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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 22 agosto 2014

STADIO, PECORARO: SICUREZZA A RISCHIO



Pur con tutta la diplomazia che lo ha sempre contraddistinto, il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, lancia un allarme sul progetto stadio: "Sicurezza a rischio".


E non è per nulla tenero né con il progetto né con le prescrizioni comunali: le strade di accesso sono fondamentali per i mezzi di soccorso e di emergenza; e le metro da sole non bastano
Prefetto di Roma dal novembre 2008, responsabile dell'ordine pubblico in città, apprezzato da tutti gli schieramenti politici per l'equilibrio sempre dimostrato, tifoso del Napoli e grande appassionato di calcio, Pecoraro interviene nel dibattito animatosi in queste ultime settimane sul progetto del futuro Stadio della As Roma da costruirsi a Tor di Valle.



"Io ho il dovere di ragionare sullo scenario peggiore: partita di cartello, magari internazionale, in notturna e con tifoserie nemiche. Su questo valuto i parametri di sicurezza", è la premessa. "I tempi di deflusso dallo stadio devono essere contenuti in un'ora e mezza e le strade di accesso, complanari sulla Roma-Fiumicino e via del Mare e via Ostiense a due corsie per senso di marcia più corsia di emergenza, sono gli standard minimi. Stiamo parlando di un impianto nuovo, fra le priorità deve rientrare la sicurezza: le infrastrutture devono essere realizzate anche in quest'ottica per non ripetere episodi tragici che nulla hanno a che vedere con il calcio"


Il Comune - su precisa indicazione del sindaco Marino - intende ritenere fra gli elementi che segnino l'interesse pubblico dell'opera il fatto che almeno la metà dei tifosi possa utilizzare il trasporto pubblico per recarsi allo Stadio. Facendo conto che il nuovo impianto sia riempito al massimo della sua capienza, 62mila spettatori, significa che 31mila persone possono andare in metropolitana. Qual è il tempo che può essere ritenuto congruo in termini di sicurezza pubblica per il deflusso di queste persone?
"È un aspetto estremamente delicato: per garantire sicurezza, il tempo non deve essere superiore a un'ora e mezza per far defluire la gente dallo Stadio. E poi c'è un altro elemento. La presenza di negozi, bar, pub, ristoranti, giochi intorno allo Stadio può significare, in prospettiva, un aumento consistente del numero delle persone che gravitano intorno all'impianto. Quindi, a meno che in occasione delle partite questi extra non siano chiusi, io devo ragionare oggi in chiave futura non su 62mila persone ma su un numero certamente superiore".

Agenzia della mobilità, però, basandosi su parametri di calcolo reali, stima che siano necessarie almeno due ore per far defluire tutti i soli tifosi dallo stadio usando le metropolitane così come le vorrebbe il Comune, e cioè con la Roma-Lido a frequenza raddoppiata e con la Metro B prolungata fino a Tor di Valle. Un computo realizzato sia in base alla reale capacità di trasporto dei treni (su carta 1200 persone a treno, in realtà, un migliaio reale) sia in base all'esperienza che non vede mai gli spettatori affrettarsi a uscire tutti insieme. 
"Non sono a conoscenza di queste stime ma io ribadisco: per me la sicurezza può essere correttamente garantita se lo Stadio può essere svuotato un un'ora e mezza. Piuttosto a me preme un altro aspetto del problema".

Dica.
"Sempre perché come ordine pubblico dobbiamo pensare agli scenari peggiori in assoluto, io devo segnalare una preoccupazione importante a chi deve valutare il progetto. Deve categoricamente essere garantito l'accesso, il transito e il deflusso dei mezzi di emergenza e di soccorso. Se serve, devo poter disporre l'invio di ulteriori forze o la loro uscita in tempi rapidi dall'area dello Stadio".



E quindi questo come incide sul progetto?
"Occorre che le strade di accesso siano le più agevoli possibili. Io ritengo che sia necessario che il collegamento con la Roma-Fiumicino sia realizzato con le complanari, utili a non sommare il traffico diretto allo Stadio con quello ordinario. E ritengo che lo standard sufficiente per garantire la mobilità dei mezzi di emergenza sia di almeno due corsie più corsia di emergenza per senso di marcia fra la Via del Mare e la Ostiense. E questo almeno dal Grande Raccordo Anulare all'altezza di Marconi".

L'assessore all'Urbanistica, Giovanni Caudo, ritiene non sostenibili gli investimenti sia sul trasporto pubblico che sulla viabilità e che, quindi, su indicazione del Sindaco, in caso di aut aut, il Comune opterebbe per il trasporto in metropolitana lasciando che il rimanga il progetto originario con un semplice allargamento della via del Mare e della Ostiense su un tracciato più limitato.
"Posso solo ribadire il mio 'attenzione' affinché venga elaborato un progetto con condizioni infrastrutturali che garantiscano una reale sicurezza a tutti, operatori delle forze dell'ordine, delle ambulanze, dei vigili del fuoco, dei tifosi".

Se queste indicazioni non fossero accolte?
"Allora sarebbe necessario un approfondimento sul progetto in termini di mobilità, magari con l'utilizzo di navette. Voglio aggiungere una cosa: non conosco tutti gli aspetti progettuali e non è mio compito entrare nel merito delle proposte. Ho apprezzato che la Roma abbia voluto illustrarmi il progetto generale e penso che lo Stadio sia un obiettivo primario per la Società e i suoi tifosi. Ma il mio compito è pensare alla sicurezza pubblica".

giovedì 21 agosto 2014

STADIO, IL COMUNE VUOLE LA METRO


Metro B e Roma-Lido, cubature e un viaggio negli Stati Uniti. La vicenda Stadio della Roma a Tor di Valle sembra vivere di oscillazioni costanti. Si passa dall'entusiasmo alla grande freddezza.
 Unica costante, l'interesse pubblico, cioè la necessità che l'opera rivesta un vero interesse per la città e non solo per tifosi o società.


Nella giornata di ieri, l'assessore all'Urbanistica, Giovanni Caudo, ha espresso all'agenzia Dire in modo lapidario la questione: "Il vero interesse pubblico è la metro. Lo abbiamo sempre detto". 

Ma di quale metro stiamo parlando? Della linea B, Rebibbia-Laurentina, o della Roma-Lido? 



Fino a ieri, considerando quanto avvenuto in Conferenza di Servizi, si parlava solo della Roma-Lido di Ostia. L'intervento richiesto dai tecnici comunali, necessario a dichiarare l'interesse pubblico dell'opera da un punto di vista trasportistico, era potenziare la Roma-Lido, fra Piramide e Tor di Valle, in occasione delle partite. Investimento stimato in 10-12 milioni di euro, opere da realizzare solamente quelle infrastrutturali: ampliamento della stazione di Tor di Valle, segnalamento, alimentazione elettrica della rete. 

Ma, dicono dal Campidoglio, il sindaco Marino vuole che l'interesse pubblico sia dato dal fatto che almeno il 50% dei tifosi arrivi allo stadio in metro
E la Roma-Lido adeguata non basterebbe. Può essere, al massimo, una linea di supporto. 


Quindi si torna a parlare della Metro B
Era stato escluso, dicono dal Colle capitolino, il prolungamento da Muratella, ma non da altre parti. 

Si aprono, quindi, scenari nuovi, non considerati nemmeno in Conferenza di Servizi.
 Si tratta di creare uno scambio a Magliana, saltare il fascio dei binari con un ponte e realizzare di fatto una nuova stazione. Costi: Agenzia della Mobilità stima in non meno di 100 milioni l'investimento necessario. 
Sorvolando sui problemi circa gli scambi e la frequenza dei treni della B, dalle cifre trapelate ieri dal Campidoglio si parla di una cinquantina di milioni. E il resto? E, dato che, a questo punto, i potenziamenti del trasporto pubblico sembrano essere su entrambe le linee - Roma-Lido e Metro B - l'investimento salirebbe ben oltre i 110 milioni. I restanti 60 chi li metterebbe? 
Questa è una proposta - rispondono dal Comune - che viene vagliata pezzo per pezzo, e il proponente per i trasporti spende solo il 4% del totale dell'investimento. Per avere risposte, anche sulla definizione delle cubature, bisognerà pazientemente attendere il 3 settembre, dead line dell'analisi comunale sul progetto.



Intanto, si agitano le acque politiche in merito al viaggio istituzionale che vedrà stamani il sindaco Marino e l'assessore Caudo partire alla volta degli Stati Uniti per incontrare il presidente della Roma, James Pallotta.
 Federico Rocca, responsabile Enti Locali di Fdi-An, lancia un quesito: "Quanto costerà la missione e soprattutto cosa si diranno a New York che non si possono dire a Roma visto che Pallotta nei prossimi giorni sarà nuovamente nella Capitale?". 
Risponde lo stesso Caudo: "Non volevamo ridurci a fine agosto e abbiamo sfruttato il viaggio a Philadelphia previsto da Marino per poter affrontare la questione dal vivo".

mercoledì 20 agosto 2014

STADIO, PRESENTATI I DOCUMENTI ATTESI


Finalmente, dopo tanta attesa, arrivano in Comune i documenti integrativi richiesti sullo Stadio. 
Lunedì pomeriggio, infatti, sono stati depositati all'Assessorato all'Urbanistica il piano particellare e il nuovo progetto per lo svincolo che, a seguito dei rilievi della Regione Lazio in Confenza di Servizi, doveva essere spostato rispetto alla localizzazione iniziale, essendo stato collocato in un'area vincolata a Riserva naturale, la Tenuta dei Massimi. 
Il nuovo svincolo, in realtà, già esiste: la Eurnova ha individuato quello di Parco de' Medici come il più idoneo. Ovviamente, previo adeguamento rispetto a quello di oggi. 


Si procede, quindi, con uno slittamento della scadenza dei 90 giorni di tempo per concludere il primo step da parte del Comune che passa dal 27 agosto al 3 settembre. Questo, a causa del tempo che Parnasi ha impiegato per produrre i nuovi documenti.



Sarà necessario attendere, invece, la fine di questa fase preliminare per sciogliere i nodi societari fra la As Roma e la Holding Parnasi. Lo schema che disciplina questi rapporti, infatti, verrà prodotto solo al termine di questo primo step, così come, dopo l'ok del Comune allo Studio di Fattibilità, la Eurnova conferirà alla Stadio TDV Spa - la società, con sede a Milano, in via Montenapoleone, 29, costituita ad hoc per realizzare lo Stadio - la proprietà delle aree.



Intanto, dopo che, nella giornata di lunedì - con rientro anticipato di un giorno dalle ferie - l'assessore all'Urbanistica, Giovanni Caudo, ha incontrato riservatamente Parnasi, domani il sindaco Marino e lo stesso Caudo voleranno - missione istituzionale  - negli Stati Uniti da Pallotta, che vedranno venerdì. 
La decisione di questo viaggio, sul quale c'è il massimo riserbo in Campidoglio, è venuta direttamente su indicazione del sindaco Marino che, poco prima di Ferragosto, ha rivolto un pressante invito in tal senso a Caudo. Molte le ipotesi circa questo viaggio, che precede di pochi giorni l'arrivo di Pallotta a Roma, non da ultime quelle che vedono il Comune voler approfondire la questione del nuovo assetto societario della Roma in relazione alla vicenda Stadio, magari anche in vista di potenziali allargamenti in Italia della cordata imprenditoriale che dovrà realizzare l'impianto.

martedì 12 agosto 2014

ADESSO È UFFICIALE, STADIO SÌ, MA...

Adesso è ufficiale. Dopo le anticipazioni de Il Tempo, sulla vicenda Stadio della Roma, interviene direttamente l'assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, Giovanni Caudo



In sintesi: sì al pubblico interesse ma con consistenti prescrizioni.

"La valutazione degli uffici, sia Comunali che di altri Enti - spiega Caudo in una conferenza stampa convocata piuttosto a sorpresa ieri pomeriggio - è che non vi sono obiezioni ostative all'opera ma sono necessarie modifiche al progetto".




Primo punto da modificare, e quello più ostico, riguarda la Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi sulla quale si dovrebbe realizzare lo svincolo dalla Roma-Fiumicino. "Questa - spiega Caudo - è l'opera infrastrutturale forse più importante perché è un contributo necessario a risolvere i problemi di mobilità dei cittadini. La Regione ha chiesto di spostarla. Da contatti con Eurnova l'ostacolo può essere superato in poco tempo. Senza quest'opera non si può procedere".

Seconda questione: le opere pubbliche viarie e quelle per il trasporto pubblico.
 Le prescrizioni del Comune chiedono l'unificazione di via del Mare e Ostiense fra viale Marconi e il Raccordo.
 E il raddoppio della frequenza dei treni della Roma-Lido fra Piramide e Tor di Valle. 
"Noi riteniamo che tutte e due le cose" non siano fattibili. "Una preferenza di un intervento" è "sul trasporto pubblico su cui siamo più determinati". 
Quindi, il progetto Eurnova sulle strade può rimanere così com'è oggi - due strade separate, una per senso di marcia - in cambio del potenziamento della Roma-Lido.
Terzo passaggio: cubature.  "Noi - spiega Caudo - ragioniamo in termini di quali, fra le opere proposte, sono di pubblico interesse e su quelle valutiamo la questione cubature".



Infine, iter e date. Per Caudo è sufficiente che, entro il 27, sia la Giunta comunale e non il Consiglio ad esprimere il "pubblico interesse" all'opera. 
Dopo di che, occorreranno "almeno tre o quattro mesi" a Parnasi per fare il progetto definitivo che deve accogliere le prescrizioni.

 A quel punto, la partita si sposterà in Regione.

sabato 9 agosto 2014

ACCORDO SULLO STADIO DELLA ROMA


Fine agosto italiano per il presidente della As Roma, James Pallotta. 


A Trigoria lo aspettano per chiudere la partita sullo Stadio, per assistere, il 28 agosto, al sorteggio di Champions League a Montecarlo e il 30, per la prima di campionato contro la Fiorentina. 
Sullo Stadio, Pallotta dovrebbe vedere prima Luca Parnasi e, poi, insieme, andare dal sindaco Marino. In quell'occasione si dovrebbe dare il via libera alle modifiche richieste dal Comune, in Conferenza di Servizi, al progetto dell'impianto di Tor di Valle.



In sostanza, l'accordo sarà modifiche contro cubature. E tutti contenti. 

Le principali richieste del Comune sono su viabilità, trasporto pubblico, parcheggi, Riserva Naturale. 


Alla fine, quindi, la via del Mare e la via Ostiense saranno unificate fra Marconi e Raccordo, e si interverrà sulla Roma-Lido di Ostia. Non sarà necessario acquistare nuovi convogli, ma l'investimento di 10-12 milioni di euro sarà destinato a creare la nuova stazione Tor di Valle, con parti impiantistiche, per raddoppiare l'attuale frequenza dei convogli, portandola da 6 a 12 l'ora in occasione delle partite.


Sui parcheggi, il Comune ha richiesto che siano aumentati. Una parte dovrà essere a servizio delle aree commerciali e l'altra servirà allo Stadio e dovrà eliminare il rischio "sosta selvaggia" in occasione degli incontri. 
Infine: la Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi che dovrebbe essere espropriata e sulla quale si dovrebbe realizzare la rotatoria di svincolo dalla Roma-Fiumicino a servizio dello Stadio. Date le difficoltà tecniche emerse a intervenire su quest'area, è probabile che il progetto definitivo cancelli l'intervento con conseguente spostamento del futuro svincolo.


In cambio di tutte queste modifiche, che dovrebbero portare il costo delle opere pubbliche intorno al mezzo miliardo di euro, il Comune dovrebbe accettare le cubature aggiuntive proposte da Parnasi che, a questo punto, rientrerebbero nell'equa compensazione.

Solo al momento di questo incontro fra Marino, Parnasi e Pallotta, verrà dato il semaforo verde al progetto, attraverso la redazione della Delibera che andrà votata dall'Assemblea Capitolina. Il passaggio in Giunta, quindi, avverrà proprio a ridosso della scadenza del 27 agosto. 
Visto l'accordo tecnico/politico fra il Comune e Parnasi, è difficile ipotizzare un ricorso a Palazzo Chigi anche perché, a quel punto, il testo andrebbe per primo in Aula Giulio Cesare appena al rientro dalle ferie.



Sarà, poi, proprio alla chiusura dell'accordo che verranno fornite tutte le documentazioni integrative richieste dai vari uffici comunali per procedere agli espropri. 

Proprio questo è l'aspetto che ancora può nascondere insidie. 



Gli uffici hanno deciso di interpretare la norma sugli stadi (la legge finanziaria 147/2013) come legge speciale che, quindi, deroga alle norme precedenti. Questa interpretazione consente di aggirare alcuni problemi normativi sulla proprietà delle aree. 
Tuttavia, è difficile ipotizzare che i proprietari delle aree da espropriare - metà delle quali appartiene a tre società ritenute in Campidoglio riconducibili al Gruppo Armellini - staranno buoni. 
Quindi, sono prevedibili parecchi ricorsi giudiziari
Saranno, alla fine, i giudici a stabilire se l'interpretazione "legge speciale" data dal Campidoglio è quella giusta. 

Non lo fosse, come al Gioco dell'Oca, si tornerebbe alla casella di partenza.