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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 19 marzo 2020

CORONAVIRUS; DIPENDENTE DELLA RAGIONERIA POSITIVA


Il Coronavirus entra in Campidoglio. Palazzo Senatorio, nella tarda serata di ieri, ha diffuso una nota in cui si legge che “una dipendente della Ragioneria di Roma Capitale è risultata positiva al Coronavirus Covid-19. Sono state immediatamente disposte la chiusura e la disinfezione degli uffici dove lavora la dipendente e delle stanze contigue, che si trovano in un area separata dal resto della struttura. La dipendente risultata positiva è assente dal lavoro per ragioni di salute dal 6 marzo scorso”.
Lo scorso 11 marzo una richiesta di sanificazione di locali era stata inoltrata dal Dipartimento comunale di Protezione Civile per la quarantena assistita di un altro dipendente.
Quello di ieri sera, però, è il primo caso ufficiale di positività di un dipendente del Comune di Roma accertato all’interno degli uffici di Palazzo Senatorio dove ha sede la Ragioneria Generale. 

CORONAVIRUS; STRISCE BLU GRATIS E ZTL SPENTE



Dopo giorni di richieste, polemiche e annunci, finalmente il Campidoglio decide di sospendere il pagamento delle strisce blu. Da oggi e fino al 3 aprile, quindi, coloro i quali si spostano per motivi di necessità e di lavoro utilizzando la macchina non devono più pagare i parcometri se parcheggiano negli stalli blu. Cancellata anche la ZTL notturna del centro storico, nel Tridente e Trastevere.  
Dopo una lunghissima gestazione, iniziata di fatto lunedì, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha emanato un’ordinanza con la quale viene sospeso il pagamento dei parcometri. Sospeso anche l’obolo per i parcheggi di scambio.
L’attesa per il provvedimento - invocato da più parti già da molti giorni con svariate denunce di multe elevate a raffica in uno stile piuttosto discutibile - è stata decisamente abnorme. Tutto era già pronto lunedì. Poi il primo ripensamento tecnico. Il Segretariato generale del Campidoglio viene assalito dal dubbio: basterà un’ordinanza del Sindaco o serve una memoria di Giunta? Detto così sembra un dubbio da azzeccagarbugli ma in realtà, visto che comporta una variazione degli incassi per il Comune, non è un dubbio peregrino: la memoria di Giunta, pur essendo un atto interno, è utile “autorizzare” il Sindaco nell’assunzione del provvedimento che diviene, così, collegiale. Alla fine, dopo una giornata di riflessioni, si torna alla soluzione semplice: basta l’ordinanza.
E la Raggi ne firma due: la prima è quella per le strisce blu; la seconda per spegnere le ZTL notturne.
In entrambi i testi - dopo il lunghissimo elenco di “visto e considerato” che riepiloga tutti i numerosi decreti varati dal Governo (23 e 25 febbraio; poi 1, 4, 8, 9, 11 e 17 marzo) e le Ordinanze del Presidente della Regione e del Sindaco in materia di traffico - si legge che il sindaco “ritenuto di adottare specifiche misure volte al contenimento della diffusione del contagio e al mantenimento dei servizi essenziali per la cittadinanza” ordina la sospensione della ZTL del Tridente e di quelle notturne del Centro Storico e di Trastevere. 
Con la seconda ordinanza, poi, viene disposta la “sospensione della tariffazione su tutti i posti auto sia dei parcheggi di scambio” sia delle strisce blu.
Uno dei passaggi chiave contenuto nei due testi è quello di poter permettere la “mobilità individuale nei casi permessi con mezzi privati al fine di consentire gli spostamenti ritenuti necessari”: la sospensione del trasporto pubblico alle 21, infatti, ha creato molti problemi a chi fa lavori notturni.  


mercoledì 18 marzo 2020

STADIO; SI SCRIVONO LE DELIBERE

LINK: ACCORDO FINALE DEFINITO. I TECNICI AL LAVORO SUI TESTI DA VOTARE ALLA RIPRESA DEI LAVORI IN CAMPIDOGLIO


I lavori tecnici di confronto fra il Campidoglio e i proponenti del progetto Stadio della Roma sono finiti. Pochi giorni prima dell’inizio della quarantena si è svolta un’ultima seduta plenaria di tutti gli attori interessati al dossier Tor di Valle. L’accordo è stato raggiunto e, da quel momento, gli uffici comunali hanno iniziato a scrivere i testi delle delibere che dovranno essere portate al voto del Consiglio comunale. 
Un lavoro di scrittura che dovrà essere approfondito e attento: i testi delle delibere dovranno essere blindatissimi per resistere alla quantità di ricorsi che sono stati annunciati nei mesi scorsi da tutto il variegato fronte “anti stadio”.

SALE LA VALUTAZIONE DEI CONTRIBUTI DEI PRIVATI
Nell’accordo raggiunto, come già Il Tempo aveva anticipato nei mesi scorsi, è stato effettuato un riconteggio delle cifre dell’intero corpus delle opere che ha portato a un aumento della contribuzione, rispetto alle valutazioni iniziali a carico dei proponenti, legata alla valorizzazione economica delle aree. Rispetto alle previsioni iniziali, i nuovi conteggi potrebbero comportare per i proponenti una contribuzione al Campidoglio maggiore di quella inizialmente stimata e la cifra potrebbe essere non di poco superiore anche ai 20 milioni già annunciati.

IL RUOLO DI VITEK NELLE TRATTATIVE
Un elemento che ha contribuito a velocizzare molto gli accordi è venuto dagli emissari di Radovan Vitek che, di fronte a tutte le varie potenziali difficoltà, non da ultime queste sul valore aumentato della contribuzione, non solo non hanno battuto ciglio ma hanno chiaramente detto ai funzionari del Campidoglio che l’importante era giungere a una conclusione della vicenda che fosse positiva per la città, l’Amministrazione e i tifosi. 
Ora, sfruttando queste settimane di quarantena, i funzionari comunali - dell’Avvocatura, del Segretariato generale e dell’Urbanistica - stanno portando avanti, già da qualche giorno, la stesura delle delibere che dovranno essere poi votate dal Consiglio comunale. 
A ciascun funzionario è stata affidata la scrittura di una singola parte. Tutte le parti, poi, verranno riesaminate e armonizzate dai capi dei dipartimenti comunali. 
Il testo da votare è quello di variante al Piano regolatore unita alla Convenzione urbanistica. Dentro la Convenzione urbanistica, ci saranno inseriti i testi degli accordi fra il Campidoglio e la Regione Lazio sugli interventi per la ferrovia Roma-Lido di Ostia di proprietà regionale, quelli fra il Campidoglio e la Città Metropolitana per la via del Mare/Ostiense di proprietà di Palazzo Valentini e quelli fra i privati e Acea per la sistemazione del depuratore. 

L’ITER DI VOTAZIONE
Quando i testi saranno pronti, verranno prima portati in Giunta e approvati. Poi inizieranno l’esame obbligatorio da parte delle Commissioni competenti - almeno cinque: Urbanistica, Mobilità, Lavori pubblici, Ambiente e Commercio - e del Municipio IX. A Commissioni e Municipio spetterà il compito di esaminare i testi ed esprimere pareri obbligatori ma non vincolanti. Completato questo passaggio (difficile meno di un mese) si andrà al voto vero e proprio in Assemblea Capitolina.

I NODI POLITICI
Se da un punto di vista tecnico Vitek e il suo approccio hanno agevolato la conclusione di una trattativa che si trascina da circa un biennio, rimane aperto il nodo politico. Le trattative per la cessione da Luca Parnasi e Radovan Vitek del pacchetto che include anche Tor di Valle e il progetto Stadio sono ferme a causa dell’emergenza Coronavirus che ha bloccato qualunque attività non essenziale. 
Nonostante la Roma continui a nutrire grande ottimismo, è difficile pensare che Virginia Raggi decida di far iniziare effettivamente l’iter di votazione - Giunta, Commissioni/Municipio e Aula - prima che il passaggio di consegne fra Parnasi e Vitek sia effettivo. 
Non a caso, prima che l’emergenza sanitaria assorbisse le attenzioni dell’Amministrazione, il Sindaco aveva deciso di fissare almeno una seduta di approfondimento fra la Giunta, i funzionari di alto grado e i consiglieri comunali di maggioranza. L’obiettivo era illustrare loro i provvedimenti prima che entrassero formalmente nell’iter di votazione con l’obiettivo di evitare l’accusa di far piovere provvedimenti dall’alto e considerare i consiglieri come dei meri esecutori di ordini e, contemporaneamente, contare i voti.

IL CONTEGGIO DEI VOTI IN AULA
Questa conta si è resa obbligatoria anche per un’altra ragione: i consiglieri comunali che votarono a favore del pubblico interesse (versione Raggi) a giugno 2017 sono chiamati a votare favorevolmente anche alle delibere di variante e convenzione che discendono dal voto del 2017. Solo che di quei 28 voti (Raggi compresa) favorevoli espressi nel 2017 ne sono rimasti effettivi solo 20. In 3 - Marcello De Vito, Paolo Ferrara e Davide Bordoni - sono rimasti invischiati nell’inchiesta penale su Parnasi e quindi dovranno astenersi e uscire dall’Aula. Poi ci sono 5 dimissionari, 4 “politici” - Nello Angelucci, Alisia Mariani, Fabio Tranchina e Valentina Vivarelli - e uno “tecnico” - Pietro Calabrese, diventato assessore alla Mobilità - cui sono subentrati Roberto Allegretti, Francesco Ardu, Carlo Maria Chiossi, Massimiliano Simonelli e Costanza Spampinato. Questi 5 non sono vincolati al voto 2017. Non contano i voti delle due espulse dal gruppo pentastellato, Cristina Grancio e Monica Montella, perché nel 2017 risultavano assenti. 
Ecco, dunque, perché il sindaco Raggi aveva deciso - prima della quarantena - di incontrare i suoi consiglieri e illustrare la complessità dei provvedimenti da votare. E perché Radio Campidoglio parlava anche di un incontro con i consiglieri di opposizione. Magari qualche voto può provenire anche dalle fila avverse.  

I TEMPI
Come l’intera vicenda Stadio ha insegnato è molto aleatorio fare previsioni già solo su Tor di Valle che abbiano un certo grado di attendibilità. Stando agli uffici, difficile pensare a meno di un mese/mese e mezzo per la redazione delle delibere. Questo porta il timing alla seconda metà di aprile per il completamento degli atti da votare. E qui ci si ferma. Troppe le altre variabili a partire dalla pandemia che possono rallentare le operazioni del passaggio Parnasi/Vitek e quelle di ripresa dell’attività politica in Consiglio comunale.
  

CORONAVIRUS; RIECCO ZINGA: "COMBATTO"


Il viso è ancora un po’ congestionato e le borse sotto gli occhi ne testimoniano lo stato di affaticamento ma la notizia è che Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e segretario Dem nonché fra i primi politici ad essere risultato positivo al Coronavirus, è tornato a farsi vedere dopo l’annuncio, il 7 marzo scorso, della positività al virus e contestuale inizio della quarantena. Dieci giorni di assenza e un messaggio in uno stile che ricorda un po’ quello dei passati vecchi leader dell’Unione Sovietica, Breznev, Andropov e Černenko. 
Con un messaggio postato sui social network, Zingaretti spiega: “Sono ancora in isolamento a casa, in assistenza domiciliare. Ho avuto un paio di giorni di febbre alta, ora sto meglio. Ho iniziato la terapia antivirale e combattiamo”. Poi, fa il punto sulla situazione sanitaria della Regione: “Nel Lazio stiamo costruendo il rafforzamento della Rete e siamo pronti ad ogni evenienza. Abbiamo iniziato con l'ampliamento dei posti letto allo Spallanzani poi come sapete il Gemelli-Columbus con una struttura interamente dedicata al Covid. Ne apriranno altre al policlinico Umberto I - all'Eastman - e al policlinico Tor Vergata. In tutti gli ospedali delle province stiamo ampliando la rete per essere pronti ad ogni evenienza”. E sotto, in montaggio, le relative immagini. 
"Stiamo ampliando la rete" ha proseguito il Governatore del Lazio che ha aggiunto: “Lo so che è dura, continuiamo a stare a casa, ma è importante sapere che siamo tutti impegnati per vincere questa sfida”.
Parole di ringraziamento per quanti, medici e infermieri, si stanno prodigando senza sosta per affrontare in prima linea questa emergenza sanitaria: “Volevo dire di nuovo grazie a tutte le operatrici e gli operatori della sanità che stanno dando il massimo in questo momento. Grazie alla squadra della regione”. 
A parte il messaggio sul proprio stato di salute, l’attività social di Zingaretti è stata piuttosto intensa. Su twitter il Presidente del Lazio ha dedicato un cinguettio all’apertura del Covid3 a Casal Palocco - sollevando interrogativi da parte di Fratelli d’Italia circa i costi e la scelta della Regione di utilizzare una piccola struttura privata di proprietà di un gruppo imprenditoriale dell’Emilia Romagna - cui è seguito un secondo tweet di appello ai cittadini del Lazio a rispettare le regola e rimanere a casa. Da ultimo, Zingaretti ha ringraziato la sanità militare e l’Esercito Italiano per aver attivato “nuovi posti letto nell’ospedale militare del Celio” e ha annunciato l’apertura del “Covid5 Hospital all’Eastman Policlinico Umberto I”, vale a dire il vecchio ospedale odontoiatrico che viene riattrezzato per ospitare pazienti colpiti dal Coronavirus.  

CORONAVIRUS; PENDOLARI COME SARDINE SUI TRENI



Le immagini lasciano davvero pochissimo spazio all’immaginazione: persone stipate all’interno dei treni come nella migliore tradizione del pendolarismo italiano. Non ci sono solamente i video e le foto della metropolitana di Milano a girare in queste ultime ore. Ci sono i treni regionali del Lazio a fare da contraltare: il tabellone delle partenze da Roma Termini di ieri pomeriggio riportava 11 corse regionali cancellate su 18. È solo indicativo, ovviamente, ma spiega bene il problema: saltando 6 corse su 10, le altre 4 che rimangono sono sovraffollate. 
Quasi nessuno ha i guanti, non tutti i passeggeri indossano la mascherina e, quando la portano, frequentemente la mettono male con almeno il naso fuori dalla protezione. E questo al netto della effettiva qualità della stessa: sono moltissimi quelli che indossano mascherine adatte forse a fermare la segatura di una falegnameria ma certo non una virus. Il mantenimento della distanza interpersonale di un metro fra un passeggero e l’altro, poi, è un’utopia. E, anche alla Stazione Termini le immagini scattate dai passeggeri sono inequivocabili: troppe persone, troppo vicine e troppo prive di protezioni.
Insomma, la rimodulazione dei servizi di trasporto pubblico decisa dalla Regione Lazio potrebbe trasformarsi rapidamente in un boomerang. Questo vale per i treni regionali, quelli usati dai pendolari. E vale anche per i bus che circolano in città. Sicuramente, a causa della quarantena, c’è un afflusso decisamente inferiore al normale su tutto l’intero sistema del trasporto pubblico locale. Ma è una riduzione, non un azzeramento. E quelli che per ragioni (soprattutto) di lavoro, di necessità o di salute sono costretti a muoversi con i mezzi pubblici finiscono per ritrovarsi comunque in un carnaio vero e proprio dove non esistono distanze di sicurezza e il vicino di mancorrente potrebbe essere una fonte di contagio. 
In questa rimodulazione del trasporto, poi, c’è un ulteriore aspetto da valutare, al momento in secondo piano ma comunque rilevante: per Atac, azienda in concordato fallimentare, significa ritrovarsi con un numero decisamente inferiore alle stime iniziali per gli incassi dei biglietti: pochi romani, pochi pendolari e niente turisti. Un calo di incassi cui bisognerà ancora aggiungere il computo delle variazioni dei pagamenti sui contratti di servizio con il Comune e con la Regione: meno chilometri percorsi sono meno soldi incassati. Tutti aspetti che nelle prossime settimane dovranno essere attentamente valutati.