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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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mercoledì 8 luglio 2020

STADIO, C'È L'OK MA SLITTA LA VOTAZIONE SUL PROGETTO


Gli atti incassano l’ok ma il vero via libera all’inizio dell’iter per la votazione sul progetto Stadio della Roma slitta ancora di qualche giorno. 
Presumibilmente lunedì potrebbe arrivare il closing politico finale da parte dei consiglieri 5Stelle che ieri sera, per oltre 3 ore, si sono riuniti in streaming insieme al sindaco, Virginia Raggi, ad alcuni assessori e ai funzionari capitolini che hanno lavorato al dossier. Unico assente, il presidente del Consiglio comunale, Marcello De Vito, non invitato all’incontro al quale ha partecipato un po’ a sorpresa, il presidente del IX Municipio, il grillino Dario D’Innocenti. 
La due diligence, richiesta dalla Raggi all’indomani dei primi arresti, certifica la correttezza dell’operato degli uffici tecnici nell’intero dossier dal 2010 ad oggi. Che gli atti fossero corretti in realtà era una notizia già uscita più volte nei mesi scorsi ma che sia certificata ufficialmente è un passo avanti. Gli uffici tecnici hanno poi a lungo spiegato ai consiglieri tutti i dettagli come ad esempio ricalcolo delle aree e dei valori legati agli espropri e agli oneri che i privati dovranno pagare. 
A seguire, le domande dei Consiglieri sulle procedure e sui tempi. Presto per fare previsioni sui tempi del voto: fino a lunedì i Consiglieri ne discuteranno. Da lunedì il quadro sarà più chiaro. 

STADIO DELLA ROMA, OK AGLI ATTI MA SLITTA ANCORA IL VIA LIBERA POLITICO AL VOTO

La due diligence è ok ma il via libera politico a portare in Aula il progetto Stadio della Roma ieri sera non è arrivato. E ci vorranno, ancora, alcuni giorni prima che politicamente l’Amministrazione Raggi chiuda il cerchio. 


La riunione fiume sul progetto Stadio della Roma è iniziata con 50 minuti di ritardo rispetto alle 18.30, orario inizialmente previsto, e si è protratta fino alle 22.30.
Tre ore abbondanti dunque che sono servite ai funzionari comunali per spiegare, dettagliare, illustrare ai Consiglieri comunali tutti i risvolti tecnici delle carte: i calcoli sugli espropri, quelli sui costi degli oneri concessori da riscuotere dal privato. E poi, appunto, gli aspetti procedimentali che, oramai, si possono considerare al sicuro da qualunque possibile ipotesi corruttiva. 

All’incontro erano presenti il sindaco, Virginia Raggi, gli assessori all’Urbanistica, Luca Montuori; alla Mobilità, Pietro Calabrese e ai Lavori pubblici, Linda Meleo.
Poi, i funzionari che hanno lavorato al dossier: Roberto Botta, vicedirettore generale del Comune e Gabriella Acerbi, segretariato Generale; i direttori dei Dipartimenti Urbanistica, Cinzia Esposito; Mobilità, Carolina Cirillo; Lavori pubblici, Fabio Pacciani; e per l’avvocatura capitolina Nicola Sabato. 

Fra gli eletti 5stelle, erano 26 i presenti (non proprio tutti per tutto il tempo): Alessandra Agnello, Roberto Allegretti, Francesco Ardu, Annalisa Bernabei, Maria Agnese Catini, Carlo Maria Chiossi, Andrea Coia, Roberto Di Palma, Daniele Diaco, Angelo Diario, Simona Donati, Paolo Ferrara, Simona Ficcardi, Eleonora Guadagno, Gemma Guerrini, Donatella Iorio, Giuliano Pacetti, Cristiana Paciocco, Carola Penna, Sara Seccia, Massimo Simonelli, Costanza Spampinato, Enrico Stefàno, Angelo Sturni, Marco Terranova e Maria Teresa Zotta. 

Un solo assente, il presidente del Consiglio comunale, Marcello De Vito, non invitato all’incontro al quale, invece, ha partecipato anche il presidente del IX Municipio, Dario D’Innocenti (anche lui M5S). 
Il IX è l’unico Municipio dei due interessati dal progetto - l’altro è l’XI - la cui Giunta è ancora in carica: nell’altro le frizioni interne ai 5Stelle hanno portato alle dimissioni del presidente Mario Torelli e al conseguente commissariamento. 

Ora, appunto, dopo il profluvio di informazioni che sono piovute sopra i consiglieri 5Stelle, servirà qualche giorno per radunare le idee e, finalmente, dare il via libera all’iter del voto.
Il che significherà prima l’adozione in Giunta, poi i passaggi per i pareri obbligatori ma non vincolanti nelle Commissioni consiliari (Urbanistica, Lavori pubblici, Mobilità, Ambiente e Commercio) e nel IX Municipio. Quindi, dopo un ripasso in Giunta, la calendarizzazione per il voto finale. 
La Roma aspetta sapendo che indietro non si può tornare - non lo si poteva nel 2016 figuriamoci oggi - ma anche che se la Raggi e i 5Stelle vorranno usare la prima pietra dello Stadio come “arma” elettorale i tempi per il voto sono molto stretti.

ALTRO BUS FLAMBÉ, E SIAMO A 16



Ci risiamo: altro bus flambé. Siamo al sedicesimo da inizio anno, il terzo in una settimana. Stavolta è andata a fuoco, finendo totalmente carbonizzata, una vettura Atac da 18 metri (quelle snodabili) in servizio sulla linea 20 express. Giusto per aggiornare le statistiche è il secondo bus 18 metri che va a fuoco sulla linea 20 express: era già accaduto il 1 giugno sulla Prenestina all’altezza di via Longoni ma il fuoco aveva solamente danneggiato la vettura. Ieri, invece, autista e passeggeri salvi grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco che, però, non hanno potuto evitare che l’autobus si trasformasse in un pezzetto di carbone. 
Il computo del 2020, dunque, riporta un totale di 16 vetture incendiate. Di queste, sette sono di Roma Tpl - il consorzio privato che gestisce 100 linee di periferia con un contratto di servizio scaduto a maggio 2018 e già prorogato 4 volte dai 5Stelle - e nove di Atac. Di questi 16 autobus, 6 risultano solo danneggiati (due già rientrati in servizio) dal fuoco mentre gli altri 10 (metà Roma Tpl e metà Atac) risultano o totalmente distrutti o così pesantemente danneggiati da essere irrecuperabili. Limitandosi a quelli Atac, gli incendi sono avvenuti il 6 marzo nella rimessa Magliana alle 5 di mattina dove è andata distrutta la vettura 3063 in servizio sulla linea 905. Poi l’11 marzo, alle 10 e mezza di mattina, finisce bruciata la vettura 3174 in servizio sulla linea 791 a viale Marconi. Il giorno dopo brucia completamente il segmento posteriore del bus da 18 metri matricola 409 in servizio sulla linea 490 a ponte Tiburtino. L’ultimo carboncino di bus avviene il 13 maggio, dentro la galleria Giovanni XXIII alle 5 e mezza di mattina, alla vettura 7566 in servizio sulla linea 46 tanto che la Galleria venne chiusa per alcune ore per permettere la rimozione della carcassa. Di tutti questi roghi ci sono foto e video. 
Stando alla nota Atac, invece, i bus distrutti nel 2020 sono solo 3: “Con quello di oggi sono tre le vetture distrutte a causa di incendio dall'inizio dell'anno. Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso i casi risultano dimezzati”. In realtà, andando a rivedere le tabelle del 2019, al 5 luglio risultavano distrutti o irrecuperabili 7 autobus, contro i 5 del 2020 e, in percentuale, quindi, non sono dimezzati ma ridotti del 28%. 
Il problema con Atac è la totale assenza di trasparenza: da gennaio non viene più neanche pubblicato il bollettino mensile dei km effettivamente percorsi da bus, metro e ferrovie concesse: l’ultimo è di dicembre 2018. E, nonostante svariate richieste di accesso agli atti, l’Azienda si rifiuta di esibire il computo esatto dei bus flambé. Chiusi nella ridotta del bunker della Cancelleria di via Prenestina, i vertici dell’azienda possono baloccarsi con la semantica e scegliere di inserire o meno un bus nell’elenco dei distrutti dal fuoco sulla base di parametri non verificabili da nessuno: articoli di fede nell’Atac per i bus flambé e i km macinati.  


VIRGINIA CI RIPROVA: NUOVA APP PER SPIATE ANONIME




Ci aveva già provato in piena quarantena lanciando il servizio di segnalazione assembramenti sulla piattaforma comunale “sistema unico di segnalazione” e ora il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ci riprova: sotto col grande fratello e via libera alle delazioni anonime. 
Parte la web app “Roma al Tuo Fianco”, nome accattivante con il quale il Campidoglio mette a disposizione dei cittadini una piattaforma per “segnalare tempestivamente - così recita la nota stampa - e in modo del tutto anonimo, eventuali problematiche riscontrate sul territorio. Si inizia con la possibilità di intervenire su quattro temi: sovraffollamenti, lampioni rotti, abbandono illecito dei rifiuti e attraversamenti pedonali non visibili”.
Una volta c’era il sistema “iosegnalo” (divenuto con opera di restyling il “sistema unico di segnalazione”), altra applicazione che, però, richiedeva di identificarsi e limitava a 5 il numero massimo di segnalazioni giornaliere. 
La rete trabocca di lamentele dei cittadini per segnalazioni più o meno costantemente inevase e, in qualche caso, anche per problemi con i Vigili accusati di “vessare” i cittadini troppo zelanti nel segnalare problemi e disservizi. 
Ora il Campidoglio a 5Stelle ci riprova. “La web app, raggiungibile al link www.romaltuofianco.comune.roma.it e realizzata da Oracle, sarà disponibile in lingua italiana e inglese e potrà essere utilizzata da pc, tablet e smartphone. I dati raccolti con il contributo degli utenti vengono elaborati con un modulo applicativo sviluppato da TIM, integrato con la data platform di Roma Capitale. Alimenteranno delle “mappe di calore” che consentiranno di visualizzare la diffusione dei fenomeni nell’ambito del territorio cittadino”. Nella nota non si fa accenno ai costi e, a domanda, l’Ufficio Stampa chiarisce che si tratta di una sperimentazione gratuita, senza costi per le casse comunali, che è un “sistema più rapido e anonimo di segnalazione che non sostituisce ma si affianca all’altro (il sistema unico di segnalazione) e che sicuramente qui arriveranno molte più segnalazioni perché è un sistema più rapido e comodo”. 
Ma soprattutto, è anonimo. Se per il Comune “l’obiettivo è quello di condividere informazioni utili al miglioramento della vivibilità della Capitale” e per il sindaco Raggi “questa “web app” è stata creata per migliorare la qualità della vita e risolvere i problemi sul territorio e  consentirà di indicare, in modo semplice e anonimo, le problematiche riscontrate così da aiutare l’Amministrazione a intervenire rapidamente lì dove serve”, con la garanzia dell’anonimato sarà interessante vedere quante segnalazioni saranno veritiere e quante solo per spirito di vendetta. Rimane apertissimo il quesito morale se, cioè, sia giusto che chi denuncia lo faccia senza assumersene la responsabilità e se, soprattutto, dopo l’esperienza fallimentare di “iosegnalo”, questo giocattolo da grande fratello (stranamente simile a quanto già sviluppato dagli stessi 5Stelle per reprimere il dissenso interno al partito) sarà davvero efficace.


martedì 7 luglio 2020

STADIO, DIFFERENZE FRA TRASPARENZA E INGERENZA

“S’è svejato” strillava Ricciotto dal balcone. E con il Marchese del Grillo si stanno risvegliando anche tutte quelle associazioni di tutela varia e variegata.
Ovviamente, l’avvicinarsi del redde rationem sullo Stadio della Roma è meglio di un caffè doppio per risvegliare i dormiglioni.
Quegli stessi dormiglioni – sommessamente va rimarcato – che si ingrillano appena si parla di Roma e tacciono silenti e proni quando si parla di qualcosa fuori dal Raccordo Anulare.
Del resto, com’è noto, la tutela ambientale o monumentale vale solo per i tratti urbani delle Consolari. Fuori, chissenefrega, so’ barbari.

Così, ora si risveglia Carteinregola che su San Siro non ha detto mezza sillaba, nulla su Genova (nuovo Ponte), niente su Torino (Continassa), né su Udine o Bergamo e i loro sacrosanti impianti. Nulla sui progetti della Fiorentina. Né su quelli del Napoli.
Ma, per Diana, Roma no. E cavoli, Roma è la civiltà quindi, dopo mesi di sonnacchioso silenzio, si avvicina lo Stadio e torniamo a parlare: https://www.carteinregola.it/index.php/stadio-della-roma-le-associazioni-scrivono-di-nuovo-alla-sindaca-chiedendo-trasparenza-e-informazione/

C’è una postilla che Carteinregola dovrebbe mandare a memoria: esistono luoghi e tempi stabiliti dalla legge per gli elementi pubblici di un progetto. E nel caso Tor di Valle, quelli previsti fino a questo momento sono stati tutti rispettati.

Li ripercorriamo brevemente:
Conferenza di Servizi preliminare preceduta e seguita da una serie di incontri fra l’Amministrazione Capitolina (allora era Marino sindaco e Caudo assessore) e tutte le realtà del territorio, singoli e associazioni.
Conferenza di Servizi decisoria dove le varie associazioni sono state ammesse a partecipare, hanno portato le loro istanze che sono state vagliate e giudicate.
Pubblicazione degli atti per la variante urbanistica, tanto che Carteinregola per prima, sono state presentate osservazioni alla variante (e vedremo quanto pertinenti e quanto confuse e fumose)

Al momento di iniziare, poi, l’iter per il voto tutti gli atti (variante, convenzioni, relazioni) saranno pubblici e a disposizione. Dopo il voto, poi, come da legge, è consentito fare ricorso contro le delibere approvate.

Tutto questo per ribadire che la trasparenza è un conto. L’ingerenza è un altro.
Pretendere di sedersi al tavolo quando la legge non lo prevede è protervia e ingerenza. Non trasparenza.

Presentare un emendamento è sacrosanto. Meno che sia accolto. E ripresentarlo a ogni singulto non lo rende per questo ammissibile.
Trasparenza è sapere – cosa già avvenuta in Conferenza di Servizi decisoria e che, se del caso, avverrà in sede di controdeduzioni alle osservazioni alla Variante urbanistica – perché non viene accettato.
Protervia e ingerenza è pretendere che sia accettato per la semplice ragione di averlo formulato.