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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 10 giugno 2016

ECCO LO STADIO DELLA ROMA/3 - I TEMPI

29 giugno 2016
Nel progetto definitivo, è la data che la Roma identifica come quella entro cui il Comune dovrà (dovrebbe) rendere il proprio parere sull’esame preliminare del dossier per poterlo girare alla Regione Lazio per l’avvio della Conferenza di Servizi decisoria. È anche la stessa data che, per la Roma, segna l’inizio della Conferenza stessa che, quindi, secondo i calcoli (decisamente ottimistici) della Roma, dovrebbe concludersi entro il 26 dicembre 2016. Da quella data, secondo quanto riportato nel progetto definitivo, viene fatto decorrere circa un mese per le procedure necessarie alla firma della Convenzione Urbanistica (il “contratto” che indica esattamente tutti i tempi e gli obblighi dei costruttori e che viene firmato dal privato proponente e dal Comune). Per abbreviare comunque i tempi, la Roma intende anticipare una serie di lavori prima della firma della Convenzione: già a settembre si prevede di iniziare con la bonifica degli eventuali ordigni bellici e con i sondaggi archeologici nelle aree private. Il 25 gennaio, poi, per festeggiare la firma della Convenzione urbanistica grande spettacolo pirotecnico con l’avvio delle demolizioni delle tribune del vecchio Ippodromo per proseguire a febbraio con le stalle e ad aprile con gli edifici minori. 


25 gennaio 2017
Giornata di grazia: firma della Convenzione Urbanistica, avvio delle procedure di esproprio - che dovrebbero concludersi entro 60 giorni, secondo programma giallorosso - inizio della cantierizzazione dello Stadio; inizio delle demolizioni; ultimazione dei documenti per le gare europee “a procedura ristretta d’urgenza elettronica” relativi alle opere pubbliche in modo che i bandi siano pubblicati il 1 febbraio 2017. Da quel momento scatta un serratissimo calendario per questi appalti per arrivare all’aggiudicazione temporanea il 1 giugno, poi un mese che viene lasciato per attendere eventuali ricorsi da parte degli esclusi e, quindi, il 1 luglio 2017 giungere all’aggiudicazione definitiva dei vincitori delle gare. Appalti che riguardano le opere pubbliche, vale a dire li interventi sull’asse via del Mare/via Ostiense e il suo collegamento con la Roma-Fiumicino; lo svincolo sulla Roma-Fiumicino a Parco de’ Medici con il ponte carrabile sul Tevere; il ponte ciclopedonale sul Tevere dalla stazione FS di Magliana allo Stadio; gli interventi sulla metro B e la stazione metro di Tor di Valle con il suo ponte sull’Ostiense; le opere per la messa in sicurezza idraulica del Fosso di Vallerano, più le opere di urbanizzazione standard e quelle in contributo costo di costruzione. 

26 marzo 2017
Lo Stadio vero e proprio inizia a vedere la luce: cominciano i lavori per le fondazioni dell’impianto sportivo che richiederà 677 giorni di lavoro per essere ultimato. A maggio 2017 inizia la costruzione delle strutture, a dicembre partono i lavori di copertura, in mezzo le finiture e gli impianti. Il tutto è previsto che debba essere completato il 30 giugno 2019 per avere l’agibilità a luglio, effettuare i test events per agosto ed essere tecnicamente apribile il 29 agosto 2019. Mentre si lavora sullo Stadio, partono anche i lavori per il Roma Village (dal 1 dicembre 2017 al 1 agosto 2019) e per la Nuova Trigoria (dal 30 maggio 2018 al 5 dicembre 2019). Il 26 marzo, poi, iniziano i lavori anche per il Convivium Shopping Center che termineranno il 5 agosto 2019 e per una parte delle opere private del comparto B1, quello, per intendersi, delle tre torri di Libeskind. Nello specifico si tratta della Torre 1, la più bassa fra le tre, (7 marzo), di tre piazze, identificate con i numeri 1, 2 e 6 e chiamate “corti” nel progetto, e di altri due edifici a destinazione mista (retail box e multitenant). La conclusione di tutte queste opere è prevista per il 22 dicembre 2019.

10 aprile 2017 
È il D-Day di tutte le opere di interesse generale, quelle, per intendersi, sulle quali si basa il pubblico interesse concesso dal Comune al progetto. Sono nove grandi opere: gli interventi sull’asse via del Mare/via Ostiense e il suo collegamento con la Roma-Fiumicino; lo svincolo sulla Roma-Fiumicino a Parco de’ Medici con il ponte carrabile sul Tevere; il ponte ciclopedonale sul Tevere dalla stazione FS di Magliana allo Stadio; gli interventi sulla metro B e la stazione metro di Tor di Valle con il suo ponte sull’Ostiense; le opere per la messa in sicurezza idraulica del Fosso di Vallerano. Il 10 aprile la Roma prevede di iniziare la progettazione esecutiva di tutte e nove gli interventi per concluderla il 7 ottobre. Scalettate le date di fine lavori, tutte nel 2019: 30 maggio per la messa in sicurezza del Fosso di Vallerano; 19 giugno per il ponte ciclopedonale di Magliana FS; 29 giugno per l’asse di collegamento Ostiense/via del Mare; 8 agosto per la riunificazione della via Ostiense/via del Mare; 28 agosto per il ponte carrabile sul Tevere, lo svincolo di Parco de’ Medici sulla Roma-Fiumicino, gli interventi sulla metro B e la nuova stazione di Tor di Valle incluso il ponte.

28 agosto 2019
Si stappa lo champagne: da programma, questa è la data in cui i tifosi possono acquistare il primo biglietto per andare a vedere la Roma nel nuovo Stadio. Manca ancora qualcosina ma, secondo la tempistica del progetto definitivo, lo Stadio, il Roma Village e il Convivium Shopping Center e tutte le opere di interesse pubblico sono pronte, finite e operative. Da delibera del Comune, va ricordato, lo Stadio può aprire al pubblico solo quando tutte le opere infrastrutturali (ponti carrabili e ciclopedonali sia sul Tevere che su via Ostiense, la metro e la nuova stazione di Tor di Valle, gli svincoli sulla Roma-Fiumicino e la sistemazione della via del Mare/via Ostiense, le opere idrauliche sul Fosso di Vallerano) sono ultimate e funzionanti. Per il 28 agosto, saranno tutte ultimate così come le opere realizzate in contributo costo di costruzione (il parco fluviale, gli attracchi dei battelli e la sistemazione di via Luigi Dasti alla Magliana). Saranno pronti i parcheggi a raso e le strade di circolazione interna, le fogne, i servizi e sottoservizi e il verde pubblico. Ancora qualche giorno, invece, per avere la conclusione dei lavori della Nuova Trigoria (5 dicembre) e dei parcheggi multipiano che saranno pronti il 9 settembre.

22 dicembre 2019

Inizia la fase due per la costruzione del resto del comparto B1, quello delle torri di Libeskind. Lo stesso giorno della conclusione dei lavori per la Torre 1, tre piazze e un paio di edifici a destinazione mista, partono le procedure per realizzare altre tre piazza, la 3, la 4 e la 5; l’hotel e le due torri maggiori. Si parte con la Torre 2, quella mediana, con l’inizio dei lavori proprio il 22 dicembre e che sarà pronta, da previsioni, il 30 maggio 2022. A seguire, i cantieri per la torre 3, quella più alta, i cui cantieri prenderanno il via il 21 marzo 2020 per chiudersi il 16 novembre 2022. Poi, sarà la volta dell’hotel: gli operai inizieranno a costruirlo il 19 luglio 2020 per terminarlo a giugno 2022. Infine le tre piazze: la numero 3 impiegherà 408 giorni di lavorazione, dal 7 settembre 2020 al 31 marzo 2022; la 4 necessiterà di 528 giorni con partenza il 6 novembre 2020 e conclusione il 16 novembre 2022 e, infine, l’ultima, la numero 5, i cui lavori cominceranno il 26 dicembre 2020 e termineranno il 26 dicembre 2022. Sarà questa l’ultima pietra da posare: un anno e mezzo, circa, prima delle Olimpiadi 2024, Roma potrebbe avere non solo uno stadio moderno ma anche un grande e innovativo complesso sportivo-ricreativo. 

ECCO LO STADIO DELLA ROMA/2 - I COSTI

La scaletta dei tempi è davvero stretta: Stadio di Tor di Valle pienamente operativo per il 28 agosto 2019. Lo scrive nero su bianco la As Roma nel progetto definitivo consegnato, lo scorso lunedì 30 maggio, in Campidoglio e, in copia conforme, alla Regione Lazio e che Il Tempo svela oggi in anteprima.



Pronti a giocare nel nuovo impianto per la stagione 2019-2020, anche se parte dei cantieri proseguiranno fino al 2022.
Andiamo per ordine.
Il 30 maggio scorso, la Roma ha portato 72 scatoloni in Comune e in Regione. Dentro, il progetto definitivo dello Stadio di Tor di Valle. Cinquantacinque mila pagine, 4795 file, accompagnati da una relazione generale e una serie di allegati.
Nel quinto volume c’è il file su cronoprogramma e costi previsti dalla Roma. 




Prima riga: lo Stadio va completato “al più presto, con l’obiettivo di rendere la struttura disponibile per la stagione calcistica 2019-2020”. Poiché tutte le “opere di interesse generale dovranno essere realizzate contestualmente”, quindi, viene elaborato un “programma che consente di arrivare a questo obiettivo tenendo in conto aspetti di natura procedurale, logistica, costruttiva, modalità di appalto”. 
Per poter arrivare all’obiettivo ambizioso prefissato” di esser pronti per la stagione 2019-2020, occorre “risolvere le maggiori criticità” e cioè “il rispetto dei tempi di convenzionamento dalla consegna del Progetto Definitivo, la certezza dei tempi nella realizzazione delle opere pubbliche e la possibilità di anticipare il più possibile le opere propedeutiche nel rispetto dei vincoli esistenti”. 
Il Tempo svela oggi opera per opera, le date previste dalla Roma per realizzare l’intero complesso.
Per compiere quest’opera quasi ciclopica, la Roma, nelle carte, stima una presenza media di operai pari a 2.100 unità fino al 2019 e di 600 dal 2019 al 2022 con picchi di 3600 operai nella prima fase e di 900 nell’ultima. In totale, sono previsti 140mila viaggi su camion con 4 milioni di tonnellate di materiali in ingresso e un monte ore lavorate pari a 17milioni
Ma quanto costa, secondo i calcoli contenuti nel progetto definitivo, tutto questo?
Il costo totale è previsto in 1 miliardo, 656milioni, 962mila e 616 euro più Iva.



E la prima sorpresa emerge guardando la voce del costo delle opere a compensazione delle cubature aggiuntive riconosciute dal Campidoglio nella delibera di pubblico interesse. Il Comune le ha stimate in 195 milioni di euro più spicci, la Roma ha portato questa cifra a poco più di 223milioni, ben 28 milioni in più. Le “opere a standard”, quelle obbligatorie per legge (fogne, servizi e sottoservizi, strade, parcheggi) si portano via 129 milioni e mezzo, mentre quelle da realizzare con contributo del costo di costruzione (una sorta di tassa che si paga al Comune sotto forma di opere invece che in contanti) impegnano poco meno di 15 milioni. In totale, quindi, tutte le opere pubbliche costano 367 milioni 374 mila euro cui va sommato il costo degli oneri per la sicurezza, le spese tecniche e gli espropri. Il totale generale delle opere pubbliche, quindi, lievita a oltre 445 milioni più Iva.




Le opere private (comparto A: Stadio, Trigoria, Roma Village; comparto B: Convivium; comparto C: le tre torri con le piazze e l’hotel) costano, compresi oneri per la sicurezza e spese tecniche, 1 miliardo e 211 milioni di euro. Fatti i conti, quindi, in termini percentuali il peso delle opere pubbliche è pari al 27% del valore totale dell’investimento. 

ECCO LO STADIO DELLA ROMA/1



Il Tempo inizia oggi la pubblicazione e l’analisi del progetto definitivo per la realizzazione dello Stadio di Tor di Valle. L’analisi de Il Tempo prende le mosse dai tempi, che è la domanda che tutti i tifosi rivolgono: quando sarà realizzato lo Stadio?
Accantonata l’incognita “nuovo Sindaco”, la tempistica ipotizzata dalla società giallorossa e dai suoi 42 partner nel progetto è chiara: per la stagione 2019-2020 la Roma conta di giocare non più all’Olimpico ma a Tor di Valle. E questo, anche in vista dell’assegnazione dei Giochi Olimpici del 2024 può essere anche un ulteriore tassello da inserire nel dossier olimpico. Anche perché, secondo le date indicate nel cronoprogramma dalla società giallorossa, a fine dicembre 2022 tutto l’intero complesso, incluse le tre torri e palazzi e piazze annesse, sarà terminato, dando così un nuovo e riqualificato volto a un’area, quella di Tor di Valle, che oggi versa in un drammatico abbandono, fra topi, degrado, prostituzione, terreni trasformati in discarica. E, non a caso, a inizio maggio, prima ancora di portare le carte in Comune, la parte del progetto relativa all’impianto sportivo vero e proprio venne consegnata prima al Coni per una valutazione. Con grande e pubblica soddisfazione espressa dal presidente del Comitato Olimpico nazionale, Giovanni Malagò
Lo scorso lunedì 30 maggio la Roma spedì Baldissoni e Zanzi in Campidoglio e in Regione a depositare due copie identiche del progetto definitivo dell’impianto. 
Sembrano passati secoli, ma era solo pochi mesi fa quando la Roma di James Pallotta ha avviato le procedure per realizzare il suo stadio. Nell’estate 2014 la Conferenza di Servizi preliminare, poi il lungo dibattito in Consiglio comunale terminato con la Delibera di Pubblico interesse votata a maggioranza il 22 dicembre 2014. Poi, la presentazione alla stampa e alla città, in pompa magna, del(lo pseudo) progetto definitivo del 15 giugno 2015, che pochi giorni dopo venne rigettato dal Comune e dalla Regione per carenza di documentazione. Da quel momento, una ridda di voci, sussurri, spifferi. E tanto silenzio. Intervallato dall’avvicendamento alla guida del progetto Stadio fra Mark Pannes, uscito a dicembre, e David Ginsberg il cui subentro ha fatto segnare una grande spinta verso la conclusione del lavoro progettuale. In mezzo, le dimissioni di uno dei grandi sponsor dello Stadio, Ignazio Marino, la nomina di Tronca a Commissario straordinario che, fra nove giorni, lascerà il posto alla nuova Amministrazione che verrà indicata dai romani con il ballottaggio. 

Il “nuovo” progetto definitivo è composto da una mole immensa di documenti, se non altro, a testimoniare l’importanza e l’impatto in termini economici e occupazionali - sono in ballo, secondo quanto scritto nel progetto, “1.500-2000 maestranze del settore edile, mentre, a regime, l’impiego nei diversi comparti arriverà a oltre 4.000 unità, in aggiunta agli oltre 15.000 addetti del Business Park” - dell’opera. 

Ora, rimangono gli ultimi passaggi: il Campidoglio deve terminare l’esame preliminare delle carte per verificarne la rispondenza sia alle norme nazionali che ai dettami contenuti nella delibera di pubblico interesse. Una volta terminato questo passaggio - che la Roma prevede entro il 29 giugno - la palla passa in Regione: convocazione della Conferenza di Servizi decisoria per esaminare passo passo tutte le soluzioni progettuali ipotizzate. 180 giorni per poter dare il via al più grande cantiere privato degli ultimi decenni. 

martedì 31 maggio 2016

STADIO, LA VOLATA FINALE

E, alla fine, ce l’hanno fatta: la Roma ha consegnato ufficialmente nella tarda mattinata di ieri, come anticipato da Il Tempo, il progetto definitivo del nuovo Stadio di Tor di Valle. Il dossier è stato depositato e protocollato in Campidoglio, direttamente agli uffici dell’Assessorato all’Urbanistica, e anche in Regione, dove è stata consegnata una copia conforme a quella lasciata in Comune.Settantadue scatoloni formato A3 che occupano interamente una stanza di 25 metri quadri. Rigorosamente sotto chiave.




«I documenti - si legge nel comunicato ufficiale - consegnati in formato cartaceo ed elettronico, contengono oltre 3500 disegni progettuali e più di 50mila pagine di relazioni specialistiche. Il dossier definitivo è il risultato del lavoro congiunto e delle competenze di oltre 500 specialisti del settore tra ingegneri, architetti e consulenti appartenenti a più di 50 studi professionali».
I numeri spiegano da soli le differenze rispetto al progetto incompleto di un anno fa, scritto in «appena» 7041 pagine corredate da 567 allegati tra tavole, grafici e disegni. Stavolta è stata inserita anche una «guida» per individuare facilmente le integrazioni richieste e una certificazione ottenuta dalla società esterna specializzata Inarcheck, che ha verificato per conto dei proponenti l’effettiva completezza e rispondenza del progetto aggiornato ai requisiti di legge.




Dopo il deposito degli scatoloni, nel pomeriggio il dg giallorosso Mauro Baldissoni, accompagnato dal costruttore Luca Parnasi e dal suo braccio destro, è passato prima in Regione all’assessorato di Michele Civita e poi in Campidoglio da Francesco Paolo Tronca per due visite istituzionali, Il commissario straordinario della Capitale ha chiesto di avere una relazione sul progetto e ha promesso tempi brevi per il passaggio delle carte alla Regione.
«Questo è un giorno importante per il progetto - ha dichiarato il presidente della Roma James Pallotta - che apporterà un significativo impatto economico e sociale per la squadra, tifosi, la città e il Paese. Adesso aspettiamo di poter muovere il prossimo passo e costruire uno stadio di cui Roma può andare fiera». L’attesa, però, sarà ancora lunga: irrealistico l’obiettivo di posare la prima pietra entro fine anno, si può semmai puntare ad aprire i cantieri nella primavera del 2017.
«Il progetto creerà nuovi posti di lavoro sul territorio, promuovendo e attraendo investimenti stranieri nei prossimi anni», sottolinea il managing director di Stadio della Roma, David Ginsberg. «È un giorno importante e di grande soddisfazione - ha aggiunto il costruttore Luca Parnasi - è la dimostrazione di come, anche nella nostra città, si possano immaginare e sviluppare idee di qualità».
Filtrano le primissime indiscrezioni sul dossier. Si parla di una Curva Sud da 14mila posti, mentre le cubature complessive (974mila metri cubi) dovrebbero essere rimaste invariate, così come la spesa per le opere pubbliche: 320 milioni di euro sul totale stimato di 1 miliardo e mezzo di euro.
Alle dichiarazioni ufficiali della Roma e di Parnasi, si aggiunge anche una nota della Regione Lazio: «Restiamo ora in attesa della conferma del "pubblico interesse" da parte di Roma Capitale per avviare, come prevedono le disposizioni normative, la Conferenza dei servizi, dando piena e trasparente pubblicità a tutte le fasi dell'iter amministrativo. Inoltre è già insediato, l'Ufficio di scopo predisposto presso la Direzione regionale Urbanistica a cui e' stata attribuita la responsabilità del procedimento».




In realtà, ora il Campidoglio dovrà solo verificare che negli scatoloni ci siano tutte le carte necessarie, a termini di legge, per qualificare come «definitivo» il progetto e che nei documenti siano state recepite tutte le prescrizioni contenute nella delibera di pubblico interesse. Dopo di che, la palla passerà alla Regione per la Conferenza di Servizi finale, con una durata massima di 180 giorni. 

sabato 28 maggio 2016

STADIO, CI SIAMO: LUNEDÌ 30 LA CONSEGNA IN CAMPIDOGLIO

Zitti tutti che (forse) ci siamo. Per davvero, questa volta. Sono giorni che la notizia circola nei corridoi di Palazzo Senatorio: lunedì 30 maggio - tutto sommato in perfetta armonia con quanto dichiarato nelle scorse settimane sia dal presidente della As Roma, James Pallotta, che dal costruttore Luca Parnasi - il progetto definitivo del nuovo Stadio della Roma di Tor di Valle verrà consegnato in Campidoglio.



Non dovrebbero esserci né Pallotta né Parnasi e, probabilmente, nemmeno David Ginsberg, subentrato a fine novembre a Mark Pannes nella gestione organizzativa del progetto. A portare il progetto potrebbero essere per conto della As Roma Mauro Baldissoni, direttore generale, e Italo Zanzi, CEO.


E sarà una consegna impegnativa. Si parla di una sessantina di scatoloni che raccolgono oltre 70mila pagine di relazioni, disegni, tavole, progetti. Un materiale immenso. La consegna in Campidoglio segue di pochi giorni quella relativa al solo stadio fatta al Coni a inizio mese. Un passaggio, quello al Coni, peraltro, molto politico e poco tecnico dato che ha più una valenza in ottica Olimpiadi che altro. E la consegna del progetto definitivo potrebbe riaprire il dibattito politico in vista degli ultimi giorni di questa campagna elettorale per le elezioni comunali. Nelle scorse settimane, la Roma ha avuto dei contatti, riservatissimi, con i 5Stelle, direttamente con la candidata sindaco pentastellata, Virginia Raggi: secondo i bene informati, la Raggi avrebbe ammorbidito moltissimo il “no” al progetto pronunciato nelle prime settimane di campagna elettorale. Il passaggio al Coni che rafforza la posizione della Roma in vista della consegna del dossier olimpico rendendo il futuro Stadio un elemento di valutazione per Roma 2024. Si tratta di segnali volti a disinnescare tutti i possibili “niet” al progetto che la politica capitolina e quella regionale potrebbero frapporre. 

Se davvero, quindi, lunedì 30 tutte le carte andranno in Campidoglio - pare ci sia ancora da decidere se la consegna verrà fatta a Palazzo Senatorio da Tronca oppure all’Assessorato all’Urbanistica - si aprirà la seconda fase dell’iter approvativo. Gli uffici capitolini dovranno prima aprire i plichi e verificare la rispondenza di tutta la documentazione alle norme nazionali, regionali e alla delibera di pubblico interesse. Compiuta la verifica - presumibilmente non meno di 30 giorni - se tutto sarà a posto, gli scatoloni andranno dritti in Regione che convocherà la Conferenza di Servizi decisoria: 180 giorni di tempo per esaminare 70mila pagine e scrivere il sì definitivo al sogno giallorosso.