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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 13 settembre 2019

GOVERNANCE CAPITALE: LA RAGGI NON VUOLE IL TUTOR DEL GOVERNO


Soldi e poteri: la partita su Roma è politica e vede nelle ultime ore il sindaco di Roma, Virginia Raggi, puntare i piedi. "Io sto facendo un lavoro molto puntuale sui poteri speciali di Roma Capitale”, dice la Raggi che aggiunge: “Credo che Roma Capitale debba dialogare direttamente con il premier e con i ministri. Quindi, non vedo assolutamente nessun tipo di sottosegretario, a meno che non vogliate considerare e nominare il sindaco della Capitale come sottosegretario. È necessario che la Capitale venga trattata da Capitale come accade in tutte le altre nazioni del Mondo. Non trovo che questa sia una soluzione praticabile”.
Una bella giravolta da chi, in audizione in Regione, rifiutò i poteri. Il problema viaggia su due binari paralleli: il sistema di governo della città, oggi uguale a quelle di qualunque altro Comune italiano ma oggetto di tentativi di riforme da oltre un decennio. E, in seconda battuta, i soldi: Roma sostiene spese per il suo ruolo di Capitale che in altre Nazioni vengono supportate dallo Stato centrale con fondi specifici (e consistenti). Per noi, invece, si deve far fronte con il magro bilancio ordinario. 
E Roma si inserisce anche nella questione Ministri e sottosegretari. La delega è nelle mani di Francesco Boccia, Pd, ministro per gli Affari regionali. E i Dem hanno avanzato la proposta di creare un sottosegretario ad hoc per gestire questa riforma. 
La Raggi, però, di questa ipotesi non vuol sentire parlare. Anche perché il Sindaco può ascrivere a sé un rapporto molto diretto con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Non solo perché nel discorso sulla fiducia, Conte ha rimarcato il ruolo di Roma e la necessità di riformare la governance capitolina (“dovrà essere profondamene riformata, perché sia più aderente al ruolo che la città riveste, anche in quanto sede delle massime istituzioni della Repubblica”). Ma anche perché Conte fu professore a uno degli esami sostenuti dalla Raggi per la laurea in Giurisprudenza. Che, forse, conta poco ma è sempre meglio del rapporto con Boccia. 
Il Sindaco, quindi, rilancia. Già chiesto l’appuntamento al Premier, mentre dal Ministero dell’Economia sembra pronta una maggiore disponibilità a sostenere le richieste economiche della Capitale, visto che ora, al Governo, manca il partner nordista.
Altro passaggio fondamentale: dopo le resistente iniziali dei 5Stelle, ora l’arco delle forze politiche sembra compatto nel voler procedere a una riforma dello status di Roma. “Lo stato di crisi in cui versano le grandi città e, particolarmente, le loro periferie, non necessitano solo di investimenti ma anche di strumenti legislativi e operativi. È giunto il momento di presidiare questa competenza, unitamente a quella di Roma capitale: status giuridico, stato dei decreti attuativi pregressi, risorse, beni e funzioni nazionale e internazionale”, afferma il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (FdI). Gli fa eco Stefano Fassina (Leu): “Su Roma Capitale vi è un fronte trasversale”.


giovedì 12 settembre 2019

BUS TURCHI ALLA SESTA (RI)PRESENTAZIONE


Il registro delle recite a soggetto riporta il numero 6. È la sesta volta che il sindaco di Roma, Virginia Raggi, presenta - meglio: ri-presenta - i nuovi bus, i “giovani turchi”, prodotti, appunto, in Turchia, comprati a caro prezzo direttamente dal Campidoglio (le gare Atac sono andate deserte) sulla piattaforma Consip. Questa volta a essere presentati a Corcolle, sono 8 veicoli che serviranno il quadrante est della periferia cittadina. A presentarli il sindaco Raggi, l'assessora alla Mobilità, Linda Meleo; il presidente Atac, Paolo Simioni; e il presidente del Municipio VI, Roberto Romanella. Questi ultimi 8 fanno parte di una tranche di 30 mezzi arrivati nelle ultime due settimane al deposito di Tor Sapienza. In tutto sono 90 i nuovi autobus arrivati a settembre nelle rimesse Atac: 44 a inizio mese e 46 questa settimana. Una flotta che si aggiunge agli 80 mezzi entrati in servizio ad agosto. Siamo, quindi, più o meno a due terzi della fornitura totale.
E, più o meno a ogni arrivo, segue presentazione di rito. Sei volte con gli stessi bus. Sei volte con tappeti rossi, banda dei vigili urbani, e vetture sottratte al servizio per una passerella politica.
Del resto, questa Amministrazione a 5Stelle passerà alla storia per 227 bus - sufficienti, a mala pena, a riequilibrare il numero di vetture andate perdute fra incendi e rotture e fine vita nell’ultimo triennio - e per tre macchinette mangiaplastica: non esattamente un grande bottino per autocelebrarsi.
Non mancano, ovviamente, le polemiche sulla rete: la presentazione di ieri era a Corcolle e, fra i bus ostentati con i fiocchetti, si notano quelli con le matricole 2427 e 2433 che già da tempo erano in servizio sulla linea 043 (che a Corcolle non transita). E, a maggior supercazzola, la vettura 2427, appena finito l’incenso e le trombette di carta, è rientrata in servizio sulla linea 341, altra linea che a Corcolle non passa neanche per un dirottamento. Mentre sulla linea di Corcolle, la 508, ieri erano in servizio due vetture degli anni di ”Checco e Nina”, la 5488 e la 4492.
Per il sindaco Raggi “Entro ottobre completeremo la fornitura di 227 bus acquistati su piattaforma Consip che potenzieranno le linee di collegamento e connessione con le stazioni metro e ferroviarie. Continuiamo a rinnovare e a rendere più efficiente il servizio di trasporto pubblico. La flotta continua a crescere: in un mese e mezzo abbiamo messo su strada 170 nuovi bus. Senza dimenticare i nuovi acquisti già fatti e gli ordinativi previsti nei prossimi mesi”. 
Stiamo destinando risorse significative al rinnovo e rilancio del servizio di trasporto pubblico, per ringiovanire un parco mezzi che sconta un'età media di 12 anni", ha aggiunto l'assessore Meleo.
E oggi si replica: il teatrino va in scena a Ponte Mammolo per la settima presentazione

mercoledì 11 settembre 2019

METRO C VERSO IL DISASTRO: RIPARTONO LE TALPE SENZA L'OK ALLA VARIANTE VENEZIA


Quarantotto giorni da oggi: poi - grazie all’inerzia e incapacità decisionale dell’Amministrazione Marino e, ancor di più per ragioni temporali, di quella Raggi - serviranno un’ottantina di milioni di euro per avere due talpe nuove e, semmai la revisione progettuale della tratta Venezia-Clodio della Metro C uscirà dal limbo dei buoni propositi per accedere a quello del mondo reale, si dovrà ricominciare a scavare da Clodio andando verso piazza Venezia.
Foto 1 - l'attuale collocazione delle talpe 
Questo è il risultato del perverso gioco tenuto prima dalla Giunta Marino poi da quella Raggi: tante chiacchiere sulla metro e pochi o zero atti concreti. E Roma Metropolitane - la società strumentale del Campidoglio che funge da stazione appaltante e di cui la compagine grillina in Comune ancora non sa cosa fare per il futuro - ha appena spedito al Consorzio Metro C l’ordine di riprendere a scavare, anche senza l’ok del Ministero delle Infrastrutture all’ultima variante di progetto
Questo è il quadro generale. Andando per ordine: la metro C viene costruita per tratte. Attualmente è in lavorazione la tratta 3, quella che va da San Giovanni a Colosseo, tratta fondamentale perché consente il cambio con la linea A e con la B. La tratta 2, originariamente piazza Venezia-piazzale Clodio, è un oggetto misterioso: il tracciato originale prevedeva dopo Venezia, fermate a Chiesa Nuova (Campo de’ Fiori e piazza Navona), poi una stazione a San Pietro, una a Ottaviano con nuova intersezione con la linea A e il capolinea a piazzale Clodio/Mazzini. Dal 2013, però, si parla di possibili alternative al tracciato soprattutto per la parte nell’ansa barocca del Tevere con il problema a Chiesa Nuova dei reperti archeologici di tutta l’area. Nulla di impossibile ma tutto molto costoso. In attesa di avviare, con atti protocollati, questa revisione del progetto, da Marino siamo passati alla Raggi con l’unico cambiamento che la stazione a piazza Venezia è stata spostata dalla tratta 3 alla 2 che, quindi, è diventata San Giovanni-Venezia.
Foto 2 - una delle due Tunnel Boring Machine (TMB), più semplicemente "talpe"
Se non che, il problema sulle talpe è questo: semplificando, il progetto originario prevedeva di fermare lo scavo con le talpe subito prima di piazza Venezia con le due grandi trivelle arrestate in prossimità del palazzo delle Generali. E qui sorge il problema: fermate in questo modo, le talpe vanno smontate.


Si staccano le trivelle vere e proprie che finiscono sepolte sotto decine di metri di terra, buone per gli archeologi del futuro, e si recuperano solo i motori. Per riprendere a scavare, quindi, servono nuove “punte” di questo gigantesco trapano. Il cui costo è più o meno di un’ottantina di milioni. Ma c’è anche di più: oltre il danno economico, la beffa è che, alla ripresa degli scavi, per riposizionare le trivelle nuove, sarà necessario ricominciare da piazzale Clodio, unico posto nel quale si potrà aprire il cratere per reimmettere le due talpe.

Foto 4 - ecco lo "scudo frontale", la vera e propria "punta del trapano" della trivella che costa 40 milioni a punta e che rischia di rimanere sepolta per sempre sotto via dei Fori Imperiali se il Ministero non facesse il miracolo di accelerare  il via libera alla variante di progetto

A inizio luglio di quest’anno, con un colpevole ritardo mai troppo sottolineato, il Campidoglio si sveglia e decide di riprendere il vecchio progetto (mai portato a termine) di Marino e cioè di far fermare le talpe dopo piazza Venezia e non prima. Con questa minima modifica - sono 190 metri di ulteriore trivellazione - si evita di dover smontare le macchine e tombarle perché sarebbero già pronte in direzione Chiesa Nuova indipendentemente da quale sia il tracciato effettivamente scelto. Questo enorme ritardo ha come conseguenza che per avere il via libera definitivo a questa modifica progettuale occorrono una serie di passaggi burocratici (genio civile, Cipe, Ministero) che richiedono, se va bene, un semestre di tempo. Roma Metropolitane, quindi, deve dare esecuzione ai lavori anche in assenza di tutti gli ok per evitare penali, spedisce l’ordine a Metro C di riprendere a scavare. La prima talpa è pronta a rimettersi in moto e a concludere il suo scavo per il 29 ottobre. La seconda partirà a metà ottobre e dovrebbe concludere il lavoro entro il 12 dicembre. Se il Ministero delle Infrastrutture dovesse accelerare i tempi e, entro il 29 ottobre, dare l’ok alla modifica progettuale di luglio, il problema sarà risolto. E sarebbe un miracolo del nuovo ministro, Paola De Micheli (Pd). In alternativa, c’è da attendersi quanto meno un’inchiesta della Corte dei Conti per il danno erariale provocato da questa Amministrazione. 

RIFIUTI; TREGUA FINO A NATALE


Cassonetti maleodoranti e strabordanti di rifiuti ancora ce ne sono così come qualche piromane, tipo il 64enne arrestato ieri dai Carabinieri sorpreso in Circonvallazione Nomentana mentre appiccava il fuoco a due cassonetti.
Dopo il caos drammatico di inizio estate, l’Ordinanza Zingaretti ha rimesso un po’ a posto le cose. Continua a mancare una vera e seria politica sugli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti: il Campidoglio a trazione 5 Stelle prosegue nella vulgata della favola della differenziata che salverà il mondo ma di programmare impianti non se ne parla. E, quindi, si va avanti con le soluzioni tampone. A partire dalla stessa Ordinanza Zingaretti che sarà prorogata fino a fine anno. E, la dead line per ricominciare a tribolare è, probabilmente, fine anno. Fino a quel momento, la situazione dovrebbe stabilizzarsi: a breve è attesa la formalizzazione di due accordi, per un totale di 30mila tonnellate fino al 31 dicembre, con le Regioni Marche e Abruzzo. Rida Ambiente è passata da 350 a 1000 tonnellate visto che ha di nuovo accesso pieno alla discarica di Colleferro. Il termovalorizzatore Acea di San Vittore e gli impianti SAF e Ecologia Viterbo, terminate le manutenzioni, sono di nuovo a pieno regime. Il CdA di Ama, poi, ha ratificato un nuovo contrato con il Gruppo Porcarelli (TMB privato di Rocca Cencia) che prevede 36mila tonnellate da lavorare sempre fino a fine dicembre. Il tritovagliatore mobile di Ostia (quello che i 5Stelle non volevano fino a che non hanno sommerso Roma di rifiuti) è passato da 40 tonnellate giornaliere a 130. Ama, poi, sta lavorando per procurarsi un secondo tritovagliatore mobile, in grado di lavorare fino a 750 tonnellate al giorno.Non a caso, infatti, Ama ha chiesto al Dipartimento Patrimonio del Comune di trovare un’area dove poter collocare questo secondo impianto che, però, poi, necessiterà di nuovi contratti per lo smaltimento della fazione secca e di quella umida.
Capitolo aree di trasbordo. A parte di due siti di trasferenza veri e propri, Ponte Malnome e Rocca Cencia, è iniziata l’attività a Saxa Rubra con due rampe di carico e rimane da capire se e quando verranno aperti gli altri siti temporanei dove i camioncini più piccoli travaseranno i rifiuti nei grossi tir. Infine, a inizio mese Ama ha avviato le “manifestazioni di interesse” per identificare nuovi partner in grado di trattare stai rifiuti tal quale che quelli già lavorati.   

lunedì 9 settembre 2019

DA OGGI METRO B A MEZZO SERVIZIO



Si apre un periodo nuovamente di fuoco per il trasporto pubblico. La metro B, da questa sera, chiuderà prima per consentire una serie di lavori nella fermata Colosseo necessari a creare il corridoio di collegamento con la futura stazione della linea C
Il servizio sulla B sarà riprogrammato in 3 fasi: la prima (9 settembre-7 dicembre) prevede per la tratta Castro-Pretorio/Laurentina l’ultima partenza dai capilinea alle 21.00 e poi bus sostituitivi. Per la Castro Pretorio/Rebibbia e Castro Pretorio/Ionio servizio normale. Inoltre, nei fine settimana del 21 e 22 e 28-29 settembre, 12 e 13; 26 e 27 ottobre, sempre sulla Castro Pretorio/Laurientina, servizio interrotto per gli interi weeekend con le abituali sostituzioni con bus di superficie. Gli orari di servizio restano comunque invariati: dalla domenica al giovedì 5.30-23.30 e venerdì e sabato dalle 5.30 all’una e mezza di notte. Da evidenziare che nei fine settimana di chiusura totale della B, i bus seguiranno percorsi alternativi vista la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali.
La seconda fase scatterà a febbraio 2020 e la terza a giugno 2021. Sul sito dell’Atac (https://www.atac.roma.it/page.asp?r=17034&p=159), nella sezione dedicata alla riprogrammazione per i lavori, è possibile trovare tutti i dettagli e le possibili alternative di percorso.
E dopo il tragico incidente del maggio scorso quando una donna di 33 anni cadde sui binari di Lepanto e, non riuscendo a risalire, rimase uccisa dal treno nel frattempo sopraggiunto, analogo episodio ieri a Termini, fortunatamente con conseguenza molto meno gravi: una donna inglese è rimasta incastrata con la gamba fra treno e banchina causando l’ovvio blocco della circolazione per un’ora circa fra San Giovanni e Ottaviano per consentire le operazioni di salvataggio da parte dei Vigili del Fuoco.
Foto: A. Parboni - 8/9/19, ore 15.45 - vi Flaminia, 999 fronte rimessa Grottarossa
Nel caos ci finisce anche il servizio di superficie di Atac. Dopo la diffusione dei dati sul servizio reso a maggio di quest’anno che segna un -15% abbondante su quanto invece l’Azienda da contratto di servizio avrebbe dovuto erogare e con un aumento di questo mancato servizio medio di oltre 1 milione di km/anno, nel mirino ci finiscono i nuovi bus, i “giovani turchi” provenienti dal caro acquisto fatto sulla piattaforma Consip direttamente dal Campidoglio, unico modo per tenere a galla Atac.
I bus turchi, prodotto dalla Industria Italiana Autobus di proprietà turca e prodotti sul Bosforo, della commessa sono 227. Ne sono arrivati più o meno un centinaio con il sindaco, Virginia Raggi, che li ha già presentati 5 volte per Roma, togliendone, ogni volta, una decina dal servizio per poter fare la passerella del momento. A questi, dalle rilevazioni elettroniche effettuate attraverso il sistema di monitoraggio, ne risulta mancante una media consistente, circa il 5% che, giornalmente, non risulta in servizio
Una possbile spiegazione: come dimostrano le foto scattate ieri pomeriggio a via Flaminia, proprio di fronte la rimessa Atac di Grottarossa, e le denunce di molti autisti Atac, queste vetture si rompono con grande facilità. Già dai primi giorni si sono susseguite spie accese, porte guaste, rotture dei motori. Atac minimizza e in Commissione Trasporti ha parlato di questi eventi usando l’espressione “mortalità infantile”. Resta il fatto che chiunque esca con una nuova vettura da un concessionario si augura di non vedere per molto tempo né carri attrezzi né officine. Ma, forse, questa normale aspettativa non vale per Atac.