alla manovra urbanistica con all'interno la delibera legata allo stadio, per poi passare all’assestamento di Bilancio”. 
A occhio e croce, quindi, entro fine novembre si chiuderà definitivamente questa fase cui seguirà prima la redazione e il deposito dei progetti definitivi da parte della Holding Parnasi e poi partirà il count down dei sei mesi concessi alla Regione per chiudere anche la Conferenza di Servizi decisoria.




Al termine del pranzo, Pallotta, dopo aver ribadito che lo stadio è “uno step” per “riportare la Roma dove merita di stare” ha chiarito la questione “match al Colosseo”: “il mio sogno - ha detto - non è necessariamente vedere un incontro nel Colosseo. Ma penso sia un'opportunità far svolgere partite tra le squadre top europee in posti come il Circo Massimo allestito per quello scopo. Nel Colosseo magari si possono fare eventi più piccoli da trasmettere in tutto il mondo i cui proventi potrebbero andare ad una fondazione per restaurare le antichità di Roma”. 

Ormai è tradizione: dopo New York, anche a Roma i brindisi fra Marino e Pallotta sono a base di succo di mirtillo
(Foto Claudio Valletti, per gentile concessione del Campidoglio)


Proposta che ha incontrato il favore del coordinatore della maggioranza in Campidoglio, Fabrizio Panecaldo: “Lo spirito di Pallotta è sicuramente positivo, anche se è evidente che la proposta deve essere valutata approfonditamente dal Ministero. Perché immaginare di usare il Circo Massimo, come avvenuto negli ultimi anni per eventi culturali, musicali e politici, come un potenziale, ricchissimo salvadanaio da spendere per la stessa tutela del nostro immenso patrimonio non è affatto un delitto”. 

sabato 8 novembre 2014

STADIO, PAGA LO SPONSOR?

Un partner per lo stadio della Roma. Il presidente giallorosso, James Pallotta, sarebbe in procinto di chiudere, entro Natale, un sostanzioso contratto pluriennale di sponsorizzazione. Gli americani si sono affidati alla società di consulenza Caa Sports per scandagliare il mercato internazionale e l’obiettivo sarebbe quello di accorpare il logo sulle maglie di gioco insieme al “nome” del futuro nuovo Stadio di Tor di Valle. 



La cifra che entrerebbe sarebbe di tutto rispetto: basti pensare al Bayern Monaco che incassa 80 milioni in 10 anni per l’Allianz Arena, lo Juventus Stadium /malo sponsor non è ancora stato trovato) che porta 75 milioni in 12 anni per i "naming rights" ceduti alla Sportfive o il faraonico nuovo nome del Bernabeu (500 milioni in 25 anni per il Real Madrid). 
Non è detto che l’operazione, poi, alla fine, riesca ma, dovesse Pallotta portare a casa il risultato, questo coprirebbe una fetta molto consistente dei costi che la Roma sosterrà per pagare il "suo" Stadio. 
Qual è la cifra alla quale, nel caso di uno "sponsor unico" per maglia e stadio, la società potrebbe ragionevolmente puntare? 



Stando a quanto riportato nel progetto dello Stadio, la Roma potrebbe avere l’obiettivo di portare in cassa 10-15 milioni di euro l’anno. 
Lo Stadio costerà, da progetto, 254 milioni, la “nuova” Trigoria, 12 e gli spazi Commerciali 75 milioni di euro: totale 341 milioni di opere private. Cifra che verrà coperta con un mutuo ventennale, al 6% annuo di interesse, una rata da 32 milioni l’anno e una ‘maxirata’ finale del 20% da rimborsare al termine dei 20 anni. 
Per contro, le previsioni di “ricavi” sono stimate in “circa 62 milioni di euro” l’anno. 
Di questi, il 45% (poco meno di 28 milioni l’anno) proverrebbe dalla vendita dei biglietti, “non direttamene spettanti alla As Roma, relativi agli eventi sportivi e agli altri eventi”; il 40%, pari a 24 milioni e 800mila euro l’anno, da pubblicità e sponsorship; il 15% (poco più di 9 milioni l’anno) da altri ricavi (ristorazione, merchandising). 
Ecco, quindi, che la cifra di 10-15 milioni che la Roma ipotizza di incassare ogni anno dalle sponsorizzazioni provenga da questo accordo appare piuttosto verosimile. 


E oggi, dopo la cena con Renzi, il presidente  andrà dal sindaco Marino intorno all’ora di pranzo, accompagnato dal fido Mark Pannes, braccio operativo proprio di tutto il dossier Tor di Valle. 
Appuntamento intorno a mezzogiorno. 
Pallotta, facendo il punto sullo stato dei lavori, dovrà avere molta pazienza nell’ascoltare le spiegazioni di Marino che dovrà chiarire come mai, a distanza di oltre due mesi dall’approvazione in Giunta della Delibera, il Consiglio ancora non ha neanche calendarizzato la discussione sullo Stadio. Il sindaco dovrà anche spiegare al patron giallorosso come mai una parte consistente della sua maggioranza (Sel) ha fatto sapere che “sullo stadio della Roma faremo una grande battaglia: per noi non è un'opera pubblica”. Parola di Gemma Azuni.