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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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martedì 28 luglio 2020

STOP ALLA METRO UN GIORNO SU SEI



Giornata di passione infernale per le metropolitane capitoline: prima, intorno alle nove di mattina, si blocca la stazione Termini della B con forti rallentamenti dell’intera linea, poi si replica, intorno alle tre del pomeriggio, ma sulla C.
Nel giorno in cui la Raggi annuncia la conclusione dei carotaggi per la stazione Venezia, Atac regala ai romani una delle sue migliori performance sulle sotterranee. 
Partiamo dalla linea B: alle 9.24 Atac twitta su Termini: “causa guasto tecnico circolazione rallentata sull’intera linea”. Rallentamenti che proseguono fino a quasi le 11 di mattina quando finalmente l’Azienda annuncia il ripristino della regolare circolazione.  
Stessa criptica causa: il guasto tecnico - a richiesta Atac non ha saputo né voluto specificare di quale guasto si è trattato - si ripresenta intorno alle tre del pomeriggio sulla linea C. Stavolta però niente “semplici” rallentamenti. La terza linea metro di Roma si ferma del tutto in entrambi i sensi di marcia. Lo stop totale dura tre quarti d’ora. Verso le 15.45 Atac cinguetta la riattivazione del servizio nelle tratte fra San Giovanni e Mirti e fra Giardinetti e Pantano. Ma, per ancora un’altra ora e mezza, servono le famigerate navette sostitutive per la tratta centrale fra Giardinetti e San Giovanni. Solo alle sei del pomeriggio la circolazione è ripresa sull’intera linea anche se, ancora per un po’, si sono registrati ritardi e disagi per gli utenti.
Utilizzando l’account ufficiale dell’azienda, @infoatac, viene fuori un quadro desolante: almeno una volta a settimana si verifica qualche problema sulle linee metro.
Limitando l’analisi alla sola linea A, da inizio anno si sono registrare ben 32 chiusure di stazioni - una ogni sei giorni e spicci - e, fra quelle totali e quelle parziali, ben 14 sospensioni della linea. Ovviamente, in molti casi si tratta di chiusure e sospensioni che durano solo alcuni minuti che, però, specie nell’ora di punta, possono rappresentare un enorme problema per l’utenza: non solo lì per lì i convogli non passano o saltano una fermata ma quando il servizio torna regolare si sono accumulate code infinite. 
La dizione “guasto tecnico” tanto cara ad Atac che non fornisce mai spiegazioni esaurienti alla faccia della trasparenza, è stata utilizzata quattro volte per chiusura totale della linea, cinque per la chiusura solo di alcune tratte (Battistini-Ottaviano, Battistini-Termini, Anagnina-Cinecittà) e ben 10 volte per giustificare la chiusura di una stazione.
C’è la top ten delle stazioni chiuse: vince la medaglia di peggior stazione della linea A la fermata Furio Camillo che ha subito sette chiusure nel 2020 (9 nel 2019 e 18 nel 2017). Argento per Re Di Roma che in questo anno è rimasta chiusa sei volte. Terza sul podio, Repubblica che, dopo la lunghissima chiusura dovuta alle scale mobili rotte, in quest’anno è già stata chiusa 5 volte. Ultima testimonianza della solerte trasparenza di Atac: venti volte l’azienda ha chiuso stazioni metro nel 2020 con la generica motivazione di “guasto agli impianti di stazione”. 


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