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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 14 dicembre 2017

EX UCI CINEMA, IL COMUNE DOVRA RISARCIRE SALINI

Per il Tar del Lazio l’Amministrazione comunale, sull’urbanistica, si muove con “superficialità e negligenza”. E il rischio è quello di pagare, coi soldi dei romani, un risarcimento danni che potrebbe arrivare a 4 milioni e 600 mila euro
Questa è la storia - complicatissima come tutte quelle che riguardano l’urbanistica - del “complesso immobiliare ubicato in Roma, tra via Blaserna, Lungotevere di Pietra Papa e via Fermi”, più noto come l’ex UCI Cinema di via Fermi.
In sintesi, per il Tar quando il 24 giugno scorso il Campidoglio decide di verificare la legittimità di un permesso di costruire (già verificato un anno prima), compie un atto illegittimo. E causa un danno alla controparte, la società Zeis del Gruppo Salini che ha chiesto un risarcimento di 4,6 milioni di euro. 
La storia parte nel 1986: il Consorzio agrario interprovinciale di Roma e Frosinone domanda un “condono per regolarizzare” un “cambio di destinazione d’uso dei locali da magazzino a commerciale e la regolarizzazione di un manufatto destinato ad abitazione del custode”. Il Comune accoglie la sanatoria a settembre 1991, un anno dopo la vendita del complesso a una società del gruppo Salini, la Zeis. 








L’antefatto è tutto qui: il dubbio per il Campidoglio è che la sanatoria del 1991 sia stata conseguita con la produzione di documenti non in regola. Ci fu anche un processo contro due funzionari comunali, terminato nel 2003 con una condanna poi con una prescrizione in appello nel 2008.
Nel 2013 la Zeis chiede un permesso di costruire, secondo le norme sul Piano Casa regionale Polverini, con “demolizione e ristrutturazione del complesso immobiliare” per farvi una serie di residenze. Il Comune, nel 2014, concede il permesso richiesto e la primavera successiva iniziavano i lavori. 
Nell’estate 2015 il Comune sospende il permesso di costruire per “approfondimenti” sul condono iniziale del 1991. 
Vengono svolte indagini interne fino a ottobre 2015 quando l’Ufficio Condoni del Comune conclude “le verifiche confermando che la concessione è stata correttamente rilasciata” e, il mese successivo, proroga il permesso per “134 giorni pari al tempo di sospensione dell’efficacia”. 

Arriva la nuova Amministrazione e la partita si riapre. Vengono dedicate alla vicenda due sedute di Commissione Urbanistica, 13 gennaio e 10 febbraio, incentrate sul ricorso al Tar presentato dalla Zeis.

Dall’esame dei verbali, ci sono i consiglieri grillini, sostenuti dagli attivisti 5Stelle, che spingono per approfondire la questione condono: “Abbiamo fatto il possibile, nei limiti del nostro mandato, per aiutare i cittadini a capire perché in un quartiere grande come Marconi stavano perdendo l’unico cinema esistente e i servizi connessi come la Asl”, spiegano Cristina Grancio e la consigliera municipale, Maria Cristina Restivo.
Dall’altro, i funzionari capitolini dell’Ufficio Condoni, dei Permessi di Costruire, i quali sostengono, in sostanza, “che la concessione in sanatoria del 1991 legittima una superficie che già c’è” e che “la volontà dell’Ufficio Condono è chiudere il procedimento”. L’Ufficio condono è lapidario: “se si dovesse annullare una concessione in sanatoria 25 anni dopo il rilascio, a livello giuridico si rischierebbe un risarcimento danni senza precedenti” e, ancora: “le verifiche” dimostrano “che l’atto di annullamento in autotutela presumibilmente risulterebbe carente di motivazioni”. 
Insomma, per i tecnici non si deve procedere: motivazioni insufficienti, troppo tempo trascorso, rischio di risarcimento danni “senza precedenti”.
Il 21 aprile il Tar pone fine a questa surreale vicenda: condanna il Campidoglio a fare un’offerta per risarcire il danno creato, tacciando “di superficialità o, più propriamente, di negligenza” gli atti comunali. 





mercoledì 6 dicembre 2017

STADIO, ECCO I 4 PARERI FINALI

LO STATO
“Ritenuto di poter esprimere definitivamente e in modo univoco e vincolante” lo Stato esprime “parere favorevole con prescrizioni”. Per il Ministero dell’Ambiente, stessa lettera del luglio scorso, bisogna realizzare un servizio di bike sharing e ricariche per veicoli elettrici. Per l’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino centrale “si conferma il parere favorevole” con le stesse prescrizioni espresse a febbraio scorso sul “progetto Marino”: le opere idrauliche hanno la precedenza. 
Più articolato il parere del ministero dei Beni Culturali. Anche qui c’è l’espressione di un parere positivo ma le prescrizioni sono più rilevanti: non si devono toccare le altezze degli argini del Tevere vicino lo Stadio e va ridotto l’impatto dei due pontili. Sulle Tribune di Tor di Valle c’è una lunga pagina di lacrime che si conclude con la prescrizione di “ricollocare la struttura ricostruita non lontana dalla sua originaria posizione”. infine, ci sono le indicazioni per predisporre la campagna di scavi archeologici preventivi. 
Per le infrastrutture, due elementi da segnalare. Il primo, le forti critiche sulla questione Ponte di Traiano-Ponte dei Congressi espresse a novembre “non erano relative a un vincolo derivante da una disposizione normativa o da un atto amministrativo generale ma erano correlate alla miglior tutela dell’interesse pubblico”. Secondo: il Ministero manterrà le risorse economiche già stanziate sul Contratto Anas da usare per la realizzazione del nuovo svincolo Parco de’ Medici “qualora si dovesse presentare una maggiore esigenza di mobilità nell’area”. 


LA REGIONE LAZIO
Il punto lo tiene la Regione: l’”armatura infrastrutturale è già insufficiente agli attuali flussi di traffico” ma, “allo scopo di evitare atteggiamenti di schizofrenia amministrativa,si prende atto delle  valutazioni” del Comune adottate con la Delibera Raggi”. In sostanza, fate vobis. Se poi sarà il caos, noi ve l’avevamo detto.
Il parere unico, quindi, alla fine, è favorevole anche dalla Regione. Le prescrizioni emesse sono tante ed estremamente tecniche e puntuali: si va da quelle legate alla sicurezza idrogeologica dell’area, la più importante delle quali recita “ad avvenuta realizzazione delle opere di messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, dovrà essere inviato il certificato di collaudo in modo che la Regione Lazio possa trasmettere all’Autorità di Bacino la richiesta di ridefinizione del perimetro delle zone”. Insomma, l’iter che la Roma dovrà seguire per poter tecnicamente tirar su un mattone a Tor di Valle sarà: prima la messa in sicurezza idraulica (la fase 1 del progetto sul Fosso del Vallerano, l’idrovora di Tor di Valle e le “vasche di laminazione” delle acque piovane), poi collaudo delle opere, quindi domanda alla Regione per far cambiare la classificazione delle aree. Solo allora si potrà tirar su qualcosa. Altre prescrizioni sono sulle rampe di accesso ai parcheggi della zona commerciale, mentre l’Ente Roma Natura - che in passato aveva espresso negatività su alcune parti del progetto - questa volta esprime un parere positivo riguardo gli interventi idraulici previsti sul Fosso dell’Acqua Acetosa chiedendo, però che i proponenti stipulino una polizza fidejussoria a garanzia dell’esattezza dei lavori. 


LA CITTÀ METROPOLITANA
Detto del clamoroso cambiamento dell’ultimo secondo nel parere della Città Metropolitana per quanto riguarda il problema del “secondo accesso” all’area dello Stadio, resta da esaminare gli aspetti principali del parere iniziale, almeno quelli non modificati dall’ultimo atto protocollato ieri. 
Anche qui il parere è di “assenso con prescrizioni e condizioni essenziali per la sussistenza dell’assenso”. 
La prima cosa è la necessità, “condizione essenziale e imprescindibile”, di una “definizione del potenziamento del trasporto pubblico su gomma e ferro - con specifico riferimento alla ferrovia Roma-Lido - con sviluppo di soluzioni progettuali specifiche, atte a garantire i flussi e la relativa ripartizione modale richiesta dalla delibera” Raggi sul pubblico interesse e cioè che metà degli spettatori, 27.500 persone, possano usare il trasporto pubblico per recarsi allo Stadio. 
Tanto la ex Provincia di Roma ritiene fondamentale questo punto, da aver aggiunto un passaggio ulteriore: “ove non sia assicurata in sede di determinazione conclusiva della Conferenza tale condizione essenziale, il parere sarà da intendersi di motivato dissenso per carenza di sistematicità rispetto ai flussi veicolari”.
Uno degli elementi che la ex Provincia aveva richiesto come prescrizione era una sorta di separazione fra i flussi pedonali di chi andrà al centro commerciale vicino lo Stadio con chi andrà alla partita. Per questo, la soluzione concordata è quella cosiddetta “morbida” cioè con segnaletica orizzontale e vertiale, cartellonistica e pavimentazioni differenzi, evitando pericolose sovrapposizioni nei momenti di deflusso intensivo.


IL CAMPIDOGLIO
A parte la figuraccia del tweet del sindaco, Virginia Raggi, che, a Conferenza ancora in corso, prima “cinguetta” con tanto di foto l'annuncio del via libera e poi corre a cancellare lo stesso in quanto prematuro, il parere di Roma Capitale è un meraviglioso capolavoro di equilibrismi tecnici.
Il primo punto da evidenziare è quello della condizione espressa dal Dipartimento Urbanistica e che già fornisce indicazioni sul cronoprogramma degli interventi. Prima di tutto dovrà essere ottenuta la “deperimetrazione” delle aree ritenute a rischio dal Piano di Assetto Idraulico dell’area. Quindi, prima di tutto i proponenti dovranno realizzare le opere di messa in sicurezza del Vallerano e di mitigazione dell’area di Tor di Valle. Secondo punto: dovrà essere inserita nella Convenzione urbanistica la possibilità che (almeno) due parcheggi pubblici “siano gestiti direttamente dalla società proprietaria dello Stadio, riversando integralmente i relativi introiti” al comune. 
Il Dipartimento Trasporti, invece, ha fatto propria una relazione di Roma Servizi per la Mobilità che avalla gli studi sul traffico presentati dai proponenti. Stesso software di analisi, stessi dati di partenza (matrici), stessi scenari di simulazione per entrambi e, clamorosamente, i risultati sono uguali. Manca qualunque altra simulazione che tenga conto di partite in orari diversi da quello infrasettimanale serale, come ad esempio il Roma-Torino di Coppa Italia che è in programma alle 17.30. Parere unico positivo ma certo non poteva essere diversamente.
Ok da parte della Sovraintendenza capitolina al progetto di rifare la porzione di tribune del vecchio Ippodromo.

STADIO, SÌ


Ore 19.35: il progetto è approvato. Lo Stadio della Roma di Tor di Valle esce dal percorso a ostacoli delle carte bollate e dei giochini politici e entra finalmente nella sua fase realizzativa. La montagna è stata valicata: ora restano ancora incombenze burocratiche ma si tratta di adempimenti che al massimo possono solo far ritardare la realizzazione dell’opera ma non più porla in discussione. 
Mentre le vedove delle rane, degli onirici rischi idrogeologici e degli ecomostri sparano le ultime cartucce a salve, il popolo giallorosso può festeggiare: da adesso in poi sarà solo una questione di tempo. Poi, anche la Roma giocherà nel proprio Stadio. 

IL NODO URBANISTICO
Ci sono due passaggi burocratici fondamentali che rimangono da compiere. Sono atti formali ma obbligatori: l’adozione in Campidoglio della Variante e della Convenzione urbanistica. La Variante sarà il verbale finale della Conferenza dei Servizi che, una volta redatto, verrà prima portato in Giunta regionale per l’adozione e, subito dopo, trasmesso al sindaco, Virginia Raggi, affinché lo presenti in Assemblea Capitolina alla prima seduta utile. Per la Convenzione urbanistica - il “contratto” che regolerà tutti i rapporti fra i proponenti privati e il Campidoglio, compresa la calendarizzazione degli interventi - l’ultimo orientamento trapelato è che la Conferenza dei Servizi si limiti a indicare i paletti. Poi sarà il Dipartimento Urbanistica del Comune a scrivere il testo che, dopo l’adozione in Consiglio comunale, dovrà essere firmato. Se in Aula Giulio Cesare inizierà la discussione sul bilancio previsionale 2017 - più o meno a metà mese - Variante e Convenzione urbanistica passeranno dopo Capodanno. 


TEMPISTICHE
Dando per buono il via libera a Variante e Convenzione per metà gennaio, i proponenti avranno una serie di attività preliminari obbligatorie da compiere: l’avvio della campagna di scavi di archeologia preventiva e la bonifica dei terreni da ordigni bellici, amianto, rifiuti e residui di edificato. Scavi e bonifiche e demolizioni potranno iniziare già da subito. Intanto, i progettisti di Pallotta e Parnasi dovranno mettere mano ai progetti esecutivi delle opere di interesse pubblico che dovranno andare a gara europea. La tempistica stimata per il completamento delle tavole esecutive è non inferiore a tre mesi. Poi, certificazione europea dei progetti esecutivi, bandi di gara, assegnazione degli appalti: difficile impiegare meno di un paio di mesi per completare tutto. 
Al netto di improbabili clamorosi ritrovamenti archeologici o ricorsi vari, quindi, è presumibile vedere ruspe e gru in azione non prima dell’estate prossima. 

L'ULTIMO BALLETTO DELLA CITTÀ METROPOLITANA
Fino all’ultimo si sono consumati i balletti politici su Tor di Valle. 
L’ultima sorpresa è la Città Metropolitana che con un colpo di reni, in zona Cesarini, protocolla un nuovo parere cambiando quello di una settimana fa. 
Proprio la Città Metropolitana - guidata dai 5Stelle - era stata la più dura nel richiedere un “secondo accesso” all’area Stadio, ovvero il Ponte di Traiano. 
“È condizione essenziale imprescindibile per la sussistenza del parere favorevole - si leggeva nel testo depositato il 24 novembre - la necessità di realizzare un secondo accesso carrabile all’area dello Stadio, oltre a quello previsto da Via del Mare/Ostiense, al fine di garantire adeguati livelli di circolazione, anche in vista della necessità di ridurre le potenziali criticità connesse alla gestione di eventuali scenari di emergenza”. Questo scrivevano i tecnici della Città Metropolitana, Giampiero Orsini e Massimo Piacenza. 
Un parere, questo della Città Metrpolitana che, proprio in quanto formulato da un’Amministrazione a guida 5Stelle, metteva al riparo lo Stato dalle polemiche sull’intervento per il Ponte di Traiano
Ieri, invece, arriva un nuovo parere, con le stesse firme: “la condizione essenziale vincolante” del secondo accesso “si ritiene assicurata mediante” una serie di sei prescrizioni aggiuntive. No, niente secondo accesso: basta usare la pista ciclabile. Non è uno scherzo: le prescrizioni per evitare la necessità del secondo accesso sono la modifica di uno svincolo, già prevista, ma che “sarà finalizzata anche alle fluidificazioni delle correnti di traffico”, poi bisognerà realizzare “6 spartitraffico completi di sistemi di chiusura” da mettere sulla nuova via del Mare. Terzo: prolungare la quarta corsia della via del Mare anche dopo il Raccordo, per 200 metri in direzione Ostia e 550 in direzione Roma. Poi, l’apoteosi: “per la gestione di eventuali scenari emergenziali” “dovrà essere garantita la possibilità di utilizzo del tratto di pista ciclabile” che collega alcuni parcheggi, più quella “esistente sull’argine del fiume Tevere” fra lo Stadio e via dell’Equitazione allargandola dagli attuali 3 metri e mezzo a 4 metri e mezzo ma con la sostanziale aggiunta “di idonee protezioni laterali”. 

LA RAGGI ESULTA
"Roma avrà davvero uno stadio fatto bene. Moderno, innovativo ed eco-sostenibile. Abbiamo rivoluzionato e migliorato il progetto dello stadio a Tor di Valle. La conferenza dei servizi ha riconosciuto l'ottimo lavoro fatto". Cosi in una nota, il sindaco Virginia Raggi. "È stato un lavoro complesso e impegnativo e per questo ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo percorso". "Siamo soddisfatti di questo risultato raggiunto grazie al lavoro determinante di tutti gli assessorati coinvolti e, in particolare, ci tengo a sottolineare l'impegno degli uffici in prima linea per garantire un attento studio rispetto a un progetto che punti a fornire al quadrante un miglioramento reale per tutti i cittadini", ha aggiunto l'assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, Luca Montuori

LA GIOIA DELLA ROMA
"Ci tengo a ringraziare le Istituzioni e le autorità competenti, che hanno lavorato con dedizione e trasparenza per completare il lungo e complesso iter amministrativo che ha dato il via libera al nostro progetto", ha dichiarato il presidenti giallorosso, James Pallotta. Per il dg della Roma, Mauro Baldissoni, si tratta di "un altro passo verso la storia. Al di là di alcuni passaggi amministrativi chi mancano - ha spiegato - ora abbiamo un progetto approvato, pronto alla prima posa, che dovrebbe avvenire tra aprile e maggio, per uno stadio che dovrebbe essere pronto per l'agosto del 2020".



martedì 5 dicembre 2017

STADIO, OGGI ULTIMI NODI PRIMA DEL Sì


Mille e 350 giorni: tanti ne sono passati dal 26 marzo 2014. Quel giorno l’allora sindaco, Ignazio Marino, presentò, insieme al presidente giallorosso, James Pallotta, il progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle. Tre anni, 8 mesi e 15 giorni dopo quel giorno, salvo sorprese dell’ultimo momento, il progetto definitivo sarà approvato oggi pomeriggio. E da ora in poi indietro non si potrà più andare. 
Inizia oggi il nuovo percorso: una parte amministrativo e burocratico, una parte tecnico. C’è da scrivere il testo della Convezione Urbanistica, il contratto che regola i rapporti fra pubblico e privato e che conterrà l’esatta calendarizzazione delle costruzioni. Oggi si capirà se il testo sarà scritto in Conferenza dei Servizi oppure se verranno solo fissati i vari paletti e il contratto vero e proprio sarà redatto dall’Assessorato all’Urbanistica comunale. Quale che sia la soluzione, il testo dovrà in ogni modo essere ratificato dal voto del Consiglio comunale.  
Inizia anche il percorso per completare la variante urbanistica: la Conferenza dei Servizi dovrà predisporre un verbale finale in cui saranno riportate tutte le prescrizioni e condizioni che dovranno essere recepite nei progetti esecutivi. Una volta scritto il verbale, questo sarà adottato dalla Giunta regionale. A quel punto, tutti questi documenti verranno trasmessi in Campidoglio, al sindaco, Virginia Raggi, che, per legge, dovrà presentarla all’adozione dell’Assemblea capitolina, nella “prima seduta utile”.
E qui si gioca tutto sui tempi: se l’Aula Giulio Cesare inizierà l’esame del bilancio di previsione, la variante urbanistica dovrà attendere in coda. Quindi, visto che si prevede che il bilancio entri in discussione verso metà mese, i tempi sono davvero stretti. In caso di attesa, comunque, si tratterebbe di aspettare una data subito dopo Capodanno. 
Compiuti i due passaggi del voto dell’Aula consiliare sulla variante e sulla convenzione urbanistica, i proponenti avranno in mano i titoli per proseguire nella stesura dei progetti esecutivi di tutte le opere pubbliche che dovranno andare a gara europea. Una procedura che passa per la validazione dei progetti, poi la pubblicazione dei bandi che può richiedere, a seconda della procedura, da un minimo di 20 a un massimo di 77 giorni per la conclusione dell’iter. Al netto di potenziali ricorsi, il tutto richiederà - variante, convenzione urbanistica e bandi di gara - non meno di 4 mesi per essere completato. Quattro mesi cui vanno sommati i tempi di redazione dei progetti esecutivi delle opere, normalmente dai 3 mesi in su. In totale, quindi, difficilmente l’avvio reale dei cantieri - escludendo la bonifica dell’area da amianto e ordigni bellici, più l’abbattimento dei manufatti esistenti - potrà avvenire prima di 7 mesi.
Si chiarisce anche, stavolta per bocca del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, la questione del Ponte di Traiano: “Abbiamo messo 23 miliardi nel contratto di programma con l'Anas, che dal 1 gennaio 2018 vedrà anche l'integrazione con Ferrovie. Non vedo difficoltà a trovare i fondi e non c'è alcun definanziamento del Ponte dei Congressi”.
Infine, da registrare la presa di posizione contro il progetto di Vezio De Lucia, il maestro di Paolo Berdini. Questa volta al centro della polemica, il Ponte, definito erroneamente a “servizio di un insediamento privato” e il disappunto per la caduta dei vincoli sui ruderi dell’ippodromo “costruito per le olimpiadi del 1960”. Peccato che nell’impianto non si è mai corso nulla di quell’edizione dei Giochi olimpici.

lunedì 4 dicembre 2017

ANIMALI FANTASTICI: I CRIMINI DI GRINDELWALD NEI CINEMA IL 16 NOVEMBRE 2018

Il titolo è stato svelato pochi giorni fa e il prossimo 16 novembre lo vedremo al cinema. Parliamo del nuovo film della saga Animali Fantastici, nato dalla feconda penna di Joanne Kathleen Rowling, la creatrice di Harry Potter e del suo fantastico e magico mondo.

SECONDA SCENEGGIATURA PER LA ROWLING
Il prossimo film sarà titolato, in inglese, “Fantastic Beasts: The Crimes of Grindelwald”. In italiano. “Animali fantastici: i crimini di Grindelwald”,  la seconda sceneggiatura scritta direttamente dalla Rowling e la regia è stata affidata ancora una volta a David Yates, regista già di Harry Potter e l’Ordine della Fenice; Harry Potter e il Principe mezzosangue; i due episodi di Harry Potter e i Doni della Morte e, infine, del primo film della serie Animali fantastici e dove trovarli e che, stando a quanto annunciato dalla stessa Rowling dovrebbe dirigere anche i prossimi tre episodi programmati di Fantastic Beasts.

TRAMA (spoiler)
La produzione di Animali fantastici: i crimini di Grindelwad è iniziata la scorsa estate. 
Avevamo lasciato l’oscuro mago Gellert Grindelwald, interpretato da Johnny Depp, arrestato a New York dagli Auror del Magico Congresso degli Stati Uniti (Macusa) grazie all’intervento di Newt Scamander, che ha il volto del premio Oscar Eddie Redmayne.
Da quanto trapela, Grindelwald riuscirà a fuggire rapidamente dal Macusa, riunisce i suoi seguaci con l’obiettivo di rivelare al mondo l’esistenza della comunità magica e consentire ai maghi purosangue di ottenere una posizione di predominio.  
Dai sette volumi di Harry Potter e dalle opere “parallele” - nello specifico dal secondo capitolo “I Ministri della Magia e Azkaban” dei Racconti di Hogwarts “Potere, Politica e poltergeist” - sappiamo che l'ascesa al potere di Grindelwald rappresentò un momento oscuro per il mondo magico, simile a quello di Lord Voldemort. Tanto che Hector Fawley, ministro della Magia dal 1925, venne estromesso nel 1939 per non aver saputo valutare la minaccia rappresentata da Grindelwald per l’intero mondo magico.
Da sinistra a destra:
Jude Law - Albus Silente da giovane; Ezra Miller, - Credence Barebone;
Claudia Kim - Personaggio misterioso di cui non è stato reso noto il nome; Zoë Kravitz - Leta Lestrange;
Callum Turner - Theseus Scamander;
Katherine Waterston - Porpentina "Tina" Goldstein; Eddie Redmayne - Newt Scamander;
Dan Fogler - Jacob Kowalski; Alison Sudol - Queenie Goldstein;
Johnny Depp - Gellert Grindelwald

NUOVI E VECCHI PERSONAGGI
Jude Law nei panni del giovane Albus Silente
con una bacchetta che non è quella
di Sambuco de I Doni della Morte
In questo film rientra in scena uno dei personaggi più amati del mondo di Harry Potter, il preside della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, Albus Silente. Nell’ultimo romanzo della seria di Harry Potter si apprende che Silente, da giovane, ebbe una relazione (anche amorosa) con Grindelwad con cui, per un brevissimo periodo, condivise l’idea di infrangere lo Statuto di Segretezza.
Sarà il volto di Jude Law ad interpretare questo giovane Albus Silente. Dalla foto resa pubblica si vede un Jude Law con il volto incorniciato da una barba corta, un lungo cappotto grigio in velluto a coste e delle scarpe di pregevolissima fattura: insomma, come disse Kingsley Shacklebolt a un esterrefatto Cornelius Caramell: “Non si può negare che Silente abbia stile” (Harry Potter e l’Ordine della Fenice).
Silende chiederà aiuto al suo ex studente Newt. E i due sembrano avere una storia: Silente si batté contro l'espulsione di Newt da Hogwarts anni prima. E nell'ultima edizione del libro di testo Animali fantastici e dove trovarli, una nuova prefazione di Newt dice che Silente era "più che un insegnante di scuola per me”, aggiungendo “Più di questo non posso dire senza la paura di violare lo Statuto di Segretezza o, ancora più importante, le confidenze che Silente, in privato, mi ha rivolto”.
Nella foto di scena Silente detiene una lunga bacchetta ma non è quella di Sambuco che è nelle mani di Grindelwald. Infatti, nell’immagine pubblicata la familiare bacchetta che abbiamo sempre visto nelle mani di Silente è fra le dita di Grindelwald: sempre dall’ultimo Harry Potter sappiamo che Grindelwald da giovanissimo rubò la bacchetta, uno dei tre “Doni della Morte” al fabbricante Gregorovitch.

A sinistra la bacchetta di Sambuco.
A destra, quella originale di Silente
Nel film torneranno i volti della prima pellicola: l’eroe principale Newt Scamander (Eddie Redmayne) e i suoi amici: il no-Mag Jacob Kowalski (Dan Fogler) e le sorelle Tina (Katherine Waterston) e Queenie Goldstein (Alison Sudol). Tornerà anche la presidente del Macusa, Seraphina Picquery (Carmen Ejogo), insieme ad Abernathy, supervisore al Ministero della Magia americano interpretato da Kevin Guthrie. Con Grindelwald in libertà, Newt avrà bisogno di tutto l'aiuto possibile. 
Il film è ambientato nel 1927, pochi mesi dopo la prima avventura di Newt che ha terminato il libro cui stava lavorando nella prima pellicola. Le scene saranno ambientate oltre che a New York anche a Parigi e a Londra. 



CREDENCE RITORNA
Tornerà anche, in un “modo misterioso” anche l’Obscurus del primo film, Credence Barebone, che sì, nel primo film sembra essere ucciso ma di cui si intravede, in una brevissima scena, una sorta di frammento che potrebbe essere sopravvissuto. Dal momento che la maggior parte degli Obscuriali non sopravvive oltre i 10 anni, Credence potrebbe rivelarsi davvero un mago molto potente. Nella nuova foto pubblicata oggi, è seduto piuttosto intimamente con un personaggio senza nome interpretato da Claudia Kim. 

NICOLAS FLAMEL E COGNOMI NOTI
Fra le novità, anche la comparsa di Nicolas Flamel, già protagonista del primo film di Harry Potter, in quanto creatore della Pietra Filosofale. In Animali Fantastici: i crimini di Grindelwald avr il volto di Brontis Jodorowsky. 
Nel nuovo caste, figurano anche altri personaggi: Wolf Roth che interpreterà Spielman; Victoria Yeates come Bunty; Derek Riddell nel ruolo di Torqueter Travers; Poppy Corby-Tuech come Rosier; e Cornell S John come Arnold Guzman. Da notare che Travers e Rosier sono due  cognomi di due Mangiamorte nei libri di Harry Potter. 

LETA LESTRANGE E THESEUS SCAMANDER
Altre due new entry: Leta Lestrange, che abbiamo visto nel primo film in una foto e di cui Newt non ama parlare; e che in questo film sarà fidanzata con il fratello maggiore di Newt, Theseus Scamander, eroe di guerra e capo dell'Ufficio Auror presso il Ministero della Magia britannico.

IL CIRCO MAGICO
Abbiamo visto le partite di Quidditch. Ora, pare che vedremo anche un circo magico, con Ólafur Darri Ólafsson che interpreta Skender, il proprietario, e Claudia Kim come una delle "attrazioni". 

UNA NUOVA MALEDIZIONE
Proprio il personaggio interpretato da Claudia Kim ci farà scoprire una nuova maledizione: la Kim è un "Maledictus" - un portatore di una maledizione di sangue che la trasforma in una bestia. Si tratta di una cosa molto diversa dall’essere un Animagus: dai libri di Harry Potter sappiamo che un Animagus può trasformarsi in un animale per scelta. 

LE ADOLESCENZE DI PERSONAGGI CHIAVE 
All'inizio di quest'anno è stato fatto un casting per cercare giovani attori che si unissero alla famiglia del mondo dei maghi. I ruoli includevano versioni più giovani di Newt Scamander, Leta Lestrange, Albus Silente

, Gellert Grindelwald e un personaggio chiamato “Sebastian". 

A meno che non ci sia una sorta di pozione anti-invecchiamento che non conosciamo, tutto ciò implica fortemente che potremmo ottenere dei flashback sul passato di questi personaggi.