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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 26 giugno 2015

STADIO, TRA QUALCHE GIORNO IL PROGETTO IN REGIONE

Ancora qualche giorno di lavoro e il gruppo di lavoro interassessorile, composto dai funzionari capitolini della Mobilità, dell’Urbanistica, dei Lavori Pubblici, dell’Ambiente, del Commercio e dello Sport, terminerà il proprio lavoro di completamento delle procedure necessarie a poter inviare alla Regione il progetto “definitivo” dello stadio di Tor di Valle consegnato dalla Roma, in Campidoglio, lo scorso 15 giugno. 
Fra i corridoi degli uffici comunali filtrano notizie sul metodo di lavoro che si sta seguendo: controllare puntigliosamente la rispondenza del progetto a quanto stabilito dalla delibera di pubblico interesse e predisporre una relazione scritta da allegare al plico quando questo verrà “girato” in Regione.


In realtà, la mancanza di parte della documentazione prescritta e di parte dei sondaggi, è già trapelata all’interno degli uffici. 

Tuttavia, la norma impone al Campidoglio - non essendovi per ora una “procedura di verifica e di esame aperta presso gli Uffici” - di limitarsi solo ed esclusivamente all’analisi della rispondenza del progetto al “pubblico interesse”. 
La relazione che si starebbe predisponendo, infatti, conterrebbe l’elencazione precisa dei documenti mancanti e di quelli non soddisfacenti le caratteristiche di “progetto definitivo” e verrebbe inviata contemporaneamente sia alla Regione Lazio che ai proponenti. 


Sarà poi una competenza della Conferenza di Servizi decisoria quella di sollecitare i proponenti del progetto a presentare le carte mancanti al fine di di aprire formalmente la sessione di esame e analisi tecnica delle carte. 
Anche perché - spiegano in Comune - se adesso le carte venissero esaminate, gli uffici tecnici dovrebbero non solo verificare l’eventuale esistenza di tutti i documenti necessari a che il progetto risponda alle norme che lo identificano come definitivo ma anche controllare la rispondenza di ogni singola parte progettuale alle diverse norme: se un marciapiede è troppo alto o troppo basso, se un impianto elettrico va fatto in un modo o in un altro, e così via. E non è questo il lavoro che va fatto ora ma è compito della Conferenza di Servizi decisoria, alla quale, comunque, prenderà parte un funzionario tecnico di Roma Capitale, assistito da tutti gli uffici tecnici comunali attraverso il gruppo interassessorile. In quella sede, quindi, saranno esaminati tutti le carte per approvare” il “vero” progetto definitivo. 

Insomma, prima di posare la prima pietra, l’iter è ancora piuttosto lungo.

STADIO, MANCANO ANCORA DOCUMENTI FONDAMENTALI

Detto della mancanza dei sondaggi geologici su alcune aree interessate dal progetto e della necessità di approfondire parte di quelli già effettuati attraverso altri scavi, c’è una norma, il Decreto Presidente della Repubblica numero 207 del 2010, che stabilisce, punto per punto, quali documenti compongono un progetto affinché esso possa essere indicato come “definitivo”. Nelle sette cartelle consegnate al Comune, però, di alcuni di questi documenti non c’è traccia.

Andiamo per ordine. Un progetto, per essere “definitivo”, deve contenere tutti gli elementi necessari ai fini dei titoli abilitativi, deve sviluppare gli elaborati grafici e descrittivi e i calcoli a un “livello di definizione tale che nella successiva progettazione esecutiva non si abbiano significative differenze tecniche e di costo”. 
Non basta, dunque, che quello consegnato in Campidoglio il 15 giugno dalla Roma corrisponda alla delibera di interesse pubblico affinché esso sia “definitivo” ma deve rispondere chiaramente a queste esigenze. 
Tredici punti che vanno dalla relazione generale al quadro economico, dalle relazioni tecniche agli elaborati grafici, dal piano particellare di esproprio al computo metrico estimativo
Già questi ultimi due elementi non risultano presenti all’interno del dossier. 

Il primo, il piano particellare di esproprio, deve contenere, fra le altre cose, l'elenco delle proprietà dei terreni  da espropriare (se privati), asservire (se pubblici) o occupare temporaneamente ed è corredato dell'indicazione di tutti i dati catastali nonché delle superfici interessate. Per ogni proprietà va indicata la presunta indennità. 
Il secondo, il computo metrico estimativo, è la di stima del costo di costruzione di un opera edilizia o infrastrutturale ed è dato dalla somma dei costi dei materiali per la quantità utilizzata. 
Si tratta di due elementi fondamentali e imprescindibili perché il progetto dello stadio si possa davvero considerare definitivo
A fianco a questi due elementi e alla questione sondaggi geologici, vi sono altri passaggi nei documenti tecnici progettuali che dovranno necessariamente essere portati e integrati nella documentazione: ad esempio, gli studi sull’impatto acustico sono presenti ma non rapportati a ciascun singolo intervento come prescrive la norma. E, ancora, gli elaborati tecnici di alcune parti (viabilità pubblica interna, parcheggi pubblici e fognature) sono a un livello di definizione (sezioni tipo, sezioni caratteristiche) non proprio di un progetto definitivo.

STADIO; ECCO LA "NUOVA TRIGORIA"

Prosegue l’esame al microscopio del progetto “definitivo” dello Stadio della Roma di Tor di Valle presentato agli uffici comunali lo scorso 15 giugno. Dopo aver sommariamente
esaminato come sarà realizzato lo stadio vero e proprio e il Roma Village, ci addentriamo in altri dettagli progettuali molto suggestivi.

I COLORI: STADIO E ROMA VILLAGE
Come lo stadio sarà bianco, ricordando il marmo di Roma, il travertino, così il Roma Village sarà nero: gli edifici saranno costruiti in strutture di acciaio, con mura in mattoni neri e vetrate di negozi a facciata continua.

LA ROMA VILLAGE PLAZA
La “plaza” è progettata per ospitare concerti e festival durante tutto l’anno. Lo sfondo sarà caratterizzato dai led della facciata del Nike Store e la scalinata, normalmente usata per accedere allo stadio, diventerà un anfiteatro naturale dove si potrà assistere a partite, film o concerti. Vi potranno accedere solo i possessori del biglietto nelle giornate in cui si svolgeranno gli eventi. I possessori di biglietti Premium avranno a disposizione un ingresso riservato al livello della Plaza, nascosto sotto la piattaforma dello stadio e vicino agli studi tv. Nei giorni in cui non si svolgono eventi, la Plaza verrà usata come spazio aperto a
disposizione del pubblico, e potrà ospitare piccoli negozi temporanei, furgoni di ristoro ambulante e strutture non permanenti o potrà essere la sede di piccoli festival.

LA NUOVA TRIGORIA
Subito a nord dello stadio, verrà creata la Nuova Trigoria, il centro di allenamento della prima squadra. Due campi e mezzo in erba naturale, circondato da un parco privato a nord e da uno pubblico a ovest, il centro sarà raggiungibile tramite una strada totalmente privata e chiusa, così da consentire il controllo degli accessi durante gli allenamenti. 
Il centro sarà su due livelli, di 3705 mq, con due campi regolamentari all’aperto, un mezzo campo ed uno di sabbia
Essendo stato concepito concettualmente come un circuito di allenamento, i giocatori potranno passare da un programma all’altro subendo interruzioni minime. 
Il primo piano ospiterà gli spogliatoi e le docce, l’idroterapia con tre vasche, una sauna ed un bagno di vapore, il centro acquatico con una piscina 10x20m, il centro di riabilitazione con le sale per la fisioterapia ed i trattamenti. Sullo stesso piano, anche gli spogliatoi per lo staff e per gli allenatori. 
Al secondo piano, invece, troveranno posto gli uffici amministrativi, le sale riunioni e il ristorante dei giocatori, con una cucina aperta che permetterà di assistere alla preparazione dei cibi. 
Due gli atrii della Nuova Trigoria: il primo, generale, e il secondo dedicato ai giocatori. Oltre che dalla chiusura della strada privata di accesso, la privacy della squadra sarà garantita anche da muri di cinta, posti su due lati, per impedire la vista durante le sessioni di allenamento. 
Tra la Nuova Trigoria e lo stadio, è previsto per i calciatori un un tunnel sicuro al di sotto della Piattaforma dello Stadio. Anche la Nuova Trigoria avrà gli stessi colori del Roma Village rivestimento esterno in mattoni neri su intelaiatura e struttura fissa in acciaio, pannelli vetrati sulla facciata continua e pavimentazione e rivestimenti in travertino. 


I TERRENI DI GIOCO
Redatta su richiesta di Dan Meis dalla Millennium Sports Technologies, alla relazione generale su stadio e Trigoria (il cosiddetto “comparto A” del progetto), è allegata anche una relazione sui terreni di gioco, tanto dello stadio, quanto dei campi di allenamento. 
Tutti avranno la stessa superficie erbosa naturale e avranno profili a sezione trasversale simili per garantire uniformità dell’ambiente di allenamento con lo stadio e le condizioni che caratterizzano l’area di gioco. 
Tutti i campi saranno realizzati con superfici erbose naturali composte da varietà migliorate di Bermuda grass che è verde nelle stagioni calde, affinché si adattino a questa zona dell’Italia centrale. I tappeti erbosi saranno coltivati come prato in rotoli e saranno lasciati attecchire per un periodo di 12-18 mesi prima della raccolta e della consegna presso
i campi dello stadio e di allenamento. Le superfici finite di ciascuno dei campi saranno livellate con lama sottoposta a controllo laser e saranno di tipo pianeggiante senza cima. 
Il campo dello stadio includerà una pista di servizio larga tre metri (3 m) che correrà intorno al perimetro dell’intero campo da gioco. 
I terreni saranno dotati di drenaggio verticale e saranno posati su un sistema artificiale di circa 1520 metri di tubi di drenaggio sotterraneo mentre saranno annaffiati da un impianto di irrigazione automatica. 
Per evitare che, in occasione di eventi come i concerti che richiedano una copertura del terreno, l’erba possa soffrire, il campo dello stadio sarà dotato di un impianto di aerazione che garantisce livelli ideali di ossigeno, stimolando la crescita delle radici e attenuando la formazione di alghe. 
Altro accorgimento tecnico, sarà quello di affiancare un “sistema di rinforzo” dell’erba naturale con fibre sintetiche trapiantate a 20 cm circa di profondità, indistinguibili da quelle naturali e che incideranno per un 3% sul totale dell’erba.

I PUNTI RISTORO
Fra stadio, Trigoria e Roma Village, sono previsti svariati punti ristoro: dalla Birreria Peroni al Caffè showroom Ducati, dalle normali aree ristoro, ai Club, ristoranti e suite. 
Fra le curiosità di questa parte del progetto, redatta dalla “Il Bigelow Companies”, spicca quella legata alle birre e alle bevande. 
Nello stadio, non sono previsti sistemi centralizzati di distribuzione di birra e bevande analcoliche, a causa della natura sporadica degli eventi e degli sprechi connessi alla lunghezza delle tubazioni. Per cui ogni stand e bar in concessione dovrà essere autonomo e provvisto di propri impianti di refrigerazione e non in tutti i punti vendita saranno posizionati rubinetti per la birra alla spina, a causa della minore richiesta di birra da parte dei tifosi di calcio italiani. 
In compenso, la birra verrà venduta in tutte le aree dello stadio, mentre vino e superalcolici saranno ammessi solo nelle aree private compresi i club, le suite e il ristorante. 
Per i classici hamburger e hot dog, verranno predisposti stand in concessione fissi e mobili, questi ultimi con Vespa Ape Car a tre ruote. Ci sono poi i “club”, punti di ristoro di livello più elevato, che offriranno pacchetti cibo/bevande tutto compreso, che utilizzeranno stoviglie in porcellana, cristallo e argenteria (sic!).

IL RISTORANTE DELLO STADIO
Si chiamerà Centurion Club, attingendo a piene mani dall’antica Roma, il ristorante dello
stadio: 250 posti, gestito da uno chef “rinomato” e con un menù basato sulle specialità personali dello chef. Situato al livello suite dello stadio, al Centurion sarà possibile trovare un'ampia lista di vini di alto livello, una cucina a vista con grill e forni a legna e i migliori dessert prodotti dallo chef della casa. Anche qui, stoviglie in porcellana, cristallo e argenteria. 

CATERING
Sarà divisa in tre sezioni principali: servizi suite, servizi banchetti o catering di gruppo, e media catering. Senza addentrarsi troppo nel dettaglio, sono previsti servizi di ristorazione di alto livello.

PERSONALE OCCUPATO
Stando al progetto, il totale massimo previsto dei posti di lavoro nel settore ristorazione è di 1.160 unità.


MENÙ 

Il progetto prevede anche degli esempi di menù che potranno essere offerti nei diversi punti di ristoro: si va dai classici panini, alla pizza al taglio, da fish and chips ai calzoni, zuppe, arrosti, gelati e pasticcini.

giovedì 25 giugno 2015

STADIO ASROMA, COSA (INVECE) VA NEL PROGETTO

Noi abbiamo condotto un’ottima campagna di sondaggi e mi sento di affermare che i risultati sono eccellenti”. Claudio Vercelli, ingegnere e direttore della Geores, la società che ha condotto la prima parte degli scavi nell’area dello Stadio, spiega alcune espressioni contenute nella varie relazioni geologiche.
Normalmente, soprattutto in presenza di situazioni così particolari come l’ansa di un fiume, di un’area così vasta come questa e di un progetto con edifici così imponenti, dopo la prima fase di sondaggi è sempre consigliabile eseguirne di ulteriori. Certo, nelle aree esterne alla proprietà di Eurnova i sondaggi devono ancora essere iniziati anche se siamo ormai a giorni” almeno per le aree non di proprietà di privati. 
Il programma complessivo delle indagini geognostiche e sismiche eseguito nell’area, ha previsto l’esecuzione 19 sondaggi geognostici a carotaggio continuo (utilizzando cioè un sistema di perforazione con una “punta” del diametro di 10,1 centimetri e una serie di “prolunghe” che hanno consentito di raggiungere grandi profondità), spinti a profondità di 70 metri, 9 sondaggi a 12 metri sempre a carotaggio continuo e una serie di 344 diverse rilevazioni e test di differenti tipi per stabilire la permeabilità dei terreni, le prove antisismiche e via dicendo.



Le risultanze che abbiamo ottenuto - spiega ancora l’ingegner Vercelli - ci indicano dei terreni molto migliori di quelli che potevamo pensare” con una resistenza e un grado di solidità maggiori del preventivabile, composti prevalentemente da ghiaia, sabbia, argilla e torba in quantità miste e variabili. 

Per quanto riguarda le aree esterne, va considerato che, sì, certo, la legge ci impone di effettuare dei sondaggi, senza specificarne la quantità per altro, ma che l’attuale stadio di progettazione delle opere che ricadranno sulle aree non di proprietà tiene conto di una amplissima “letteratura” preesistente. Noi, infatti, sia dove i sondaggi li abbiamo condotti che dove ancora devono essere effettuati, ci siamo avvalsi di dati in possesso di Acea, dell’Anas sia per il lato della via Ostiense-via del Mare che per quello al di là del Tevere, del Comune e dell’Università. Si tratta, come è facile capire, di un materiale molto vasto che consente di procedere con una progettazione che poi potrà essere integrata con i risultati degli ulteriori rilievi. In ogni modo, credo di poter affermare che questa fase possa essere considerata definitiva a livello di progettazione delle opere”.

STADIO ASROMA; E MARINO SI FA LO SPOT AL MINISTERO

E, nella contesa politica che vede il sindaco Marino contrapposto (più o meno) al resto del mondo, entra anche lo Stadio della Roma. “Visita di cortesia politica”, infatti, ieri in mattinata del Primo Cittadino - accompagnato dagli assessori all’Urbanistica, Giovanni Caudo; ai Trasporti, Guido Improta; e ai Lavori Pubblici, Maurizio Pucci - al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio

Ministero che, leggi alla mano, sullo Stadio ha una sola competenza: quella di autorizzare, quando sarà fatta, l’esercizio della futura Metro B a Tor di Valle. 

Per il resto, queste sono carte di competenza del Comune e della Regione Lazio quando approderanno a via Cristoforo Colombo. 

Un incontro fissato da marzo scorso, fanno sapere in Campidoglio, su suggerimento dell’assessore ai Trasporti, Improta, in un momento, quindi, di relativa calma politica. 
Ma che si è trasformato in un (auto) spot che il Sindaco ha fatto a se stesso uscendo e creando, dicono i bene informati, non pochi malumori nel ministro Delrio. 
Insieme alla delegazione capitolina, si sono presentati al Ministero anche Luca Parnasi e Mark Pannes, Ceo dello Stadio Tor Di Valle SpA. 
Il Ministro - ha raccontato Marino ai cronisti all’uscita - ha detto che questo progetto fa vedere che l’Amministrazione di Roma è solida”. 



Se non altro, per una volta, il Sindaco ha evitato l’abituale danza delle date, limitandosi a un sobrio “i lavori dureranno 22 mesi dalla posa della prima pietra”. 
Prima pietra che anche lo stesso Parnasi non ha scadenzato: “l'obiettivo è quello di arrivarvi quanto prima”. Parnasi che ha tenuto a ribadire: "È un investimento totalmente privato da oltre un miliardo e mezzo che non peserà assolutamente sul bilancio del Comune e l'interesse pubblico si basa su un complesso di opere infrastrutturali di oltre 300 milioni di euro, due parchi, due ponti, riqualificazione di una stazione, una nuova linea della metropolitana”.